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Cemento Cromatico, un complesso scolastico in Francia

Federica Calò

Colombes è un comune francese situato nel dipartimento dell'Hauts-de-Seine nella regione dell'Île-de-France, a Nord-Ovest di Parigi che è stato di recente oggetto di un interessante progetto di localizzazione di un gruppo di scuole dedicate a Simone Veil, politica francese di religione ebraica che durante l’occupazione nazista ha subito persecuzioni, è stata deportata al campo di concentramento di Auschwitz e ne è sopravvissuta.

  
Progettato dal francese Dominique Coulon & Associés, il nuovo complesso scolastico è strettamente integrato nel tessuto urbano e relazionato con il parco antistante e vicino alla futura nuova linea del tram.
Il lotto dove sorge il nuovo edificio è di dimensioni ridotte, motivo per il quale il complesso si sviluppa su tre livelli comprendendo, oltre alle aule della scuola elementare anche i giardini didattici, una palestra, una mensa, una biblioteca e delle strutture all'aperto per l'infanzia.

 

L’architettura, distribuita su 7600 mq, si presenta come un volume compatto con delle cavità ricavate lungo i prospetti che fungono da cortili e allo stesso tempo articolano il ritmo dell’edificio lungo le varie facciate. 
La struttura del complesso è in elementi in prefabbricato in cemento armato che in alcune punti, in particolare negli interni, si è scelto di lasciare con effetto grezzo a vista, mentre per il resto delle superfici è stato verniciato di tinte accese e calde che donano una forte impronta a tutto l’edificio.  

  
Avviene quindi un netto contrasto fra degli elementi in cemento armato dai colori grigi e freddi contrapposti alle geometrie grafiche disegnate sulle pareti e sui pavimenti dei vari spazi: essi s’inseguono nei vari piani e superfici della scuola fino al piano della copertura che ospita un terrazzo destinato ai momenti ricreativi degli studenti. 

 
Anche la scelta del rivestimento gioca su un doppio effetto. Da un lato si è scelto di terminare con una finitura rustica composta di lamelle di legno grezzo a vista, mentre il lato interno si affaccia sul cortile verniciato con delle geometrie variopinte dai colori vivaci, che trasformano lo spazio in un luogo per la stimolazione educativa. Questo prospetto in listelli di legno, in particolare, si alterna ad ampie vetrate a tutta altezza restituendo una composizione che sembra quasi casuale per quanto irregolare. 

 
Avendo l’edificio una forma piuttosto compatta, di conseguenza i corpi di fabbrica sono molto profondi e per portarvi all’interno la luce naturale sono stati ricreati numerosi patii e cortili interni dotati di superfici vetrate che arricchiscono di viste e illuminazione gli spazi interni.
Questo dinamicità visiva e compositiva rientra all’interno di un obiettivo ben preciso di evitare ogni forma di ripetizione e di utilizzare la luce, i materiali e gli spazi, ricreando dei percorsi e micro-eventi in grado di stimolare la percezione degli utenti. 

 
L’espressività di questo nuovo complesso è data certamente dalle finiture che sono state usate e dalla divisione articolata dei volumi, oltre che dalla scelta di nominare e contraddistinguere gli spazi con delle grandi scritte facilmente riconoscibili anche dai più piccoli, provocando ulteriori stimoli durante la fruizione di questi ambienti. 

Photo by Eugeni Pons 

    

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