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Astronave? No, casa sperimentale di Giuseppe Perugini a Fregene

Redazione INGENIO

Sembra veramente atterrata da un altro pianeta questa casa sperimentale, nota anche come casa-albero, progettata negli anni ’60   da una famiglia di architetti.


Casa Sperimentale Perugini | © Oliver Astrologo

Giuseppe Perugini, la moglie Uga de Plaisant e il figlio Rainaldo trasformarono la costruzione della loro casa di vacanze in un’occasione di sperimentazione tecnica, riflessione libera sugli spazi dell’abitare e dialogo con il contesto della pineta.
Come ricorda il figlio di Giuseppe, Raynaldo: “Essendo tutti e tre architetti era un po’ il giocattolo di famiglia, nel momento della realizzazione ognuno di noi proponeva soluzioni e nascevano discussioni … era una sorta di grande laboratorio … immaginatevi un plastico in scala reale! Questa era la casa di Fregene, un plastico al vero in cui ognuno metteva del suo. Una sorta di bottega globale nella quale lavoravamo tutti e per ogni problema c’erano un’infinità di soluzioni possibili. Infatti la cura dei dettagli e la messa a punto di tutte quelle soluzioni che hanno portato alla casa com’è oggi sono stati affrontati nella messa in opera. La particolare caratteristica costruttiva la rende un grande gioco di costruzioni…”.


Casa Sperimentale Perugini 

Si tratta di un progetto sperimentale sia nella forma, che  sfida la noiosa ripetizione seriale delle tradizionali villette al mare, che nell’uso dei materiali, che rimandano all’architettura brutalista caratterizzata dall’uso del calcestruzzo grezzo in facciata.
Cemento armato faccia a vista, vetro e acciaio sono gli unici materiali utilizzati, le forme sono puri volumi sospesi alla struttura in calcestruzzo armato, leggerezza e massività insieme …


Casa Sperimentale Perugini | © Oliver Astrologo

Perugini rifiuta i materiali tradizionali da costruzione e sceglie il calcestruzzo armato, che assolve pienamente la funzione di sostenere/sorreggere i volumi che racchiudono i vari ambienti della casa disposti in un ordine apparentemente casuale e ad altezze diverse cosicché occorre prevedere gradini per superare i dislivelli...


 Casa Sperimentale Perugini | © Oliver Astrologo

La struttura di sostegno è esterna, denunciata, a vista: un sistema di travi principali affiancate da travi secondarie posizionate sopra e sotto i moduli che supportano il peso di questi attraverso particolari elementi cruciformi in acciaio verniciato di rosso. Le travi principali hanno altezze variabili ed in alcuni punti lo sbalzo di una trave è sorretto da una trave soprastante con degli agganci particolari, anch’essi in acciaio.


Casa Sperimentale Perugini | © Oliver Astrologo

L’interno è uno spazio unico e caleidoscopico, dove i piani si moltiplicano e, grazie al peculiare sistema strutturale, il vetro può insinuarsi prepotente tra le superfici in calcestruzzo, fino a negare la connessione tra orizzontale e verticale. Lo sfalsamento e il dislivello tra i diversi moduli garantiscono la privacy della zona notte senza bisogno di pareti divisorie, mentre i bagni sono capsule arrotondate che emergono a sbalzo dal corpo principale, unica eccezione nella composizione cartesiana dell’edifico. In pura contrapposizione con i monumenti  storici italiani, la casa è fatta di sfere, cubi e scale.


Casa Sperimentale Perugini | © Oliver Astrologo Un volume a sè stante, una grande sfera in cemento tagliata da una sottile finestra lungo tutto il suo diametro: è la stanza della meditazione alla quale si accede con una ampia porta circolare. 

La casa-albero (albero in quanto i diversi volumi sembrano sospesi a rami di cemento) diventa ben presto emblema dell’ambiente culturale architettonico romano dell’epoca che sogna un  rinnovamento della società attraverso l’architettura, che diventa sia esercizio di stile, sia riflessione del concetto stesso di abitare uno spazio. 
Gli infissi, dipinti di rosso come tutti gli elementi in ferro della casa, riprendono la composizione generale reiterando il motivo del cubo, sia in aggetto verso l’esterno sia rientrando all’interno della casa.
La scala/passerella, un dettaglio della composizione segnalata con il colore rosso delle ringhiere, conduce all’ingresso della casa e sembra un elemento estraneo, aggiunto alla struttura. È concepita come passerella mobile, un ponte levatoio che si può anche alzare, isolando completamente gli abitanti dal mondo esterno. 


Casa Sperimentale Perugini | © Oliver Astrologo

Dalla morte dell’architetto Perugini nel 1995, purtroppo, l’edificio è stato abbandonato a se stesso e ora versa in uno stato di completa incuria, tra erbacce e graffiti, sospeso nel tempo come nello spazio.
Il pubblicitario Oliver Astrologo l’ha fotografato, per documentarne lo stato d’abbandono e per auspicare la rivalutazione dei suoi spazi.


In quest’immagine, precedente al reportage di Astrologo, si intravede lo specchio d’acqua della piscina al di sotto della casa

Le foto di Astrologo rendono l’idea di uno spazio incredibilmente affascinante, un patrimonio architettonico d’eccezione decisamente da rivalutare e valorizzare.
Pare che presto verrà riconvertita in museo e spazio per eventi … noi ce lo auguriamo.

guarda il video  

fonte:articolo di Simone Stefanini, daylibest

    

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