Come considerare gli ancoraggi in acciaio per le costruzioni alla luce delle recenti normative

Silvia Locatelli GL LOCATELLI 14/12/2017 960

Trattare l’argomento responsabilità derivante dai profili di ancoraggio per l’edilizia è da sempre un argomento sensibile tanto da sembrare un campo minato. Il tema è ignorato dai committenti, è tenuto in bassa rilevanza dalle imprese edili e a distanza dai produttori di strutture prefabbricate in calcestruzzo ma diventa sempre più rilevante man mano che ci si avvicina al professionista fino ad essere diventato un tema scottare per il CSLP. Proviamo a fare un poco di ordine e ripercorrere le vicende.

Dal 2010 stiamo cercando risposte chiare, rivolgendoci ad istituzioni, enti di certificazione e associazioni ma con scarsissimi risultati concreti.

Il Regolamento Prodotti delle Costruzioni (UE) n.305/2011 fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e definisce chiaramente la posizione europea ma per quanto riguarda l’Italia, in merito agli ancoraggi e ai collegamenti strutturali, per tutti questi anni è rimasta materia nebulosa.

Nel 2011, un istituto membro di l’EOTA, pubblicava il primo documento sui profili ancoraggio traendo spunto dall’ETA001 dedicato alla certificazione dei tasselli. Dal 2013 l’EAD è il documento di riferimento redatto dall’insieme degli istituti europei rappresentanti gli stati membri, è realizzato su richiesta del primo produttore che ne fa domanda e costituisce lo Standard di riferimento Europeo. La stesura dell’EAD è un’attività delicata che coinvolge esperti della materia, docenti universitari, istituti nazionali di ricerca nelle costruzioni, enti di certificazione e controllo, associazioni e organismi di filiera e muove interessi contrastanti nella politica degli stati membri. L’avvio alla realizzazione di un EAD di prodotto richiede competenze di altissimo livello oltre ad ingenti risorse economiche e di tempo per chiunque voglia promuoverlo. Il processo è praticamente impossibile da sostenere per le piccole imprese italiane. L’EAD per i profili di ancoraggio è stato pubblicato solo nell’estate 2016. L’ETA è il documento che raccoglie le prestazioni del prodotto analizzato secondo l’EAD. L’ETA viene presentato ai TAB europei che lo valutato, lo commentato e concorrono all’approvazione autorizzandone la pubblicazione. L’ETA, valutazione del prodotto, è realizzata su richiesta volontaria dal produttore e consente di effettuare la marcatura CE.

L’aspetto positivo di questa procedura è che a seguito del primo certificato ETA tutti gli altri produttori europei hanno la possibilità di accedervi rivolgendosi al proprio istituto nazionale, chiedendo da qualifica del proprio prodotto e seguendo quanto indicato nello standard EAD. Peccato che in passato l’unico ente italiano designato per le pratiche che richiedevano la competenza strutturale fosse il CSLP e che lo stesso avesse una mole di lavoro tanto elevata da dichiararsi impossibilitato a seguire anche questo genere di pratiche. Solo nel giugno 2016 nasce l’ItalianTAB delegato alla qualifica dei prodotti da costruzione CE tramite ETA e tramite CIT.

Ad Agosto 2017 con l’entrata in vigore del DLgs n.106 del 16 giugno 2017 che adegua l’Italia alla normativa europea del Regolamento Prodotti da Costruzione il tema della certificazione dei prodotti è balzato nuovamente agli onori delle cronache generando scompiglio e confusione. A settembre 2017 ancora alcuni istituti di certificazione e alcune associazioni consideravano l’argomento marcatura CE dei profili di ancoraggio ancora in discussione, o perlomeno una qualifica del prodotto non obbligatoria ma solo volontaria.

Interpellato il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e l’Italiantab abbiamo ricevuto un riscontro chiaro e univoco. Dall' DLgs n.106 del 16 giugno 2017 in Italia è obbligatorio l’uso di profili di ancoraggio ETA-CE così come prescritto dalla legge. Le pesantissime sanzioni del DLgs n.106, su progettisti e imprese potranno scattare qualora gli uffici competenti al controllo rilevino le infrazioni.

A totale chiarezza dell’argomento bisogna precisare che la marcatura ETA-CE dei profili di ancoraggio, su EAD 330008-02-0601, non qualifica le prestazioni sismiche sebbene queste siano richieste dalla normativa italiana. I profili di ancoraggio oggi sono qualificati grazie ad uno sforzo collettivo durato ben 6 anni, dalla norma europea 305/2011 al DLgs 106/2017, ma per molti altri prodotti la strada della certificazione è tutta da iniziare. Molti sono i prodotti impiegati correntemente che sono privi di CE per assenza di standard normativi, siano essi EAD che CIT. Di questi prodotti in uso nessun organo competente si farà carico. Spetta ora al mercato fornire valide motivazioni ai produttori affinché questi ultimi investano nei costosi processi di certificazione.