Cemento: BUZZI UNICEM punta per un ritorno alla redditività anche in Italia

Andrea Dari 05/01/2018 1721

Buzzi Unicem, dopo aver informato gli azionisti che in data 28 dicembre 2017, come previsto dall’art. 2501-ter c.c., è stato depositato nel Registro delle Imprese di Alessandria il progetto di fusione per incorporazione in Buzzi Unicem SpA delle società interamente possedute Cementizillo S.p.A. e Cementeria di Monselice S.p.A. (progetto sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio di Amministrazione dell’incorporante) ha comunicato al mercato l'intenzione di tornare a un MOL positivo nel 2018 anche in Italia.

Un risultato che sarà raggiungibile anche grazie alla suddetta fusione, ma soprattutto una riorganizzazione della produzione e della rete distributiva.

Buzzi Unicem ha anche evidenziato che nel corso del 2018 saranno fatti importanti investimenti nella propria distribuzione del cemento anche negli Stati Uniti.

 

I dati sui ricavi del 2017 sono positivi: al 30 settembre 2.133 miliardi di Euro, con un rialzo del 6,7% sullo stesso periodo del 2016, dato che però che non tiene conto dell’effetto dei cambi e che aggiunge il fatturato di Cementi Zillo (che nel 2016 non c’era). Peraltro nel 2018 dovrebbero arrivare ulteriori benefici dalla riforma fiscale di Trump negli Stati Uniti.

 

L'obiettivo del ritorno a un MOL anche in Italia, in un mercato ancora in ristagno, visto che anche il 2017 non dovrebbe portare a statistiche positive (i volumi totali dovrebbero permanere intono alle 18 milioni di tonnellate) rappresenta un segnale forte, ottenibile solo attraverso una ristrutturazione che non potrà fermarsi al solo cemento.

Ricordiamo che BUZZI UNICEM in Italia, nel 2016 aveva prodotto 3,443 delle  24,901 milioni di tonnellate di cemento totali (13,8% del totale mondiale), e 2,779 dei 11,938 milioni di mc di calcestruzzo (23,3% del totale mondiale), e fatturato 375 milioni dei 2,669 miliardi di euro (14% del totale mondiale). Per quanto riguarda il MOL, Buzzi Unicem ha realizzato nel 2016 oltre 550 milioni di euro in positivo (nel mondo), in crescita rispetto ai 473 milioni dell'anno precedente, su cui hanno gravato 22 milioni di euro (negativi) dell'Italia.

 

Sul bilancio italiano e del gruppo del 2017 peserà la sanzione dell'AntiTrust di circa 60 milioni, su cui Buzzi Unicem ha presentato ricorso, come le altre società sanzionate. Sulla decisione dell'Antitrust come editore di INCONCRETO mi sono già espresso, ritenendo quasi incredibile che in un Paese che vede un calo del mercato da oltre 10 anni e un prezzo medio nazionale pari a circa la metà della vicina Francia e comunque più basso dell'intera area UE possa dare un'ulteriore mazzata al settore con una multa che solo per la Buzzi Unicem vale oltre il 16% del fatturato. 

 

Una sanzione corposa, che peraltro colpisce una società quotata in borsa, aggiungendo quindi al danno economico un danno reputazionale. Il mercato sembra comunque non aver dato grande peso alla sanzione, considerato che dopo un periodo di forte risalita del titolo, a un livello che molti esperti consideravano di soglia massima e potenziale rimbalzo negativo, di fatto ha tenuto per tutto l'anno.

 

Cosa ci aspettiamo quindi dal Gruppo per il 2017, vista la dichiarazione rilasciata agli investitori? una razionalizzazione della produzione del cemento e del calcestruzzo, tenendo conto della fusione realizzata con Zillo e Monselice, e delle zone di maggiore redditività e produzione. Tutto questo in un Paese che ha visto negli ultimi due anni una forte razionalizzazione del mercato del cemento, dove oltre la su indicata e ricordata operazione, vi è stata l'acquisizione da parte di Heidelberg Cement di Italcementi e Cementir (Italia), con quest'ultima che precedentemente aveva acquisito Sacci. I rumors vedono per il 2018 ulteriori movimenti, e non si esclude un ritorno di altri grandi gruppi internazionali sul nostro Paese.