Costruzioni 4.0: quali innovazioni tecnologiche oltre il BIM?

Domenico Asprone - Assistant Professor Department of Structures for Engineering and Architecture University of Naples Federico II 02/02/2018 2997

Un recente articolo dal titolo "Four phases of industrial revolution: Phase four" comparso sul sito di NBS suggerisce interessanti riflessioni sull’impatto delle nuove tecnologie nel settore delle costruzioni. Certamente le innovazioni dietro la quarta rivoluzione industriale si riverberano anche da noi, sebbene le peculiarità della produzione dell’industria delle costruzioni rappresentano spesso una  complicazione all’adozione di innovazioni come la stampa 3d, la robotica, la gestione dei big data, l’Internet delle cose, che rappresentano invece altrove le tecnologie trainanti del fenomeno Industria 4.0. 

DOMENICO ASPRONE.jpgA causa da un lato infatti del modo molto particolare con cui si “fa produzione” nell’industria delle costruzioni, ben diverso dalle industrie manifatturiere, dall’altro (ma questo è un aspetto locale) della crisi economica degli ultimi anni, siamo poco avvezzi a vedere e neanche immaginare dirompenti trasformazioni del modo di costruire. Sicuramente il BIM rappresenta una innovazione tecnologica più che degna del fenomeno Industria 4.0 (sufficientemente rivoluzionaria e decisamente “digitale”), ma per poter parlare con convinzione di un fenomeno Costruzioni 4.0 avremmo bisogno di una moltitudine di innovazioni tecnologiche dirompenti in atto, ed al momento non ve ne sono oltre il BIM. Ma ne avremo, e l’articolo NBS prova ad immaginare quali saranno le principali. Le previsioni, si sa, sono in questo caso molto difficili, ma all’orizzonte alcune innovazioni tecnologiche sembrano avere tutte le carte in regola. 

Stampa 3d

Stampa 3d, o meglio additive manufacturing: molti promettono di stampare case, forse è possibile, ma almeno la realizzazione di singoli componenti per le costruzioni, potrà presto avvantaggiarsi della disponibilità di queste tecnologie realizzative. La possibilità di realizzare oggetti unici, con forme complesse che rispondono a finalità estetiche, funzionali o di ottimizzazione dell’uso dei materiali, rappresenterà la spinta che presto potrebbe farci confrontare con queste tecnologie di produzione, per qualsiasi tipologia di materiale, metallico o anche ceramico, come il calcestruzzo. 

Robotica

Robotica: l’utilizzo dei robot è sempre più frequente in altre industrie, ma le complicazioni che nascono nei siti di produzione della nostra industria (i cantieri) rende al momento impensabile il loro utilizzo. Chissà domani, eppure altre tecnologie più light potrebbero affacciarsi più facilmente nei nostri cantieri tra poco. Ad esempio, già esistono (poche) applicazioni nel mondo di esoscheletri, ovvero robot indossabili per agevolare operazioni manuali più pesanti. O sono forse più frequenti i droni utilizzati per i rilievi aerei, mentre un domani potrebbero essere adoperati per trasportare carichi.

Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale: software avanzatissimi, basati su algoritmi che prevedono una fase di “apprendimento” per compiere elaborazioni molto complesse, potranno presto entrare nei processi di progettazione e gestione delle opere civili per definire ed ottimizzare le soluzioni progettuali, riconoscere errori, programmare la manutenzione, digitalizzare agevolmente opere esistenti, etc. Le applicazioni possono essere diversissime ed immaginare quali possano avere successo è complicatissimo, ma molto probabilmente ne sentiremo parlare prima o poi.

Realtà aumentata e virtuale

Realtà aumentata e virtuale: qui c’è poco da dire, la realtà aumentata e la realtà virtuale sembrano ai più un gioco, e forse lo sono. Le applicazioni concrete ed utili nel nostro mondo non sono ancora chiare, e rispetto ad un loro diffuso utilizzo in tempi brevi si può essere scettici o ottimisti, ma prima o poi qualcuno troverà sicuramente qualcosa di davvero utile da fare con visori ed occhialini.

Un’ultima riflessione interessante che l’articolo NBS ci propone riguarda la propensione all’innovazione tecnologica degli addetti della nostra industria. L’essere o meno nativi digitali può rappresentare un discrimine rispetto al modo di porsi verso le nuove tecnologie, che comunque hanno una forte componente “digitale”. Gli addetti del settore delle costruzioni under 30 in Italia solo solo il 15% circa mentre oltre il 25% è over 50 (dato Istat 2015) ed un trend analogo è presente in molti altri Paesi. Quanto questo possa essere un ostacolo all’innovazione è difficile dirlo, ma di certo promuovere l’innovazione tecnologica, specie quando promette di essere dirompente, richiede anche che sia costruito un adeguato consenso ad essa, attraverso la formazione e l’aggiornamento degli operatori. D’altra parte, le nuove tecnologie sono sempre più fatte di hardware, software e humanware, ma dell’ultimo pezzo spesso ce ne dimentichiamo. 

Un’ultima considerazione sui tempi delle nuove tecnologie: si tratta sicuramente della cosa più difficile da immaginare, e non vogliamo certo azzardare previsioni, ma una frase, attribuita a molti, quasi uno slogan, che si può condividere o meno, può aiutarci a riflettere: “il cambiamento? Non è mai stato così veloce, e non sarà mai più così lento”.