BIM: occorre mettere mano al sistema organizzativo delle costruzioni

Andrea Dari - Editore INGENIO 09/03/2018 763

Noi possiamo sapere più di quanto sappiamo dire

 

PIERO-TORRETTA-UNI.jpgSono queste le parole con cui Piero Torretta, presidente UNI, ha aperto la tua relazione nel big event: “Il BIM nei lavori pubblici: punti di partenza e nuove prospettive”.

 

L’UNI, ricordiamo, con una commissione davvero partecipata sta preparando le norme di riferimento relative al BIM, la serie UNI 11337. Molte parti sono state già completate, e in ambito internazionale sono già state prese a riferimento.

 

Interessante seguire quindi la relazione del Presidente dell’Organo che, che anche come prevede il Dlgs 223 del 15 dicembre 2017, come ricorda lo stesso Torretta svolge “la Funzione istituzionale di sviluppare norme sulla sicurezza dei prodotti, processi, servizi, e di rappresentare il Paese nell’attività normativa europea ed internazionale, di promuovere la cultura normativa”.

 

Parlando di digitalizzazione e dei suoi obiettivi  Torretta ha ricordato il lungo percorso seguito in UNI sul tema dell’efficenza e della qualità, dalle teorie di Dimon, di SImon, di Deming, di Carnegie, di Porter, del muda, del Kaizen, del Keiretsu e ora della performance SMART, un percorso in cui il Politecnico ha sempre avuto un ruolo.

 

E ora parliamo di BIM

“E oggi” ha detto Torretta ”sono di nuovo al Politecnico per parlare di BIM, di Digitalizzazione e di Normazione” perchè il “Sistema BIM ITALIA è una piattaforma di facilitatrice (così lo definisce il rapporto della X Commissione della Camera sull’Industria) con cui applicare quelle teorie al settore delle costruzioni per realizzare un Modello organizzativo collaborativo.

 

Una politica troppo attenta ai tagli dei nastri che al settore

E Torretta non ha avuto un giudizio positivo sull’operato del Ministro uscente delle infrastrutture.

Ha infatti ricordato come “Anche oggi - come lo è stato a Marzo di un anno fa - mi ritrovo con il Rettore e con alcuni relatori, massimi esperti italiani della materia, sperando oggi di non essere travolti dalla massa di giornalisti e dalle forze dell’ordine che accompagnavano allora il MInistro Delrio ed il Presidente Maroni per il taglio del nastro al Made Expo. Ma alla luce degli eventi di questi giorni difficilmente sarà ancora nel suo ruolo. Noi ahimè si. Un aihmè che è riferito non alla permanenza nel ruolo - non lo faremmo se non ci credessimo - ma al tempo che passa ed alla difficoltà -aihmè - di dare una ragione al suo scorrimento, senza pervenire ad una decisione, ad una soluzione. Alla luce del tempo con cui sono state approvate le nuove NTC, all’affanno con cui si approccia il problema dell’acustica, alla superficialità con cui si gestiscono i CAM, alla confusine nell’applicazione del Codice dei Contratti, tutti assieme dovremmo fare in modo che la politica e le Istituzioni, almeno per il campo di applicazione del BIM, lo capissero andando oltre la ritualità del taglio dei nastri.”

 

Ho voluto riprendere per intero questo testo di Torretta, perchè riprende una critica lanciata con continuità da INGENIO al Ministro Delrio, che nel suo mandato di Ministro delle Infrastrutture sembra fosse più dedicato al tema dello Ius Soli che della normazione tecnica del settore e al settore stesso.

 

Torretta ha ricordato che di BIM se ne occupi da tempo, e devo testimoniare il fatto che quando cominciai nel decennio scorso ad occuparmi di Building Information Modeling era uno dei pochi insieme a Pietro Baratono ed Ezio Arlati ad occuparsene. 

E quindi ha tutto il diritto di affermare come  il settore delle costruzioni - che non solo non sia progredito, ma dati ANCE ha perso negli ultimi 10 anni oltre 100.000 imprese e 600.000 lavoratori - abbia una responsabilità grave, quella di non aver mai creduto, ne reso possibile, a un quadro delle regole e a “un approccio di integrazione e collaborazione tra gli attori della filiera, disegnando sempre, nella genesi e nella gestione dei contratti, un quadro  di contrapposizione conflittuale in cui la regola era PRIMO NON PRENDERLE”.

 

Così in questo paese tutti si sono adeguati a questo motto - committenti, progettisti, imprese, produttori di componenti ed installatori di impianti - anzichè cercare soluzioni.

 

Torretta ha ricordato anche il progetto INNOVANCE “un progetto, mi piace ricordare, non solo per i contenuti ancora oggi all’avanguardia ma per la felice esperienza tra le associazioni delle imprese (capofila ANCE) e dei Produttori (FEDERCOSTRUZIONI), le Università, il mondo della ricerca Pubblica e Privata, il mondo dell’informatica. Un’esperienza che ha accompagnato lo sviluppo della Normazione Tecnica UNI nel progetto UNI 11337.

 

Primo: mettere mano al modello organizzativo  delle costruzioni

Il Presidente di UNI ha evidenziato come in questi mesi, anche grazie al BIM, si siano fatti “passi avanti nella consapevolezza di dover mettere al modello organizzativo delle costruzioni”, ma in questo, “serve attenzione per gli interessi collettivi e meno interesse per la ricerca di interessi soggettivi”

Organizzazione quindi, e Torretta torna ai guru dell’ottimizzazione “E’ però necessario, come ci insegna William Deming, non peraltro un ingegnere, che anche il nostro ambito, nell’ambito della società civile, si consolidi l’idea che nell’economia della conoscenza ci si deve porre in maniera dicotomonica, rispetto ad un passato in cui l’impresa era concepita con una visione pragmatica - utilitarista (il modello talora-Ford) che escludeva il capitale umano”.

E questi sono concetti che l’industria sta affrontando con l’approccio alle Responsabilità sociale di impresa e alla centralità dei diritti delle persone.

 

Il ruolo della Normazione 

“Sta a noi coglierlo, ricordando che la Commissione Europea all’inizi di quest’anno ha ricordato come la nuova visione del SIstema Europeo della Normazione (SEN) supera le modalità tradizionali limitati in passato al sostegno tecnico per rispondere alle esigenze di armonizzare della UE. La nuova visione è incentrata sul contributo della Normazione alle sfide sociali e alla politiche europee. Quali: promuovere l’innovazione, rafforzare la qualità e la sicurezza, rilanciare crescita ed occupazione, sostenere le catene del valore globale e lo sviluppo del mercato unico.”

E Torretta ha concluso che “il BIM è una piattaforma facilitatrice per la produzione snella, il muda e il kaizen, il keiretsu, la performance smart e la Customer satisfaction. La normazione è una infrastruttura abilitante per le sfide sociali ed economiche.