Buzzi Unicem incorpora Cementizillo

Redazione INCONCRETO 24/07/2018 1740

In data 1 luglio 2018 è stata finalizzata la fusione per incorporazione delle società Cementizillo SpA e Cementeria di Monselice SpA in Buzzi Unicem.

Circa 1 anno fa, Buzzi Unicem ha acquisito il 100% del gruppo Zillo, storico gruppo industriale fondato nel 1882 dalla famiglia Zillo di Monte Xillo, rilevando i settori cemento (2 stabilimenti a ciclo completo) e calcestruzzo (circa 40 centrali di betonaggio), attivi nel Nord-Est d’Italia. Lo stabilimento di Fanna, in provincia di Pordenone, è tecnologicamente all’avanguardia, con impianti efficienti dal punto di vista termico ed elettrico, elevato livello di automazione, autorizzazione all’utilizzo di combustibili alternativi ed una capacità del forno di circa 2.200 t/giorno. Le riserve di materie prime sono buone come quantità e qualità, a pochi chilometri dalla cementeria.

Lo stabilimento di Monselice, in provincia di Padova, con una capacità leggermente inferiore a quella di Fanna, circa 1.900 t/giorno, è altrettanto efficiente, ben organizzato e pulito, con un funzionamento del forno molto stabile, ottima e costante qualità del clinker. Si caratterizza per essere da diversi anni il primo stabilimento in Italia ad aver utilizzato la tecnologia SCR (Selective Catalyst Reduction) per l’abbattimento delle emissioni di NOx. La materia prima, in questo caso, arriva da una distanza maggiore, ma ugualmente ad un costo competitivo e di ottima qualità.

Per quanto riguarda l’attività del calcestruzzo preconfezionato, nel 2017 sono stati venduti quasi 450.000 m3 di prodotto, di cui circa 60.000 attraverso società collegate. Le centrali coprono principalmente tre mercati distinti; la parte centrale e costiera del Friuli-Venezia Giulia, la fascia “autostradale” tra Brescia e Verona in Lombardia oltre ad alcuni impianti tra Mantova e Parma.

Nel 2017 il gruppo Zillo ha venduto quasi 900.000 tonnellate di cemento e oltre 250.000 tonnellate di clinker. Queste quantità, prodotte nei due stabilimenti ottimizzando costi, logistica e servizio alla clientela, hanno permesso di superare il 70% di utilizzo della capacità produttiva totale di clinker, valore tra i più alti in Italia nel settore.