Uso strutturale di FRP, FRCM, CRM, FRC alla luce della normativa vigente

Luigi Ascione - Università di Salerno Roberto Frassine - Politecnico di Milano 20/09/2018 5129

I materiali innovativi oggi utilizzati nel rinforzo strutturale

appalti-pubblici_cantieri-5.jpgNegli ultimi lustri l’uso strutturale di materiali innovativi è progressivamente aumentato, soprattutto nel campo del rinforzo strutturale. Si intendono qui come tali i materiali noti con gli acronimi FRP (Fiber Reinforced Polymer), FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix), CRM (Composite Reinforced Mortar), FRC (Fibre Reinforced Concrete).

Tutti, ad eccezione dei CRM, come sarà meglio illustrato nel prosieguo, sono classificabili come materiali compositi, nell’accezione comunemente attribuita nella letteratura scientifica a questo termine.

Benché non inseriti nelle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC, approvate con Decreto Ministeriale del 17 gennaio 2018) tra i materiali utilizzabili a scopo strutturale, tuttavia al paragrafo 8.6 di dette Norme è chiarito che per i soli interventi sulle strutture esistenti possono essere altresì utilizzati materiali non tradizionali, purché nel rispetto di normative e documenti comprovata validità, ovvero quelli elencati al capitolo 12 delle stesse NTC.

Se i risultati conseguiti con un impiego corretto di tali materiali è risultato più che soddisfacente, come peraltro comprovato dall’ampia bibliografia tecnica e scientifica disponibile in campo internazionale, le maggiori difficoltà che si incontrano sul piano operativo attengono al processo di identificazione, qualificazione ed accettazione in cantiere, non sempre già disponibile.

Al paragrafo 11.1 delle NTC viene infatti prescritto che i materiali e prodotti per uso strutturale debbano essere identificati univocamente a cura del Fabbricante, secondo le procedure applicabili; qualificati sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili; accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione.

Generalmente i materiali innovativi ricadono nel caso C di detto paragrafo, che prescrive al Fabbricante l’obbligo di munirsi della marcatura CE sulla base di una pertinente “Valutazione Tecnica Europea” (ETA) oppure di ottenere un “Certificato di Valutazione Tecnica” (CVT), rilasciato dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, previa istruttoria del Servizio Tecnico Centrale, anche sulla base di Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ove disponibili.

Con il presente articolo gli autori intendono fornire al lettore una panoramica delle caratteristiche morfologiche e meccaniche essenziali dei sopraelencati materiali innovativi, insieme con la descrizione del corrispondente quadro normativo aggiornato all’attualità, ai fini della loro corretta circolazione nel mercato dei materiali da costruzione per uso strutturale, nel rispetto del dettato delle NTC e di quanto richiesto nell’Allegato 1 del Regolamento UE 305/2011.

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