La riqualificazione del Forte di San Rocco a Grosseto crea un nuovo spazio pubblico per la città

ITALCEMENTI 04/10/2018 1697

Quando esistono una visione, una volontà e intenti comuni tra pubblico e privato nascono progetti che, al di là di ogni valenza architettonica, allargano lo sguardo a una nuova consapevolezza civica e collettiva di ciò che chiamiamo abitualmente “spazio pubblico”: è il caso del recupero del Forte di San Rocco, la fortezza simbolo della città di Marina di Grosseto, che nei mesi scorsi è stato oggetto di un significativo intervento di recupero e riqualificazione ambientale.

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I lavori, realizzati da Sistema Srl, società partecipata del Comune di Grosseto, hanno portato alla realizzazione di 5mila metri quadrati di nuovo verde pubblico, 1.200 nuovi metri quadrati di zone pavimentate (pedonali, ciclabili e carrabili), un nuovo impianto di irrigazione e il restyling dell'area di sosta antistante il Forte. 

L'eliminazione delle condizioni di degrado e il miglioramento delle relazioni tra gli spazi aventi funzioni diverse (parcheggio, verde pubblico) sono stati gli obiettivi dell'intervento di recupero di questo importante monumento per Marina di Grosseto. «Un lavoro che si attendeva da oltre 50 anni e che è diventato un fattore di attrattività per tutto il territorio» sottolinea Alvo Gentili, titolare della Vibralcementi Srl di Grosseto (l'azienda che ha fornito il calcestruzzo drenante i.idro DRAIN di Italcementi per le pavimentazioni) e promotore dell'iniziativa che ha visto pubblico e privato agire congiuntamente per la valorizzazione del bene architettonico più prezioso della città maremmana.

 

Il contesto paesaggistico in cui si è inserito l'intervento di recupero del Forte di San Rocco

Il contesto paesaggistico in cui si è inserito l'intervento è rappresentato da una significativa «enclave» della superficie complessiva di oltre un ettaro, situata nel tessuto urbano di Marina di Grosseto, confinante con il Canale San Rocco e quindi con l'area portuale. 

Il Forte, che deve il suo nome al canale che lo bagna sulla riva destra, venne fatto costruire dai Lorena nella seconda metà del Settecento nel luogo in cui sorgeva una preesistente struttura con funzioni di avvistamento. La nuova fortezza doveva continuare a svolgere un ruolo strategico nel controllo della costa e divenire, allo stesso tempo, una base logistica per le opere di bonifica idraulica della zona, dirette da Leonardo Ximenes. Con il completamento delle opere di canalizzazione che portarono al prosciugamento delle antiche paludi dell’entroterra e dello storico lago Prile, il fabbricato venne dismesso e trasformato in distretto militare. Fino all’Ottocento, gli unici abitanti del forte (e di conseguenza di San Rocco, la futura Marina di Grosseto), furono i militari. 

La riqualificazione del Forte ha portato ad un'integrazione migliore con i contesti limitrofi e, soprattutto, ha permesso di valorizzare il monumento più importante della frazione che sarà poi oggetto di uno specifico e successivo intervento di recupero. Le opere realizzate non hanno comportato modifiche alla morfologia e all'orografia dei luoghi, né interferito con il bene storico-architettonico costituito dal Forte San Rocco.

L'area verde di 5 mila metri quadrati che circonda il Fonte di Marino di Grosseto

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Il progetto ha cercato, per quanto possibile, di conservare il patrimonio vegetale esistente ma ha ritenuto anche di compensare ampiamente la rimozione di alcuni alberi adulti mediante l'impianto di un numero superiore di alberi della stessa specie (pino domestico, leccio) o di specie affini, particolarmente adatte all'ambiente pedoclimatico. Le specie più qualificanti, in questo caso il pino e il leccio, sono state collocate in una successione spaziale logica con i lecci a proteggere il nucleo di pini domestici verso la parte più esposta ai venti dei quadranti meridionali.

A sua volta, tutta l'area verde è stata protetta da una siepe di tamerice sul limite della fascia portuale in destra del Canale San Rocco. Il muro di confine con l'area residenziale di via C. Abba è stato opportunamente schermato da una siepe mista di specie autoctone con scopo di ridurre l'impatto visivo di quest'area edificata. L'impianto di irrigazione automatico funziona a settori irrigui a bassa intensità di erogazione, con irrigatori dinamici a scomparsa e ali gocciolanti completamente interrate.

 

La pavimentazione drenante delle aree esterne

Al servizio dell'area a verde pubblico sono stati realizzati circa 1.200 metri quadrati di aree pavimentate permeabili pedonali, ciclabili e/o carrabili. L'utilizzo di materiali naturali stabilizzati e consolidati con prodotti eco-compatibili come i.idro DRAIN di Italcementi hanno risolto il problema del fondo sconnesso e non regimato dal punto di vista idrico. L’utilizzo di un materiale drenante, altamente permeabile ma coerente, consente infatti alle acque piovane di infiltrarsi nel sottosuolo e raggiungere la falda freatica, limitando così le perdite idriche per evaporazione da superfici di scorrimento o impermeabili.

La realizzazione di ulteriori parti pavimentate (percorsi pedonali e una piazzola centrale) che attraversano l'area a verde ornamentale e circondano il Forte, permettono una più agevole fruizione e frequentazione del luogo in qualsiasi condizione atmosferica. Per l'area adibita a parcheggio pubblico si è provveduto, invece, a un ricarico di pietrischetto stabilizzato calcareo di colore terroso.

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Il sistema di illuminazione dell'area esterna del progetto di recupero del Forte

Il sistema di illuminazione è stato progettato partendo dal riutilizzo dei proiettori esistenti ma incrementandone il numero. Il collocamento dei corpi illuminanti in posizioni marginali e non a ridosso dell'edificio va a migliorare la fruizione dell'area anche nelle ore serali, evitando il crearsi di zone percepite come insicure perché scarsamente illuminate. Inoltre, il sistema non interferisce con il monumento ma lo rende adeguatamente visibile anche per chi transita lungo la via Grossetana.

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