Nella storia del calcestruzzo: Un Ricordo di GIACOMO MORICONI

Mario Collepardi - Honorary Member of the American Concrete Institute 16/10/2018 750

RICORDO DI GIACOMO MORICONI

giacomo-moriconi.gifHo conosciuto Giacomo Moriconi nel 1975 quando presi servizio, come Professore Ordinario di Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Ancona dove rimasi per altri 25 anni fino al 2000.

Con Giacomo, così come con tuti gli altri partecipanti del Dipartimento di Scienza dei Materiali e della Terra, ci fu subito una sincera amicizia ed un desiderio di collaborare nell’attività di ricerca. Per questo motivo porto ancora nel cuore il ricordo di Ancona e della sua prestigiosa Università.

Prima di iniziare la ricerca nel settore del calcestruzzo Giacomo Moriconi si era occupato di materiali per elettronica e di questo potete trovarne traccia nel libro AIMAT (pubblicato da Mc Graw Hill in occasione del congresso AIMAT tenutosi a Roma nel 1993. In questo libro Giacomo Moriconi risulta uno dei co-autori dell’articolo destinato ai materiali per l’elettronica. Come vedremo più avanti, questa esperienza gli tornerà molto utile nella messa a punto di sistemi di monitoraggio a distanza di strutture in c.a..

MARIO-COLLEPARDI.jpgPasserò ora ad illustrare le 5 principali attività di ricerca di Giacomo Moriconi nel settore del calcestruzzo armato.

1) I principali contributi scientifici di Giacomo Moriconi hanno riguardato innanzitutto i calcestruzzi ultraresistenti con Rck di oltre 150 MPa destinati a strutture antisismiche quali i calcestruzzi DSP (acronimo di Densified Small Particles basato sull’impiego combinato di super-riduttori dell’acqua di impasto e di fumo di silice). Val la pena di precisare che con il calcestruzzo DSP è stata realizzata a Parigi nel quartiere della Défense la Grande Arche oltre che numerosi grattacieli a Chicago. Altri calcestruzzi ultra-resistenti meccanicamente sono i conglomerati cementizi denominati RPC (acronimo di Reactive Powder Concrete basato su polvere reattiva e fibre metalliche). Con l’RPC sono stati costruiti pochi edifici tra i quali la Passerelle di Sherbrook in Canada utilizzando tubi cavi in acciaio riempiti con RPC. Questo materiale appare essere predestinato, per la sua compattezza, alla costruzione di depositi per rifiuti molto pericolosi come le scorie nucleari. Su questo argomento abbiamo inizialmente collaborato insieme a Saveria Monosi, ma subito dopo Giacomo intraprese la sua strada pubblicando su riviste internazionali articoli di grande spessore scientifico come per esempio “Mechanical and thermal evaluation of Ultra High Performance Fiber Reinforced Concretes for Engineering Applications” pubblicato nel 2011 su “Construction and Building Materials” in collaborazione con Valeria Corinaldesi.

2) Un altro argomento nel quale abbiamo collaborato con Giacomo Moriconi insieme a Saveria Monosi, Valeria Corinaldesi e Francesca Tittarelli, riguarda il “Self Prestressed Concrete” (SPC). Si tratta di una nuova tecnologia per ottenere conglomerati Ultra High Performance Concrete (UHPC) sviluppata presso il Dipartimento di “Scienze e Ingegneria della Materia, dell’Ambiente ed Urbanistica” dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona dopo più di 15 anni di intensa attività di ricerca su miscele ad alte prestazioni. L’SPC è un materiale cementizio fibrorinforzato ottenuto mediante un’attivazione chimica della matrice cementizia, a base di CaO cotto ad alta temperatura, che tende ad espandere producendo così una auto-compressione interna nel calcestruzzo. Lo stato di precompressione tridimensionale viene prodotto a seguito dell’espansione contrastata dalla presenza di fibre metalliche. In questo modo si creano delle tensioni all’interfaccia tra fibre e matrice che, se mantenute entro un certo limite, non producono uno scorrimento relativo ma esercitano un effetto “self-prestress”, capace di tradursi in una maggiore resistenza a trazione e flessione del materiale.

3) Un terzo argomento importante coltivato da Moriconi riguarda la corrosione delle armature metalliche nelle strutture in c.a.. In questo settore è stata molto proficua la collazione con Romeo Fratesi, Professore Ordinario di “Corrosione e protezione dei materiali metallici”. Negli anni 1989-2002 Moriconi e Fratesi pubblicarono, insieme a Tiziano Bellezze, Gabriella Roventi, Marco Pauri e a molti altri ricercatori del Dipartimento, oltre 30 lavori su riviste internazionali di grandissimo spessore scientifico.

cosmonet.gif4) A mio avviso, la scoperta più rivoluzionaria di Giacomo Moriconi consiste nella messa a punto di sensori per leggere, attraverso un personal computer, lo stato di salute di strade e ponti. Il sistema, messo a punto con i suoi collaboratori, è stato brevettato da Francesca Tittarelli e Giacomo Moriconi nel 2005 e si chiama “Co.S.Mo.Net”, acronimo di “Concrete Structures Monitoring Network”. Esso permette, senza limiti di distanza, di monitorare la funzionalità di qualsiasi opera in calcestruzzo armato, attivando la manutenzione prima che la corrosione provochi danni irreparabili. Mi chiedo se questo sistema fosse stato applicato per monitorare il ponte Morandi a Genova ne avrebbe evitato il crollo. Di questo sistema di monitoraggio a distanza, disponibile anche su Internet, ne ha parlato la stampa tecnica specializzata come Enco Journal, ma anche la stampa generica come Il Sole 24 Ore. Il sistema Co.S.Mo.Net è stato applicato in pratica per monitorare strutture in c.a. in zone situate nelle Marche (ad Ancona, Foligno, S. Elpidio a Mare); in Romagna per i Serbatoi di Santa Maria Nuova e le Case Gentili; ed infine in 32 gallerie e 15 viadotti di nuova costruzione (strada Val di Chienti con ANAS  Ente gestore).

5) L’ultimo grande contributo scientifico sviluppato da Giacomo Moriconi insieme a Valeria Corinaldesi riguarda l’impiego del “recycled concrete aggregate” (RCA) he consiste nel demolire il calcestruzzo delle costruzioni obsolete e deteriorate, nel frantumare e vagliare il materiale frantumato, nel rimuovere le sostanze contaminanti quali legno, carta, limo argilloso e acciaio, prima di introdurre il materiale così ottenuto come aggregato per confezionale nuovo calcestruzzo. In questo settore, Moriconi ha collaborato con il Prof. Gabriele Fava, Ordinario di “Tecnologie Applicate al Trattamento dei Rifiuti Solidi” per produrre uno speciale recycled concrete che conteneva anche rifiuti provenienti da altri processi industriali come la cenere da legno, le ceneri da biomassa, i rifiuti della lavorazione delle olive o le scorie di metalli non ferrosi.

Per tutti questi contributi scientifici, maturati in 320 pubblicazioni, Giacomo Moriconi nel 1992 è diventato Professore Ordinario di “Scienza e Tecnologia dei Materiali” nella Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche.

Da ultimo, ma non ultimo per importanza, Giacomo Moriconi nel 2003 a Berlino è stato insignito dal CANMET/ACI di un Award per il suo “Outstanding and original contributions in research in the area of durability of concrete”.

Mario Collepardi

Honorary Member of the American Concrete Institute


Nota della Redazione

Nei giorni successivi alla scomparsa di Giacomo Moriconi, anche il presidente dell'ACI IC, il Prof. Roberto Realfonzo, aveva inviato una lettera di commiato ai colleghi. Ci sembra appropriato darne visione a margine di questo articolo.

"Cari Colleghi,

è di pochi giorni fa la triste notizia della morte del Prof. Giacomo Moriconi. 

Giacomo era Ordinario, da poco tempo "in quiescenza", di "Scienza e Tecnologia dei Materiali" presso la Facoltà  di Ingegneria dell'Università  Politecnica delle Marche, ed ha sempre coniugato la grande passione per l'Ingegneria dei Materiali con un grande interesse per le Strutture.

Di questa "doppia anima" ne sono testimonianza gli oltre 300 paper pubblicati per lo più su prestigiose riviste internazionali.

Il suo principale interesse scientifico è tuttavia sempre stato rivolto al settore dei materiali cementizi e del calcestruzzo armato. Ed in questo ambito ha sviluppato una intensa e proficua attività  in seno all'American Concrete Institute (di cui il suo Maestro, Mario Collepardi, Membro Onorario) ricevendo, nel 2003, un prestigioso "Award" per gli "Outstanding and original contributions in research in the area of durability of concrete".

Da sempre straordinariamente attivo quale Membro del Board di ACI Italy Chapter, ha dato un suo tangibile contributo fino all'ultimo, contribuendo all'organizzazione del workshop internazionale DSCS18, tenutosi a Mosca ai primi di giugno.

ACI Italy Chapter lo ricorda a quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne le grandi qualità  umane e professionali.

Aggiungo infine che Giacomo:

  • è stato per molti anni Membro del Consiglio Direttivo di ACI Italy Chapter (fino al febbraio del 2017)
  • era "Chair" dello Sponsoring Group di ACI Italy Chapter per i corsi di certificazione ACI (unico gruppo europeo autorizzato all'erogazione dei corsi)
  • ha presieduto il comitato organizzatore della Seconda Edizione del Workshop Internazionale "New Boundaries of Structural Concrete" (Ancona, settembre 2011)"