La L.1086 e la gerarchia delle norme: una guida alla comprensione del valore delle norme

Andrea Dari - INGENIO 18/11/2018 7634

Ha 47 anni e continua a governare il mondo delle costruzioni: la L. 1086

La mancanza di una formazione giuridica all’interno del percorso di studi delle professioni tecniche a volte porta chi opera nel nostro settore - in particolare chi vi fa il suo ingresso dopo la laurea - a fare un po’ di confusione sul valore di leggi e norme e quindi a non comprendere fino in fondo il prevalere di una norma su un’altra, soprattutto in situazioni di “conflitto normativo”.

Non tutti quindi magari sanno, o ricordano, o comprendono il perchè del fatto che nel settore delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso o a struttura metallica il riferimento principale continua ad essere la legge 1086 del 5 novembre 1971 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 321 del 21/12/1971) di cui riteniamo quindi utile allegarla al presente articolo (vedi in coda il testo della legge 1086 del 5 novembre 1971).

Il perchè questa legge del 1971 continui ad avere un ruolo prevalente su l'innumerevole elenco di norme e codici prodotti negli anni successivi è dovuto alla cosiddetta Gerarchia delle Fonti, ovvero al valore che viene dato dal nostro sistema giuridico ai diversi provvedimenti.

Per dare un supporto ai nostri lettori, riportiamo qui una breve guida.

La gerarchia delle norme e leggiChe cosa è la gerarchia delle norme

Nel nostro ordinamento vige il Principio della Gerarchia delle Fonti, che può essere rappresentato con una piramide al cui vertice è posta la costituzione, più in basso vi sono le leggi ordinarie ed ancora sotto vi sono posti i regolamenti e gli usi. 

Nello specifico, il diritto privato si basa sulle norme, e appunto l'art 1 delle disposizioni sulla legge in generale, indica come scala gerarchica delle fonti  la seguente: 

Tutto dipende dalla COSTITUZIONE ITALIANA 

E’ la legge fondamentale dello Stato, definita come " la legge delle leggi " nel senso che tutte le norme di rango inferiore traggono da essa forza e legittimazione e, al tempo stesso, devono uniformarsi. 

La Costituzione detta le regole ed i principi fondamentali sui quali si basa la nostra Repubblica, e cioè quei principi che devono reggere i rapporti fra cittadini e fra cittadini e lo Stato, nonché i rapporti politici ed economici.

Alla Costituzione devono conformarsi tutte le altre norme previste dalle fonti di grado inferiore; se queste ultime risultano in contrasto, vengono dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale ed eliminate dall’ordinamento giuridico.

Quali sono le NORME DI PRIMO LIVELLO

Ecco, in ordine di importanza, le norme di primo livello:

1. Legge

2. D.P.R. - Decreto del Presidente della Repubblica

3. D.Lgs. - Decreto Legislativo

4. D.L. - Decreto Legge (emanato dal Governo -temporaneo: decade dopo 60 gg se non convertito in Legge - emanato solo per questioni a carattere di urgenza)

Come si vede la Legge è al primo posto delle Fonti dopo la Costituzione, ecco perchè la la legge 1086 del 5 novembre 1971, non essendo mai stata sostituita, è prevalente sul molte norme uscite successivamente e tutt'ora vigente.

Quali sono le NORME DI SECONDO LIVELLO

Ecco, in ordine di importanza, le norme di secondo livello:

1. D.M. - Decreto Ministeriale (Emanato dai Vari Ministeri)

2. D.P.C.M. - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri

3. D.C.I. - Delibera Comitato Interministeriale

Si potrà osservare il DM è di livello inferiore sia alla Legge che ai DPR. Ecco perchè le Norme Tecniche, che sono pubblicate tramite DM a firma congiunta del Ministro del MIT e di altre figure istituzionali, siano di grado inferiore rispetto alla L. 1086/71.

Quali sono le NORME DI TERZO LIVELLO

Ecco, in ordine di importanza, le norme di terzo livello:

1. Circolari

2. Interpretazioni 

3. Ordinanze

Le Circolari Ministeriali, vengono emanate dagli organi amministrativi, al fine di precisare i criteri applicativi per la corretta attuazione dei principi legislativi. 

Il Raccordo delle Leggi e Norme

Il raccordo/coordinamento di leggi promulgate in tempi diversi è strutturato con le seguenti regole fondamentali:

• una norma successiva di grado inferiore non può modificare una norma precedente di grado superiore;

• tra norme di pari efficacia quelle successive abrogano ed integrano quelle precedenti.

I Decreti Legislativi, adottati dal Governo su delega del Parlamento, sono atti normativi aventi efficacia di leggi formali.

Il valore legale dei Regolamenti dell’U.E. e dei Regolamenti Governativi

I Regolamenti dell’U.E., sono direttamente applicati in ambito nazionale, a differenza delle Direttive che, per essere applicabili in ambito nazionale, devono essere recepite con un apposito provvedimento.

I Regolamenti governativi sono atti normativi (di grado inferiore), che vengono deliberati dall’amministrazione competente.

Gli altri provvedimenti normativi

Tra gli atti con forza di legge si distingue: 

  • Decreti legge d'urgenza (art77cost): emanati dal Governo in casi straordinari di necessità e d'urgenza; hanno valore di legge, ma devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro 60 gg dalla loro pubblicazione; 
  • Decreti legislativi delegati (art76cost): emanati dal Governo in base ad una legge delega votata in parlamento; hanno valore di legge ordinaria. 

Ricordiamo che ci sono anche:

  • le leggi regionali: caratterizzate dal principio della competenza: la l.3/2001 attribuisce alle regioni competenze in tutti le materie non riservate alla legislazione dello stato; 
  • gli usi normativi: definiti anche consuetudine che nasce da un comportamento sociale ripetuto nel tempo (ripetitività: diuturnitas), sino a che è sentito come obbligatorio e giuridicamente vincolante per tutti (opinio juris seu necessitatis). 

Gli usi normativi non vanno confusi con: 

  • prassi: poiché mentre l'uso è comunque un comportamento doveroso, tale non è la prassi che è seguita per ragioni di opportunità o di convenienza. 
  • usi negoziali: clausole di solito inserita nei contratti stipulati in una certa zona; 
  • usi interpretativi: interpretano la volontà contrattuale espressa in modo ambigua dai contraenti. 

Poi ci sono le cosiddette Consuetudini:

  • secundum legem:  richiamata dalle leggi scritte; 
  • praeter legem: regola materie non disciplinate dalle fonti scritte;
  • contra legem: contro la legge o un regolamento e quindi non ha alcun valore giuridico.

Per capirci di più: il Glossario delle norme

A questo punto può essere utile dare anche un glossario delle norme:

Costituzione della Repubblica Italiana

E’ la Legge fondamentale della Repubblica, che sancisce i principi fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini e disciplina l’ordinamento dello Stato.

Che cosa è un Decreto Legge

E' un provvedimento adottato dal Governo ed emanato dal Presidente della Repubblica in casi straordinari di necessità e urgenza; deve essere convertito in Legge (Legge di conversione) entro sessanta giorni.

Che cosa è un Decreto Legislativo

E' un provvedimento avente forza di Legge, adottato dal Governo con deliberazione del Consiglio dei Ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica sulla base di una Legge di delegazione (Legge delega).

Che cosa è una Legge

E’ un provvedimento adottato dal Parlamento, con l’approvazione sia della Camera dei Deputati sia del Senato, e promulgato dal Presidente della Repubblica

Che cosa sono una Legge costituzionale e una Legge di revisione costituzionale

Si tratta di leggi che incidono sul testo della Carta Costituzionale e che, a differenza delle leggi ordinarie, devono essere approvate dal Parlamento con un particolare procedimento indicato all'art. 138 della stessa Costituzione

Che cosa è una Legge delega

E’ un provvedimento che definisce le materie e prescrive i principi a cui il Governo deve attenersi nell’emanare un determinato decreto legislativo.

Che cosa è una Legge Regionale

E' un provvedimento approvato dal Consiglio regionale e promulgato dal Presidente della Regione

Che cosa sono i Regolamenti

Sono provvedimenti di carattere normativo che disciplinano specifiche materie nei limiti stabiliti dalla Legge.

Il regolamento governativo è approvato con decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.).

Il regolamento ministeriale è approvato dal competente Ministro, con Decreto Ministeriale (D.M.).

Che cosa è un Testo Unico

E’ una raccolta delle norme che disciplinano una determinata materia. E’ approvato con decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.).

Il ruolo e il valore legale delle Norme UNI

Il valore legale delle norme UNIPer comprendere il valore delle norme UNI possiamo rifarci direttamente a quanto riportato sul sito dell’Ente Italiano di Normazione.

Tra normazione UNI e legislazione esiste un rapporto stretto, ma anche complesso. 

Se infatti l’applicazione delle norme UNI è volontaria, quando queste vengono richiamate nei provvedimenti legislativi può intervenire un livello di cogenza, delimitato pur sempre dal contesto di riferimento. Sono infatti numerosi i provvedimenti di legge che fanno riferimento - genericamente o con preciso dettaglio - alle norme tecniche, a volte obbligatoriamente altre solo come via preferenziale (ma non unica) verso il rispetto della legge.

Uno dei casi più emblematici di sinergia tra norme e leggi è dato dalle direttive europee cosiddette “Nuovo approccio”, che definiscono i requisiti essenziali di salute e sicurezza dei prodotti. I produttori possono liberamente scegliere come rispettare tali requisiti obbligatori, ma se lo fanno utilizzando le norme tecniche europee “armonizzate” (cioè norme elaborate dal CEN su richiesta della Commissione Europea e citate dalla Gazzetta Ufficiale) i prodotti beneficiano automaticamente della presunzione di conformità e possono dunque liberamente circolare nel mercato europeo.

Uno dei grandi valori della normazione sta dunque nella sua funzione di supporto alla legislazione. Le prescrizioni di legge possono trovare la loro concreta declinazione nelle norme UNI, che semplificano il sistema e rendono più veloce e automatico l’aggiornamento del corpus legislativo.