La nuova palestra a Carvico (BG), una architettura in calcestruzzo snella ma muscolare

ITALCEMENTI 22/11/2018 1426

La forza e il fascino della natura hanno da sempre stimolato nell’uomo una grande curiosità e l'evoluzione del pensiero architettonico di fine XIX secolo con la diffusione dell’Art Nouveau, uno tra i periodi più vitali per la creatività e per il design, ha celebrato il rapporto dell’uomo con la natura, un rapporto che allora si fondava sulla mimesi, sulla riproduzione delle forme zoomorfe e fitomorfe con una fedeltà degna talvolta di uno studio entomologico o botanico.

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Il progetto architettonico della Palestra pubblica comunale di Carvico (BG)

Questo rapporto ha assunto nel corso della storia del 900 valenze diverse e nuove, ascrivibili alla corrente decostruzionista prima e ad un nuovo biomorfismo poi, determinato dall'introduzione delle tecnologie digitali computerizzate nel processo di progettazione. È entro queste coordinate che va letto il progetto della nuova palestra pubblica comunale di Carvico, in provincia di Bergamo, in cui il sistema costruttivo è stato pensato in sintonia con un curioso immaginario organico ispirato alle forme biologiche.

Partendo dal presupposto che l'essere umano è un organismo composto di tessuti muscolari e ossa che danno origine a una struttura organica, l’idea che ha sostenuto il progetto è quella di creare un edificio dove l'unità tra architettura e struttura esclude i sistemi costruttivi convenzionali pilastro-trave come strutture portanti. Ne è nato un progetto fortemente plastico e fondato sull'enfasi formale, che esibisce ciò che è celato - lo scheletro, i tessuti - dando vita ad un volume in cerca di un rapporto attivo con l’ambiente circostante, ricco di vedute sugli spazi verdi esterni, che a sua volta interpreta con il dinamismo delle sue forme.

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Materiali ecocompatibili: Cemento bianco fotocatalitico per l'architettura muscolare di Carvico

A dare un valore aggiunto è l'attenzione all'eco-sostenibilità: la ricerca di un materiale di colore naturale bianco stabile non soggetto agli agenti atmosferici e dalle proprietà performanti dal punto di vista statico, ha portato alla scelta del cemento bianco fotocatalitico TXActive® prodotto da Italcementi. Il materiale ha soddisfatto le aspettative per le proprietà strutturali, per l’impatto ambientale del sistema fotocatalitico e per l’aspetto estetico della finitura. Ne parliamo con l'Architetto Roberto Sacchetto, progettista e direttore dei lavori.

Intervista Roberto Sacchetto, Architetto progettista della palestra comunale di Carvico

Architettura e struttura insieme: da dove nasce questa idea? 

«Questo progetto è il risultato di un percorso di studio effettuato qualche anno fa sulle fibre muscolari. Esaminando alcune fotografie scattate al microscopio, mi sono reso conto che ogni fibra è diversa all’altra e che insieme appaiono in forme irregolari a seconda della tensione che viene applicata. Ho approfondito l’applicabilità di questo sistema partendo dal presupposto che la struttura (lo scheletro) corrispondesse all’architettura (i muscoli e la pelle). L'iter progettuale mi ha quindi portato a scartare i sistemi di tamponamento come esercizio meramente estetico, creando invece una continuità in termini di flussi statici ed evitando in toto l’ausilio del sistema pilastro trave come lo conosciamo».

Un edificio muscolare ma snello: come è possibile?

«È stata ideata una struttura di sostegno di grande resistenza nonostante la notevole ampiezza, oltre i 37 metri di lunghezza, delle facciate. La logica delle curve e delle inclinazioni, con la loro apparente irregolarità, non solo assicura straordinarie prestazioni statiche, distribuendo pesi e spinte in modo ottimale, ma conferisce anche una particolare freschezza e leggerezza all'edificio che, nonostante la linearità complessiva della struttura, assume un aspetto scattante ed elastico».

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E per le finiture?

«Studiato il concept, che aveva in seno l’utilizzo di materiali ecocompatibili, già finiti e a vista, di colore bianco, senza passaggi di finitura ulteriori perché cogenti all’idea del gioco di «vuoti-pieni», ho rivolto la mia attenzione al processo di realizzazione. Ne è scaturito uno studio sulla prototipazione dei casseri con la suddivisione in modulo e sottomodulo, ricavabile dal medesimo elemento per poi essere ri-applicato al sistema costruttivo attraverso differenti compenetrazioni schematiche che danno l’idea di forometrie differenti, come diverse sono le fibre muscolari, ma ricondotte a due unici disegni».

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Il tutto creando un legame con la vegetazione circostante per dare un senso di continuità tra interno ed esterno.

«Pensare di giocare o allenarsi in un edificio che ti mette a stretto contatto con la natura circostante è una cosa che sin da ragazzino mi faceva riflettere, abituato a involucri bui con le luci sempre accese quasi a chiudere in se stessa l’attività fisica svolta in palestra. Per questo le forometrie sono diventate delle vetrate sul mondo circostante che mettono in contatto il fruitore con l'ambiente naturale. Senza imbotti, le vetrate strutturali sono state ragionate in modo tale da non abbagliare il giocatore. Sono fortemente isolanti sia al calore che al rumore e sicure nei confronti degli impatti con una doppia camera di 70 mm di spessore. Sono vincolate da un silicone strutturale e da connettori antisismici disegnati ad hoc che garantiscono oscillazioni verticali fino a 18 mm all’interno, senza mai collidere con gli elementi biomorfici e scongiurando tensioni superficiali».

Perché il cemento bianco fotocatalitico TXActive?

«La scelta del prodotto Italcementi non è legata solo alle caratteristiche di resistenza meccanica ad elevate prestazioni che surclassano i normali conglomerati cementizi. Per una struttura di questo tipo il cemento bianco fotocatalitico TXActive prodotto da Italcementi offre una flessibilità di grado superiore alla composizione architettonica diminuendo i vincoli di portata. È poi un materiale eco-sostenibile: oltre a soddisfare le normative internazionali in materia, abbatte gli inquinanti organici e inorganici presenti nell’aria attraverso il processo fotocatalitico per la presenza del biossido di titanio. Anche l’aspetto estetico ha fatto la differenza: il colore a distanza di anni non ingiallisce e la ricetta degli inerti bianchi provenienti dalle polveri dei marmi di carrara applicata specificatamente a questo sistema della finitura brillante dà quel senso ricercato di plasticità della materia, dovuta anche alla prototipazione dei casseri appartenenti più al mondo della nautica che non a quello dell’edilizia».

E riguardo agli interni?

«Sono stati disegnati i sistemi antiurto interni, perfettamente mimetizzati con risvolto sul piano ortogonale, fino a quota due metri sui lati del campo da gioco per evitare lo scontro diretto con i pannelli. Gli elementi vetrati ad angolo seguono il cartabuono delle pannellature in tutta la loro verticalità senza lasciare nulla al caso. All’interno è stato previsto un sistema di aerazione che è stato dimensionato per sostituire tre volte tanto la volumetria dell’aria contenuta, oltre a 15 lucernari in copertura che permettono l’evacuazione di fumo e di calore anche in caso d’incendio, pavimentazioni in legno ammortizzato per il campo da gioco, reti in nylon per la protezione del pubblico alle pallonate, pannelli fonoassorbenti su tutta la copertura».

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L'attenzione ai parametri tecnico-ambientali è tra le costanti del progetto?

«È stato realizzato un tetto verde, piantumato con verde estensivo a Sedum, mentre a nord, ove è posizionato l’ingresso agli spettatori, la parete che ospita gli impianti di aerazione a vista è finita in legno a doghe orizzontali. Sulla pavimentazione esterna sono stati ubicati vetri a pavimento per portare la luce al piano interrato sul corridoio di distribuzione degli atleti agli spogliatoi. L’impianto di riscaldamento, a pavimento a bassa temperatura è alimentato da teleriscaldamento. L'illuminazione, infine, è a Led».

Come si inserisce la palestra nel contesto locale?

«L’area in cui è posto l’edificio è condivisa con l’edificio adibito a scuola primaria di primo grado in un contesto di 16.000 mq di verde, ancora in fase di sistemazione, è prevista una piantumazione diffusa sul perimetro di ciliegi selvatici di colore rosa chiaro e rosa scuro uniti da siepi di lavanda. Vista la vicinanza dell’edificio scolastico con la palestra sul prospetto sud della stessa è prevista una piantumazione anche tra i due edifici atti a creare una vista completa dall’interno della palestra sul verde circostante in maniera tale da dare un senso di armonia con la stessa e l’ambiente costruito. Inoltre, è prevista l’eliminazione di tutte le recinzioni esistenti dando luogo a piste ciclopedonali doppie e marciapiede. Chiude la sistemazione esterna una distesa di prato verde che dall’interno della palestra lambisce l’edificio. Una volta messe a dimora le essenze, daranno al contesto l’idea di parco dove il costruito diverrà mitigato e dove, in piena fioritura, le essenze potranno specchiarsi nelle vetrate della palestra dando un senso di continuità al parco e alla natura circostante».

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