Il marchio degli acciai da calcestruzzo armato: come identificarlo e cosa ci dice

Franco Trevisan - Ingegnere meccanico, dal 1984 effettua prove sui materiali da costruzione presso il Laboratorio Prove Materiali e Strutture del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste 14/12/2018 4284

Le Norme Tecniche per le Costruzioni richiedono che il Laboratorio incaricato delle prove sugli acciai da calcestruzzo armato effettui il riconoscimento del marchio del prodotto e lo attesti nel certificato conseguente alle prove previste dalle stesse norme. Data l'importanza attribuita a questa attività, si ritiene utile chiarire le modalità di identificazione e alcune implicazioni in merito.

Rilievo del marchio sulla “barra” di acciaio

Rilievo del marchio sulla “barra”

Il marchio del prodotto “acciai da calcestruzzo armato” ha un’importanza non trascurabile nell’ambito delle costruzioni, in quanto, se è presente il corrispondente attestato di qualificazione nell'elenco del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, significa che il prodotto è stato sottoposto in stabilimento alla procedura di qualificazione definita dalla norma in vigore (D.M. in vigore all'epoca della qualificazione) e che l'istruttoria conseguente ha avuto esito positivo in quanto le caratteristiche del prodotto sono risultate coerenti con quanto richiesto dalla norma.

Il riconoscimento del marchio, che deve essere effettuato durante i controlli da attuarsi in cantiere e nei centri di trasformazione, permette altresì di associare le caratteristiche dei campioni, rilevate con le prove previste dalla normativa, al prodotto dello specifico produttore/stabilimento. In questo modo è possibile una ulteriore verifica sulla produzione, che si affianca ai controlli in stabilimento previsti dalla norma stessa successivamente alla qualificazione.

Cosa dicono le NTC 2018 sull'identificazione dell prodotto

Il riferimento utile per chiarire meglio l’importanza attribuita al riconoscimento del marchio di produzione è una piccola postilla presente sia nelle NTC del 2008 sia nelle recenti Norme Tecniche per le Costruzioni 2018:

La mancata marchiatura, la non corrispondenza a quanto depositato o la sua illeggibilità, anche parziale, rendono il prodotto non impiegabile.

Questa affermazione ha come ulteriore conseguenza che il Laboratorio incaricato dei test sul materiale (Laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001) non può emettere un certificato di prova valido ai sensi della Norma.

Per definire l’identificazione dell’elemento di acciaio da calcestruzzo armato, le NTC 2018 al capitolo 11 porgono il seguente:

11.3.1.4 IDENTIFICAZIONE E RINTRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI QUALIFICATI

Ciascun prodotto qualificato deve costantemente essere riconoscibile per quanto concerne le caratteristiche qualitative e riconducibile allo stabilimento di produzione tramite marchiatura indelebile depositata presso il Servizio Tecnico Centrale, dalla quale risulti, in modo inequivocabile, il riferimento all’Azienda produttrice, allo Stabilimento, al tipo di acciaio ed alla sua eventuale saldabilità.

Ogni prodotto deve essere marchiato con identificativi diversi sia da quelli di prodotti fabbricati nello stesso stabilimento ma aventi differenti caratteristiche, sia da quelli di prodotti con uguali caratteristiche ma fabbricati in altri stabilimenti, siano essi o meno dello stesso fabbricante. La marchiatura deve essere inalterabile nel tempo e senza possibilità di manomissione.”

Tranne piccole variazioni nel secondo paragrafo, la sostanza rimane la stessa rispetto le passate NTC del 2008, ovvero si riafferma la necessità che vi sia la rintracciabilità dei prodotti qualificati tramite opportuna e completa identificazione.

Tralasciando le parti successive, che chiariscono le modalità attraverso cui espletare la marchiatura ove questa sia o non sia possibile direttamente sul prodotto di acciaio in esame, si vuole evidenziare come venga richiesto in primo luogo il riferimento preciso all’Azienda Produttrice e allo stabilimento di produzione, in secondo luogo il tipo di acciaio e la sua eventuale saldabilità.

L’evoluzione delle normative di unificazione ha apportato un progressivo aumento di dettaglio in merito alla definizione delle modalità espressive in tal senso partendo dalla UNI 707:1921 attraverso la UNI 6407: 1988 fino all’attuale UNI EN 10080: 2005.

La norma UNI EN 10080: 2005: ecco quali caratteristiche deve avere il marchio

Ed ecco come la norma più recente UNI EN 10080: 2005 prevede sia rappresentato il marchio.

esempi di marca di acciaioIl marchio che identifica lo stabilimento di produzione deve essere presente su una fila di nervature (dentellature nel caso di acciaio dentellato), deve riportare un simbolo per poter riconoscere l’inizio del marchio e di seguito un numero che permetta di riconoscere il paese di origine ed infine un altro numero che identifichi lo stabilimento di produzione. Le possibilità di marchiatura sono molteplici e tutte comunque legate alla tecnologia di produzione, che consiste nell’impressione delle nervature durante la laminazione: vi possono essere nervature di maggiore larghezza opportunamente distribuite, assenza di nervature, numeri o segni, sempre laminati o dentellati.

Per identificare correttamente l’inizio del marchio è prevista una doppia nervatura allargata o una doppia nervatura mancante; nel caso di numeri una “X” oppure una “O” e, nel caso di segni, due segni tra una coppia di nervature.
Subito di seguito le nervature “normali”, tra l’inizio del marchio e il separatore successivo, costituiscono il codice del paese di origine quindi, proseguendo successivamente con un altro separatore, viene definito il codice dello stabilimento.

È interessante sapere che i paesi di origine sono identificati con un numero che va da 1 a 9 ma che non è esclusivo e raggruppa alcune nazioni: ad esempio gli acciai riportanti il numero 4 corrispondono a quelli prodotti in Italia ma anche in Slovenia e a Malta.

Si vuole sottolineare il fatto che, ai fini dell’omologazione dell’acciaio in Italia, non è necessario che sia stato prodotto qui, infatti tra gli acciai omologati in Italia vi sono anche prodotti non italiani che, ugualmente, devono possedere i requisiti di legge certificati secondo quanto definito dalle NTC.

attestato-qualificazione-acciaio.JPG

Esempio di attestato di qualificazione

Come si identificano le caratteristiche prestazionali degli acciai per calcalcestruzzo armato

Per quanto riguarda la classe tecnica (caratteristiche prestazionali) essa è costituita da un codice che rappresenta il numero del prodotto, numeroche è assegnato e registrato da un’organizzazione Europea” (UNI EN 10080: 2005 - 10.1.2.1.1) e che è rappresentato utilizzando un’altra serie di nervature secondo le modalità espresse per il marchio del produttore. La differenza è nel codice di inizio che deve essere costituito da 3 nervature allargate o rispettivamente mancanti, nulla in caso di numeri, 2 coppie di segni tra coppie consecutive di nervature (o dentellature) nel caso, appunto, di segni, inoltre la numerazione deve essere compresa tra 101 e 999 escludendo i multipli di 10.

Per gli acciai provenienti da rotolo si pone un’ulteriore indicazione che consta in una nervatura (o dentellatura) allargata (o mancante nel caso specifico) in più all’inizio del marchio di prodotto, una “C” in caso di marcatura numerica, ovvero due segni tra una coppia di nervature immediatamente prima dell’inizio del numero di prodotto. Nel caso di prodotto raddrizzato deve essere presente anche un marchio di identificazione dell’ente che ha effettuato la lavorazione.

Il materiale in cantiere

Quando il materiale arriva in cantiere il riferimento per il riconoscimento dell’omologazione degli acciai è documentale e riguarda gli attestati rilasciati dal Servizio Tecnico Centrale, i quali devono accompagnare in copia il materiale assieme alla documentazione di trasporto ed eventuale lavorazione, documenti che devono corrispondere in toto al materiale effettivamente giunto.

Qualora dovessero sorgere dubbi o incertezze si segnala la possibilità di verificare il marchio utilizzando il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – Servizio Tecnico Centrale all’indirizzo web “http://sicurnet2.cslp.it/Sicurnet2/Certificato” che, però, ha in calce una postilla dove si afferma che la documentazione esposta ha carattere informativo e non valore legale, rimandando il valore legale ad una specifica risposta dell’ente su richiesta.

Ai fini pratici bisogna convenire che non sempre il riconoscimento del marchio è facile, anche se usualmente non sono presenti tutte le indicazioni previste dalla “UNI EN 10080: 2005” (in particolare la classe tecnica), in quanto intervengono diversi fattori.

[...] continua l'approfondimento sul pdf