I numeri e le informazioni del nuovo Ponte di Piano sul Polcevera a Genova

Andrea Dari 25/12/2018 2178

Un diverso principio strutturale, una nuova forme egli impalcati, una differente scelta dei materiali, un percorso leggermente diversi, 43 luci evocative e molti sensori.

Dopo aver trattato con un lungo approfondimento fatto di più articoli e pubblicazioni la storia del Ponte Morandi e del suo tragico crollo (di una parte) in uno speciale richiamato anche dal Sito del Commissario per la Ricostruzione e in una sua Ordinanza (l'Ordinanza numero 5), con questo articolo, che in questi giorni andremo ad arricchire con maggiori dettagli e informazioni, desidero dare un supporto per conoscere e seguire l'evoluzione del "passaggio sul Polcevera", ovvero sul progetto del nuovo ponte e sulla sua ricostruzione.

Ovviamente, come accaduto nel precedente lavoro, ogni commento e suggerimento (e critica) sarà utile per migliorare l'articolo nel suo proseguio.

Andrea Dari

Il ponte di Renzo Piano sul Polcevera sarà molto diverso rispetto al ponte Morandi

I pali di illuminazione che verranno installati nella nuova struttura saranno 43, per ricordare le vittime del crollo del 14 agosto.

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Questi saranno disposti sui 1.100 metri e le 19 nuove pile in cemento armato del nuove ponte (3 in meno rispetto al primo progetto di Renzo Piano, 9 in più rispetto al ponte Morandi).

I Piloni avranno una sezione ellittica di 3 x 9,5 metri, saranno disposti per avere delle campate di 50 metri, tranne che per le tre campate principali sul Polcevera e le linee ferroviarie che saranno di 100 metri (nel ponte Morandi la più ampia era di 210 metri).

Sarà un ponte completamente appoggiato, quindi non ci sarà più la strallatura che era tipica del ponte Morandi.

Tre le corsie previste per senso di marcia, compreso le due di emergenza, che nel precedente ponte non erano previste.

L’impalcato avrà una forma diversa, disegnata da Renzo Piano per ricordare la chiglia di una nave. Nella parte centrale avrà un’altezza di 4,3 metri, e sarà composto da una struttura mista acciaio – calcestruzzo. Prevista una barriera antivento e un sistema di pannelli fotovoltaici.

E secondo l’appalto costerà 202 milioni di euro.

Ecco la presentazione del ponte fatta in conferenza stampa

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L'Appalto di realizzazione di un ripristino, non di una nuova costruzione

Con l'Ordinanza numero 19 si da l'Affidamento dell'appalto pubblico dei lavori per la realizzazione, in estrema urgenza, di tutte le opere di costruzione necessarie al ripristino strutturale e funzionale del Viadotto Polcevera in Genova.

Infatti nell'Ordinanza si affida a una Cordata formata da SALINI-IMPREGILO S.p.A., FINCANTIERI S.p.A. e ITALFERR S.p.A. la realizzazione aggiudicare l'appalto di tutte le opere di costruzione necessarie al ripristino strutturale e funzionale del Viadotto Polcevera in Genova, come da specifiche tecniche approvate con decreto n. 5 del 15 novembre 2018.

Si parla quindi di "ripristino", e non di una nuova costruzione.

L'incarico nasce come accettazione della proposta della Cortata, con costi complessivi a corpo pari ad Euro 202.000.000 (duecentodue milioni) al netto dell'IVA, con relativo cronoprogramma, in cui si dichiarano disponibili ad iniziare le opere di risoluzione delle interferenze e di spostamento dei sotto servizi il 1 ° febbraio 2019 e di terminare il completamento dell'impalcato in quota entro il mese di dicembre 2019.

La Coordinata si assume quindi il compito di coordinamento e di interfaccia con l'appalto di demolizione aggiudicato con Decreto del Commissario Straordinario n. 18 del 2018, così da anticipare al mese di dicembre 2018 le attività propedeutiche di indagine, progettazione, bonifica bellica, aree e piste di cantiere e risoluzione delle interferenze.

Con lo stesso decreto i Commissario Bucci individua come Responsabile del Procedimento l'Ing. Maurizio Michelini, componente della Struttura Commissariale, delegandolo, con il supporto dell'aerea tecnica ed amministrativa della Struttura Commissariale e del Rina Consulting S.p.A., nella sua qualità di Project & Construction Manager e Quality Insurance dell'opera, alla predisposizione e consegna dell'area di cantiere e relativo verbale, nonché all'avvio dell'attività propedeutica di elaborazione dello schema contrattuale.

Ricordo che Maurizio Michelini è anche il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Genova.

Si segue il progetto architettonico di Renzo Piano

Per la realizzazione del progeto si seguirà "l'Idea" di Renzo Piano.

Infatti l'Ordinanza recita:

"visto che, nella predetta audizione, è emerso che la nuova proposta, ispirata all'idea dell'Architetto Renzo Piano, presenta le seguenti caratteristiche di rilievo: 

  • estetica e progettualità derivate dalla storia - immagine di Genova, città di mare, in ragione della forma delle pile e dell'impalcato, che rispettivamente richiamano la prua e la sezione di una nave;
  • ponte appoggiato su pile, nel rispetto della sensazione di avversione psicologica maturata in città dopo il crollo del "ponte Morandi" nei confronti di altre tipologie di ponti con parti sospese o strallate;
  • struttura mista in acciaio con pile in cemento armato, che consentono di coniugare l'alta qualità dei materiali con la necessaria durabilità dell'infrastruttura;
  • modalità esecutive di particolare agevolezza connesse alla scelta di realizzare le pile in cemento armato, pur mantenendo le caratteristiche architettoniche di pregio;
  • conseguente riduzione dei tempi di realizzazione dell'opera in prospettiva del recupero della competitività del sistema economico locale e nazionale;
  • dimensione economica favorevole;
  • riduzione delle interferenze con le infrastrutture e i sotto servizi presenti grazie alla manifestata disponibilità ad una nuova calibrazione del tracciato e delle pile, in coordinamento con i lavori di demolizione;
  • ..."

Il ponte di Piano sarà iper tecnologico

Il nuovo ponte – che il Sindaco Bucci promette potremo vedere costruito alla fine del prossimo anno - sarà il più avanzato viadotto dal punto di vista tecnologico. Sarà infatti completamente monitorato da sensori per segnalare in tempo reale se qualcosa non sta funzionando a dovere.

Gli annunci giornalistici evidenziavano nella giornata di ieri che gli ingegneri di Fincantieri, Salini Impregilo, Italferr e della struttura commissariale hanno quasi completato i calcoli del nuovo ponte disegnato da Renzo Piano.

In realtà nel progetto si parlava di 2 mesi per realizzare il progetto, 9 mesi per la costruzione (la realizzazione del Ponte Morandi richiese 643 giorni), e 3 mesi per il collaudo. Immagino quindi che del progetto del ponte alla data di oggi (25 dicembre 2018, ci sia ancora poco).

Considerato infatti che l’appalto è stato appena affidato sembra – a dire il vero – un po’ strano che il progetto sia già pronto, anche perché non solo il tracciato viene leggermente modificato, ma anche il tipo di struttura rispetto a quella di Morandi viene completamente rivista,  ma cambiano anche il numero di campate e la loro ampiezza, così come la larghezza dell’impalcato, che per contenere le corsie di emergenza sarà anche più ampia.

Lo stesso impalcato avrà, su disegno di Morandi, una forma diversa, come la prua di una nave, con comportamento fluidodinamico diverso rispetto all’azione del vento, e nel progetto in ogni caso se ne dovrà tenere conto.

Così come si dovrà fare una nuova valutazione dei terreni, con la complessità dovuta al tipo di contesto geologico in cui ci troviamo, procedere a una progettazione delle fondazioni del ponte e alla loro realizzazione. Il tutto in un sottosistema in cui vi sono linee ferroviarie, un gasdotto che serve tutta la città e che approda a una centralina che è installata vicino al gasometro dismesso dell’ex Colisa - addossato alla collina di Coronata - che potrebbe essere abbattuto proprio durante i lavori di decostruzione e ricostruzione del ponte, oltre a condomini, fabbriche e strade.

Peraltro la demolizione del ponte non è ancora iniziata. Solo il 20 dicembre il Commissario Bucci ha dato l’avvio del moncone ovest della parte del ponte crollato il 14 agosto.

Il dubbio quindi che non solo la fase progettuale sia a buon punto, ma che si riesca a completare il tutto in un tempo così limitato, è legittimo.

Il viadotto Piano, un cambio di tracciato

Dove il Morandi offriva un breve rettilineo – ci sarà una nuova curvatura che porterà il nuovo ponte ad attraversare più verso il mare la Val Polcevera. Sarà eseguita dunque una traslazione che, assicurano gli esperti, rientra nella cosiddetta “tolleranza esecutiva”: se il nuovo ponte fosse costruito ex novo, questo nuovo andamento sarebbe stato obbligatorio, perché il tracciato del Morandi non rispettava le nuove normative di sicurezza del tracciato.

Questo permetterà anche di intercettare un minor numero di “servitù” che corrono nel sottosuolo della Val Polcevera.

Un ponte bello anche visto da sotto ed energeticamente autosufficiente

L’architetto Renzo Piano ha spiegato che il nuovo ponte «dovrà essere bello anche da sotto, dovrà qualificare anche il quartiere sottostante».

E infatti non solo il numero di piloni è stato ridotto, ma il viadotto avrà tre enormi campate, da 100 metri ciascuna, con cui scavalcherà la Val Polcevera.

Inoltre Piano ha imposto fin dall’inizio che «la struttura dovrà essere energeticamente autonoma». Per questo è prevista l’installazione di pannelli solari, di piccole dimensioni, che correranno sul versante a mare del ponte, oppure su entrambi.