Nodo trave-pilastro, pareti: la Circolare specifica quando vanno e non vanno fatte alcune verifiche

Gianmarco Massucco - Ingegnere - CDM DOLMEN 15/02/2019 1712

Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 contengono alcuni capitoli che di fatto impongono verifiche più onerose sulle strutture rispetto alle norme precedenti e la Circolare Esplicativa era attesa da tempo dai progettisti nella speranza di chiarimenti e precisazioni.

Nodi trave-pilastro di strutture non dissipative: cosa precisa il paragrafo C7.4.1

Uno dei punti più controversi è il 7.4.1:

circolare NTC c7.4.1.

Infatti il punto 7.4.4.3 a cui rimanda non distingue tra strutture dissipative o meno e neanche tra opere in Classe di Duttilità “A” o “B”; dunque l’interpretazione letterale della norma porta ad applicare ad ogni nodo di ogni struttura una verifica precedentemente riservata alla sola classe “A”, con notevole aggravio di calcolo e soprattutto di armatura, perché la mancanza di un limite superiore alla quantità di staffe porta sovente ad infittimenti improponibili.

passo staffe secondo circolare

A questo riguardo, la Circolare specifica che le verifiche del punto 7.4.4.3 NON sono da applicare per le strutture dissipative e per i nodi confinati in classe “B”, confermando perciò quella che già molti progettisti ritenevano essere l’interpretazione corretta della Norma.

Tuttavia una circolare ministeriale non può contraddire una legge dello Stato, perciò sorge un problema di liceità nell’applicazione di una tale specifica, con possibili conseguenze legali in caso di contenziosi.

È parere dello scrivente che però la contraddizione non sussista, in quanto la Circolare, in piena coerenza con le Norme Tecniche, mantiene valido il principio che “Il progetto dei nodi è essenziale, indipendentemente dal comportamento strutturale prescelto” (C7.4.4.3), argomentando che la rottura sarebbe di tipo fragile e con sollecitazioni non derivabili direttamente dal modello di calcolo a telaio. Tuttavia ogni qualvolta viene descritta la verifica di duttilità per determinati elementi (pilastri, pareti, ecc.) è asserito che non vi è necessità di calcolo esplicito se vengono rispettate le regole specifiche per i dettagli costruttivi, in base al fatto che tali particolari, sia quelli previsti nel capitolo 4 sia quelli più stringenti del capitolo 7, sono espressamente previsti per assicurare un livello non trascurabile di confinamento del calcestruzzo e di capacità rotazionale delle sezioni.

Appare quindi perfettamente inserito nella logica delle Norme Tecniche differenziare l’approfondimento delle verifiche in funzione del livello di duttilità desiderato: su tutti i nodi per strutture in classe “A”, solo su quelli non confinati per classe “B”, e su nessuno in particolare per le strutture non dissipative.

Le verifiche a taglio delle pareti: le precisazioni del paragrafo C7.4.4.5.1

In analogia alle verifiche di resistenza dei nodi, era atteso da molti anche un chiarimento sul paragrafo 7.4.4.5.1 riguardante le pareti, ed in particolare sulla verifica a taglio: anche in questo caso le NTC 2018 estendono a tutte le strutture dissipative, indipendentemente dalla classe, le verifiche che precedentemente erano da applicare solo in classe “A”.

La maggior onerosità si esplicita nel coefficiente amplificativo delle forze di taglio espresso dalle formule [7.4.14] e [7.4.15], e nella contemporanea riduzione di due volte e mezza della resistenza del calcestruzzo nella verifica di taglio-compressione (“… Nelle zone dissipative tale resistenza va moltiplicata per un fattore riduttivo 0,4.”). 

circolare-formula-7-4-14.JPG

Purtroppo però la Circolare non dà altre informazioni sull’argomento e lascia intatto un obbligo di verifica molto pesante, tanto che in parecchie situazioni i progettisti hanno ritenuto più conveniente progettare la struttura come non dissipativa e affrontare un sisma più elevato, piuttosto che puntare su una struttura dissipativa più duttile, ma con richieste dimensionali eccedenti i limiti distributivi e architettonici.