Ancora troppa poca sicurezza antincendio nelle scuole: alcune proposte per una scuola più sicura

Cultura della sicurezza nelle scuole: l'importanza di un dialogo con le istituzioni scolastiche

scuola-10.jpgA Milano, il 18 gennaio scorso, Presso l’aula magna del Civico Polo Scolastico Alessandro Manzoni Milano, si è svolto il primo convegno sulla Cultura della Sicurezza nelle Scuole, organizzato dall’Ordine Ingegneri di Milano con il patrocinio del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano, di Città Metropolitana di Milano, della Regione Lombardia, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, di Assolombarda, dell’INAIL – Direzione Regionale Lombardia, di ATS Milano Città Metropolitana e non ultimo del Comune di Milano.
Tra gli intervenuti, oltre al presidente dell’Ordine Ingegneri di Milano Bruno Finzi che ha aperto il dibattito, vi erano l’Assessore all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano: arch. Laura Galimberti, il direttore alle Infrastrutture della Città Metropolitana: Maria Cristina Pinoschi e i presidenti ed i rappresentanti delle Commissioni Sicurezza dell’Ordine Ingegneri di Milano, nonché altri rappresentanti di ATS, SILC e importanti Istituzioni.

Come riferito da uno degli organizzatori, l’ing. Fabio Gavino, è stato un evento innovativo in quanto, per la prima volta, si rivolgeva ai dirigenti scolastici e alle Istituzioni e non come avviene solitamente ai soli professionisti e tecnici.

È stato innovativo anche perché, sempre per la prima volta, si è riusciti a trattare i temi della sicurezza in forma propositiva e proattiva e non solo come una mera declaratoria di norme e regole o metodologie progettuali.
Si è infatti voluto sottolineare l’importanza degli adeguamenti della sicurezza come cultura, in quanto momento imprescindibile di coadiuvo tra il concetto di comprensione delle tematiche e delle problematiche della sicurezza e la realtà degli Istituti, al fine di avere degli ambienti sicuri per i fruitori degli stessi, ovvero gli alunni ed i docenti, ma in generale per tutta la comunità urbana.
Non dimentichiamo che le scuole, come sottolineato a margine del convegno, dall’ing. Gianni Verga - Presidente del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano: “sono centro di formazione, ma anche centro di aggregazione comunitaria”.

Lo stato di salute delle scuole: alcuni dati statistici

Sono stati quindi proposti e sottolineati alcuni dati statistici piuttosto importanti che mostrano una radiografia dello stato di salute delle scuole in generale, in particolare quelle lombarde e milanesi nello specifico.

> È risultato che solo il 28% delle scuole è in possesso del CIS (certificato di collaudo statico).

> Ancora meno, circa il 19%, sono a norma con la certificazione antincendio (non hanno presentato la SCIA antincendio).

> Non più del 27% ha effettuato la verifica dell’impianto di messa a terra e dei dispositivi contro le scariche atmosferiche

Dal 1 gennaio 2019 le scuole che non si sono adeguate alla normativa antincendio sono fuori regola

L’ing. Franco Luraschi (presidente della Commissione Antincendio dell’Ordine) ha rammentato poi, un fatto importante, cioè che dal 31.12.2018, tutte le scuole che non si sono adeguate alla norma antincendio, sono fuori regola. Dato questo preoccupante, viste le percentuali sopra riportate e l’importanza che la sicurezza antincendio ha in un contesto così delicato come quello scolastico.
Luraschi ha ribadito che “la mancanza di adeguamento alla norma, il più delle volte è semplicemente dovuta alla carenza di risorse per fare fronte all’impegno normativo, piuttosto che alla negligenza”. 
Il più delle volte infatti emerge una reale difficoltà nel recuperare quelle risorse che, normalmente, o sono elargite con il contagocce, o sono destinate ad altre attività, magari, reputate più urgenti o più inerenti al contesto didattico (di nuovo più urgenti). L’adeguamento alla norma di un impianto di illuminazione di emergenza, per esempio, che magari funziona nonostante tutto, viene visto e valutato di secondaria importanza rispetto all’acquisto di un proiettore o di una nuova lavagna.

Anche le normative di Sicurezza Antincendio, al di là delle difficoltà economiche di applicazione, assumono autenticità ed efficacia, quando le imposizioni normative non vengono più viste come delle inutili richieste, ma viceversa gli utilizzatori - nel nostro caso gli studenti, le famiglie ed il corpo docente - le ritengono utili e necessarie. 

Solo così, con la consapevolezza di interventi utili, nasce la volontà all’adeguamento e nel settore delle scuole ciò passa anche per l’informazione e formazione a tutti i livelli.

Quando la SICUREZZA è compresa e sentita, nasce la volontà di raggiungerla.

Durante il convegno è emerso inoltre che siamo ragionevolmente di fronte ad una reale impossibilità di aver adempiuto, nei tempi previsti, alla messa a norma di tutte le strutture scolastiche di ogni ordine e grado.
In generale infatti, più del 90% degli Istituti pare abbia dichiarato di aver chiesto la documentazione mancante all’Ente a cui fa capo, senza aver ottenuto ancora una risposta. Meno del 20% ha dichiarato che i tempi di risposta in seguito alle segnalazioni sono stati ragionevolmente rapidi, circa il 55% li ha reputati “lunghi”, mentre il 27% li ha considerati “molto lunghi”.
A livello politico infine è necessario chiedere ed ottenere una proroga proporzionata alle scadenze temporali di adeguamento (ad esempio per l’antincendio i cui termini sono appena scaduti), cosa che pare stia avvenendo.

Luraschi: scadenze temporali differenziate in base al rischio

Proporre poi scadenze temporali differenziate, a seconda della valutazione del rischio, potrebbe essere una soluzione attuabile e particolarmente utile, un po’ come già avviene per gli ospedali con il decreto “Balduzzi”.

Secondo Luraschi, sarebbe opportuno adottare fin da subito, quelle operazioni di messa in sicurezza che passino essenzialmente dalla scelta di utilizzare le risorse disponibili di tipo gestionale, già in essere e già presenti. Inoltre, prosegue Luraschi, ipotesi condivisa anche da Finzi e Capè (Presidente Commissione Strutture), le operazioni sono da mettere in atto, poi, come metodo ragionato e non coercitivo.

Essendo la scuola, dal punto di vista della sicurezza, una macchina complessa, occorre immaginare quindi una distribuzione degli adeguamenti per priorità, dando la precedenza agli adeguamenti ritenuti più importanti, un po’ come avvenne anni addietro per il NOP (Nulla Osta Provvisorio).

Ad esempio: mantenendo in perfetta efficienza e funzionalità tutti quei dispositivi già esistenti: estintori, idranti, porte d’esodo e porte tagliafuoco, ecc…, rendendo sempre agibili e perfettamente percorribili tutte le vie di esodo, ma soprattutto puntando sulla conoscenza: con prove e simulazioni e con una efficiente ed efficace manutenzione. 

Più del 70% delle scuole non ha ancora attivato contratti di piccola manutenzione, e poche di queste hanno definito i Dispositivi di protezione individuale (Dpi) necessari per il personale.

La maggior parte dei fruitori delle scuole non è a conoscenza delle procedure d’esodo e più in generale di come comportarsi in caso di un evento problematico (statico o incendio o ancora più banalmente anche di panico).

Un altro aspetto, infatti, sottolineato da tutti i relatori, è quello della conoscenza e della formazione.

Per aumentare la sicurezza nelle scuole occorre partire dalla formazione e conoscenza

La maggioranza degli istituti scolastici (circa 116 istituti su 333 scuole della città metropolitana che hanno risposto al sondaggio), si è limitata infatti a un breve corso rivolto ai neo studenti. Dati questi che accendono una spia di allarme sulla sicurezza nelle aule scolastiche, periodicamente al centro delle cronache per crolli (più o meno gravi) spesso dovuti a scarsa manutenzione.
Basterebbero anche poche istruzioni, coordinate e ragionate, per aumentare sensibilmente la sicurezza, queste però devono essere rivolte a tutti: studenti e corpo docente e a tutto l’altro personale presente, per rendere più sicuri gli ambienti.

Luraschi infine, propone un tavolo ragionato, composto dai rappresentanti dell’Ordine Ingegneri e dalle Istituzioni lombarde, per individuare in maniera univoca e condivisa gli adeguamenti ritenuti prioritari, in modo da mettere le Istituzione stesse e le scuole nella condizione di potersi adeguare senza sobbarcarsi i costi (economici e gestionali) di un intervento unitario.

Scuole: diminuiscono gli infortuni

Sul fronte infortuni si registra però una nota positiva: secondo i dati raccolti dall’Inail tra il 2015 e il 2017 si è rilevata una diminuzione del 2,4% per le denunce della zona Nord-Ovest, trend simile a quello di altre zone d’Italia. 

Alcuni grafici che spiegano la situazione 

Vediamo qualche interessante grafico derivato da dati gentilmente forniti dal Corpo Nazionale dei VVF che ha appositamente elaborato questi dati (in particolare si ringrazia l’arch. Valter Cirillo).

Incendi: circa 32% sul totale - Statica: circa 7% sul totale

Incendi: circa 32% sul totale - Statica: circa 7% sul totale

Incendi: circa 32% sul totale - Statica: circa 7% sul totale

Incendi: circa 28% sul totale - Statica: circa 9% sul totale. Siamo in linea con la media nazionale

Incendi: circa 28% sul totale - Statica: circa 9% sul totale. Siamo in linea con la media nazionale

I grafici sopra mostrano gli interventi in Italia, in Lombardia. Si vede che nemmeno la Lombardia, regione ritenuta una delle più efficienti, ha dati molto differenti rispetto alla media nazionale.

Incendi: circa 20% sul totale - Statica: circa 9% sul totale. Siamo inferiori alla media nazionale per gli incendi. 

Incendi: circa 20% sul totale - Statica: circa 9% sul totale. Siamo inferiori alla media nazionale per gli incendi.

Le scuole milanesi sono invece decisamente più virtuose, scendendo addirittura ad un 20% per gli incendi.

Cosa possiamo recuperare e dedurre da questi grafici

Che mentre la manutenzione strutturale non gioca (ancora) un fattore predominante sul fronte sicurezza e che le strutture sembrano essere tutto sommato generalmente “sane”, la manutenzione e la conoscenza dei fenomeni legati agli incendi giocano un ruolo essenziale nella sicurezza.

C’è ancora tanta strada da percorrere, quindi, per una “scuola sicura”!

Ma una conoscenza diffusa quindi ed una cultura della sicurezza, a tutti i livelli, è la base di partenza.

L’invito rivolto a tutti riguarda:

  1. Conoscenza diffusa della cultura sicurezza in generale, a tutti i livelli.
  2. Adozione, da subito, degli interventi prioritari risultanti dal DVR.
  3. Utilizzo delle risorse esistenti anche per informazione, formazione e prove.
  4. Adeguamenti individuati con priorità ragionate.

ORD-ING-MILANO.jpg Si ringrazia l'ORDINE DEGLI INGEGNERI DI MILANO per la gentile collaborazione