Certificazione CRSS degli impianti di produzione di Calcestruzzo: intervista a Marco Borroni di UNICAL

andrea-dari.gifNelle scorse settimane un impianto di calcestruzzo UNICAL ha ottenuto la prima certificazione italiana CRSS - Concrete Responsible Sourcing Scheme.

La certificazione CRSS rispetta un severo schema che riguarda non solo gli impianti di betonaggio ma anche gli stabilimenti di produzione del cemento. Si tratta di uno schema di cerficazione molto distante dalla certificazione ISO 9000 e da quella FPC. Distante per la severità dei requisiti previsti e per il fatto che preveda quattro diversi livelli di certificazione.

Una vera certificazione, quindi, dopo che le certificazioni ISO 9000 ed FPC hanno dimostrato tutta la loro inidoneità a selezionare gli impianti in grado di rispondere alle richieste di calcestruzzo prestazionalmente affidabili e durevoli che le moderne opere richiedono. Bollini che di fatto hanno rappresentato un costo e non una soluzione per un settore che da anni cerca la via per una sua qualificazione, rimanendo però sempre invischiato nelle regole di un mercato che spesso da valore solo al prezzo finale.

Per capirne di più pubblichiamo l'intervista a Marco Borroni, Direttore Esercizio e Nuovi Impianti Unical.

Resta aperta la questione se a questa certificazione ne seguiranno un numero talmente consistente da poter arrivare a chiedere un riconoscimento di essa all'interno delle norme che regolano gli appalti pubblici e privato o resterà l'ennesima opportunità persa dal settore, in cui tutti però continueranno a parlare di qualità (la parola più inutile, ormai, del mondo).

Andrea Dari, Editore Ingenio


Il primo impianto in Italia ad ottenere la certificazione CRSS Concrete Responsible Sourcing Scheme

Quali sono state le motivazioni che hanno spinto Unical a decidere di avviare un percorso di certificazione CRSS? Pensa che l’impegno dell’azienda profuso nell’iter di certificazione sia stato ripagato da benefici? 

marco-borroni-unical.jpgPurtroppo le certificazioni in Italia hanno avuto poco successo, perché ne esistono tante, di diversa tipologia, e si fa fatica ad individuare quali fanno davvero la differenza.

Una certificazione, in generale, dovrebbe garantire al mercato il rispetto dei valori e dei giusti comportamenti in essa contenuti. Il sistema di gestione responsabile (CRSS) è una certificazione molto ampia che va a coprire quelli che sono i tre pilastri fondamentali della sostenibilità: aspetti etici e di modalità di gestione dell’azienda, criteri di sostenibilità ambientale e sociale (intesi come rispetto dei rapporti umani e dei rapporti di lavoro).

Crediamo che questa certificazione possa garantire al mercato uno strumento efficace per individuare le aziende che applicano correttamente le disposizioni di legge e l’indirizzamento al rispetto dei valori principali della sostenibilità.

Perché la scelta di ICMQ come ente di certificazione?

ICMQ è storicamente partner di UNICAL , il riferimento per le nostre certificazioni.

Rappresenta per noi un ente di certificazione serio che è in grado di garantire la corretta applicazione della certificazione in Italia. ICMQ ha partecipato sia a livello mondiale, con l’ente gestore dello schema, che a livello nazionale, con Federbeton (ente gestore Italiano) all’adattamento alla realtà italiana dello schema e alla costruzione delle liste di controllo e delle linee guida per il rispetto della certificazione. 

certificazione-rss-di-unical-icmq-box.jpgCome intendete valorizzare sul piano della comunicazione e del marketing la certificazione?

Questo sarà il compito di Federbeton, la federazione di filiera del settore del calcestruzzo e del cemento, che dovrà coinvolgere tutti gli stakeholder del mondo delle costruzioni nel comprendere il valore di questa certificazione e la serietà con cui essa viene gestita.

Federbeton sarà parte attiva nel controllo di verifica della corretta applicazione delle certificazioni affinché le possa essere riconosciuto il valore che merita.

La nostra speranza è che diventi un elemento di differenziazione nei confronti del mercato e nei confronti dei portatori di interesse, i quali potranno identificare nella certificazione una possibile evoluzione del mondo del calcestruzzo.

Quale sarà la strategia da mettere in pratica riguardo all’acquisizione della certificazione CRSS sui vostri impianti in Italia? Quanti ne certificherete e in quale lasso di tempo?

Quest’anno abbiamo certificato un impianto, il primo in Italia ad aver ottenuto la certificazione.

In questa prima fase sperimentale prevediamo di aprire complessivamente quattro impianti.

Se la certificazione avrà successo l’idea è, anche in funzione delle attività di Federbeton, di avere in un futuro prossimo tutti gli impianti certificati.

Ciò confermerebbe che le stesse procedure definite centralmente valgono sia per i primi impianti certificati che per i restanti.

ECCO IL LINK ALLA VIDEO INTERVISTA

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Che cosa prevede lo schema di certificazione - CRSS Concrete Responsible Sourcing Scheme

Lo schema (versione 1 in quanto l’iter è stato registrato nel 2018, ma dal 2019 è possibile impiegare la sola versione 2) valuta la sostenibilità, attraverso una serie di requisiti, che indagano i tre ambiti della sostenibilità: ambientale, economica e sociale.  

L’organizzazione, per raggiungere il punteggio certificato da ICMQ, deve dimostrare ill rispetto dei requisiti previsti dal protocollo, i quali sono suddivisi in 4 aree Management, Environmental, Social, Economic.

Preliminarmente l'azienda deve inoltre soddisfare anche tre prerequisiti, ostativi al rilascio della certificazione.

Così come previsto dallo schema, la valutazione dei requisiti non è stata rivolta al solo calcestruzzo prodotto nell’impianto, ma devono essere anche valutati, con i medesimi criteri, anche le principali filiere del cemento e degli aggregati che sono utilizzate per i calcestruzzi prodotti nell’impianto.

Le verifiche condotte da ICMQ prevedono un’attività di verifica documentale, che si realizza in due fasi successive (preliminare e finale) e in una verifica finale in campo presso l’unità produttiva.

L’intero iter di certificazione, dalla registrazione del progetto da certificare da parte dell’organizzazione, alle attività di verifica degli Assessor di ICMQ e successivo riesame operato sul processo di verifica da parte dell’organismo di certificazione, nonché il rilascio e la pubblicazione del certificato, avvengono impiegando la piattaforma informatica Toolbox, messa a disposizione dal CSC.

Tutte le evidenze (documenti ed evidenze fotografiche) richieste per ciascun requisito perseguito, sono caricate dall’organizzazione sul Toolbox, accompagnandole con note di chiarimento per agevolarne la comprensione da parte dell’Assessor, che l’organismo di certificazione nomina per effettuare la verifica.

Analizzata tale documentazione fornita, ed eventuali sue integrazioni richieste all’organizzazione, l’Assessor esprime il giudizio di conformità in merito al rispetto  di ciascun requisito perseguito dall’organizzazione, e sottopone il suo operato al riesame dell’iter di verifica (quality assurance) da parte dell’organismo, il quale concede la certificazione o richiede un ulteriore approfondimento di verifica. Il  certificato una volta concesso dall’Organismo compare direttamente nell’elenco dei certificati con marchio CSC rilasciati a livello internazionale il cui elenco pubblico è disponibile sul sito del Sustainable Concrete Toolbox.