Cemento sempre più green, nel week-end porte aperte impianti produttivi

CEMENTO: Ridotte del 15,4% emissioni di polveri e dell’8,9% quelle di C02

Il cemento prodotto in Italia è sempre più green; in un anno – mostra il Rapporto sostenibilità Aitec 2018 – le emissioni di Co2 sono diminuite dell’8,9% e quelle di polveri del 15,4%.

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Ma, secondo gli attori del settore, si potrebbe fare ancora di più se si eliminassero “ostacoli burocratici e normativi” all’uso di combustibili alternativi. Anche per mostrare lo sforzo fatto Federbeton (la federazione della filiera del cemento e del calcestruzzo) e Aitec (che riunisce i produttori nazionali del cemento) hanno organizzato il 5 e 6 ottobre un fine settimana di porte aperte in cinque grandi impianti, dove sono stati organizzati laboratori, percorsi guidati e anche momenti di dibattito.

Con questa iniziativa Porte Aperte abbiamo il piacere di incontrare le comunità locali per far conoscere il nostro impegno nel generale valore condiviso” ha spiegato il presidente di Federbeton Roberto Callieri.

antonio-buzzi-unicem-buzzi.jpgI dati ci dicono che i nostri investimenti in tecnologie ambientali di ultima generazione danno i propri frutti” ha aggiunto Antonio Buzzi, coordinatore della commissione Ambiente ed Economia circolare di Federbeton, sottolineando però che “pur essendo pronti ad utilizzare nel ciclo produttivo quantità maggiori di materie prime alternative continuiamo a scontare ostacoli burocratici e normativi, che allontanano per l’Italia l’obiettivo di un allineamento alla media dei Paesi europei, dove l’impiego di tali materiali, anche come combustibili alternativi ai fossili, per i nostri forni è pratica diffusa e agevolata, trasformando gli stessi in risorsa e contribuendo alla chiusura del ciclo dei rifiuti”.

Nel 2018 le calorie di origine fossile sostituite con combustibili alternativi sono state il 19,7% per un totale di 387mila tonnellate. Il che ha permesso anche di ridurre i rifiuti destinati alla termovalorizzazione o alla discarica. Si tratta di una percentuale in aumento (nel 2017 era 17,3%) ma comunque ben al di sotto della media europea che è al 46% con punte del 79% in Austria e del 66% in Germania. Porte aperte, ha evidenziato Callieri, è “un evento unico”, “l’occasione per raccontare la filiera nella sua dimensione più autentica: quella dell’apertura, della trasparenza, del radicamento locale, del desiderio di incontro”.

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Sabato i cancelli sono aperti ai cementifici di Colleferro in provincia di Roma (Italcementi), di Galatina nel leccese (Colacem), a Matera (Italcementi) e Ternate (Holcim) nel varesotto. Domenica è la volta di Monselice, in provincia di Padova (Buzzi Uncem).

Ciascun appuntamento Porte Aperte sarà, per i visitatori, l’occasione per conoscere da vicino un materiale straordinario come il cemento, attraverso il racconto di chi lo realizza e grazie a percorsi guidati, laboratori e momenti di dibattito. Tutte le informazioni sui diversi impianti e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito Federbeton.


Il Rapporto di Sostenibilità Aitec 2018 – le cifre del cemento italiano

In occasione degli eventi del 5 e 6 ottobre, Federbeton presenta il Rapporto di Sostenibilità 2018, realizzato sulla base dei dati raccolti presso le aziende riunite in Aitec.

«Il Rapporto di Sostenibilità 2018 ci restituisce una lettura duplice dell’impegno del comparto del cemento, in qualità di attore protagonista e partecipe dell’economia circolare. Da una parte, i dati ci dicono che i nostri investimenti in tecnologie ambientali di ultima generazione danno i propri frutti: rispetto al 2017, abbiamo contribuito a ridurre dell'8,9% la CO2 emessa in atmosfera, confermando il trend positivo degli anni precedenti. D’altro canto, pur essendo pronti ad utilizzare nel ciclo produttivo quantità maggiori di materie prime alternative a quelle naturali, in piena conformità ai principi dell’economia circolare, continuiamo a scontare ostacoli burocratici e normativi, che allontanano per l’Italia l’obiettivo di un allineamento alla media dei paesi europei, dove l’impiego di tali materiali, anche come combustibili alternativi ai fossili, per i nostri forni è pratica diffusa e agevolata, trasformando gli stessi in risorsa e contribuendo alla chiusura del ciclo dei rifiuti”,  dichiara Antonio Buzzi, Coordinatore della Commissione Ambiente ed Economia Circolare di Federbeton.

L'industria italiana del cemento dal 2009 ha recuperato oltre 16 milioni di tonnellate di rifiuti in sostituzione delle materie prime naturali, evitando l'emissione di 2,3 milioni di tonnellate di CO2 e riducendo dell'81% le proprie emissioni specifiche di polveri

La rilevazione del Rapporto si riferisce al periodo 2016-2018 e mette a fuoco il contributo del settore del cemento alla sostenibilità e più in generale all'economia circolare, in termini di risultati tangibili e potenzialità ulteriori.

  • Nel ciclo di produzione del cemento è possibile sostituire i combustibili fossili con combustibili alternativi (sostituzione calorica), generando così un triplice vantaggio ambientale:
    • Riduzione dell’impatto ambientale di altri processi produttivi, recuperando come combustibile alternativo scarti industriali, che altrimenti non sarebbe possibile riciclare;
    • Riduzione dei rifiuti destinati a processi di trattamento meno efficienti (termovalorizzazione) o alla discarica (che genera emissioni di CO2 e metano con notevoli effetti climalteranti);
    • Riduzione dell'apporto di CO2 in atmosfera.
  • Nel 2018, proprio grazie alla sostituzione di parte dei combustibili fossili, anche con biomasse, il settore del cemento ha contribuito alla riduzione della CO2 emessa in atmosfera, in misura crescente rispetto agli anni precedenti: -8,9% di CO2 rispetto al 2017;
  • Nel 2018, le calorie di origine fossile sostituite ammontano al 19,7% del totale (17,3% nel 2017), corrispondenti a più di 387.000 tonnellate di combustibili alternativi utilizzati.
    • A causa di ostacoli normativi e burocratici, nonché diffidenza verso questa pratica virtuosa, l'Italia è ancora lontana dalla media europea che si attesta al 46% di sostituzione calorica (Germania 66%; Austria 79%).
  • Grazie all'impegno delle aziende nel continuo miglioramento del processo produttivo e agli investimenti in tecnologie innovative sono stati raggiunti importanti traguardi di riduzione delle emissioni. I dati, riferiti alle emissioni specifiche (per singola unità di prodotto), riportano:
    • -15,4% emissioni polveri, rispetto al 2017;
    • -3,8% emissioni ossidi di azoto, rispetto al 2017.