Construction Intermediating Plat-firm. Digitalizzare: il cantiere, il lavoro, il contratto, l'impresa

Sul tema della Digitalizzazione del Cantiere nel Settore della Costruzione

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L’Università degli Studi di Brescia ha, in questi anni, indagato assai intensivamente sul tema della digitalizzazione del cantiere, tanto che è già disponibile il saggio curato da Silvia Mastrolembo Ventura e da Lavinia Tagliabue, pubblicato nel 2019, da Grafill, dal titolo BIM e cantiere digitale 4.0, a cui nello stesso anno segue un secondo volume, dal titolo, Il cantiere digitale, curato da Angelo Ciribini, per i tipi di Esculapio, pubblicato in occasione dei seminari in argomento organizzati tra Ottobre e Novembre del 2019 da ESEB / Campus Edilizia.

Ulteriori evoluzioni si avranno successivamente, grazie al programma di ricerca WEBIM, coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, in cui l’ateneo Bresciano è coinvolto, assieme, sul tema, al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Firenze.

In ogni caso, è intenzione del gruppo di ricerca dell’ateneo bresciano promuovere un brand intitolato CANTIERE DIGITALE, in parallelo a quello definibile BIM FOR R(EAL)E(STATE)G(ULATIONS) che si propone di supportare le committenze e le imprese del settore nel mettere in atto una corretta strategia di adozione dei processi digitali.


Scenari visionari del Cantiere Digitale

Che cosa si possa aver capito, sinora, a proposito della digitalizzazione di un cantiere, qualunque esso sia, ammesso che si possa generalizzarne le caratteristiche?

Che qualcuno affermi che sia possibile visualizzarne preventivamente l’organizzazione e lo svolgimento attraverso una specie di animazione. Sarà davvero così utile? Probabilmente sì, a patto che tale rappresentazione (o simulazione?) sia abbastanza fedele. 

Dettagliata, già, ma da che punto di vista, con quali finalità?

Poi, si dice che questa sequenza potrebbe essere vista, in modo aumentato, sul luogo stesso in cui avverebbe che ci si potrebbe immergere interattivamente, come si fosse in un videogioco. Utile? Forse, purché, se si fosse un operatore, vi si fosse allenato visivamente e culturalmente a farlo.

Qualcuno fa osservare che il 4D BIM il metodo, così si chiama, permetta oggi di contenere molti più dati e molte più informazioni sui dati alfanumerici, sull’invisibile, cosicché si possano configurare soluzioni ottimizzate per il cantiere (ad esempio, di natura logistica) sulla scorta di numerosi vincoli che si possano attribuire.

Si dice, ancora, che sia possibile visualizzare anche configurazioni automatizzate, grazie all’intelligenza artificiale, del programma dei lavori. E che ciò sia possibile a partire dalla fase di offerta.

Perfetto, così un primo passaggio dell’automazione del cantiere sarebbe risolto.

Anche i disegni costruttivi e gli altri elaborati necessari per dare avvio alle lavorazioni saranno sempre più, in futuro, generativi: quindi, automatizzati pure loro.

Si capisce che sia possibile non solo automatizzare, ma anche prefigurare completamente ciò che accadrà in cantiere, riducendo drasticamente i rischi, di qualunque specie.

In cantiere, certo, ma non solo, perché si devono gestire sul territorio, geo-spazialmente, tutti i flussi di risorse da e per il cantiere, attraverso una specie di sala di controllo che monitori in modo telematico sulle mappe digitali tutto ciò che accade nelle fabbriche, sulle strade, nelle discariche.

Nel cantiere si avranno, poi, molti automi, robot, cobot, esseri umani dotati di esoscheletri e monitorati sistematicamente dal punto di vista delle loro funzioni fisiologiche, apprestamenti e utensili sensorizzati, macchinari a guida autonoma, stampanti additive: tutto sarà tracciabile (ma anche tacciabile), tutto sarà connesso (ma anche eterodirigibile), in tempo reale, in remoto: tutto sarà armonizzato logisticamente, tutto sarà sincronizzato nel cantiere sicuro e produttivo.

Droni di ogni tipo e altri dispositivi consentiranno di individuare in tempo reale, grazie al riconoscimento automatico di immagini e di voci o di suoni, le non conformità, che, peraltro, avrebbero già dovuto essere scongiurate impedendo preventivamente a certi individui o a certe organizzazioni di entrare in cantiere.

Qualsiasi rilevazione o registrazione, manuale o meno, soggettiva o no, possa avvenire in cantiere assumerà una veste computazionale e contribuirà tempestivamente ad alimentare il sistema di controllo.

Qualunque consultazione, da parte degli operatori del cantiere, potrà svolgersi con chiunque si trovi ovunque nel mondo.

In altre parole, monitoraggio e controllo saranno tempestivi e precisi, di ogni accadimento si potrà avere pieno discernimento; intelligenza e sorveglianza in cloudprevarranno.

Ogni evento sarà notarizzato numericamente immediatamente, la sua registrazione diverrà immodificabile, ogni clausola contrattuale sarà computazionalmente leggibile dalla macchina e la sua soddisfazione determinerà un processo immediato e automatico di pagamento.

Al contempo, ogni cantiere, potrà essere oggetto di intromissioni illecite sistemiche che possano comprometterne gli esiti o che causino acquisizione indebita di dati e di informazioni sensibili.


Scenari reali del Cantiere Digitale

Si tratta, in merito a quanto scritto poc’anzi, di una versione degli scenari futuribili che si situa forse a metà strada tra un quadro entusiasticamente visionario e uno rivolto a una accattivante strategia di marketing.

In realtà, gli interrogativi da porsi sul cantiere digitale, assai differenziati, ovviamente, per tipologia di cantiere, riguardano due piani argomentativi: la prevalenza dell’invisibile sul visibile; il ruolo crescente di discipline legate all’Informazione e alla Meccanica per il settore.

Per quanto riguarda il primo punto è evidente che, On Site od Off Site, costo, riduzione e dequalificazione della manodopera indurranno sempre più soluzioni di automazione (non solo) della produzione in cantiere o fuori di esso, enfatizzando il ruolo della robotica e, dunque, degli aspetti più immediatamente ed esteriormente visibili dei nuovi paradigmi manifatturieri applicabile al cantiere.

È questo un risvolto assolutamente non trascurabile né irrealistico, certamente legato anche all’immateriale per via della sensorizzazione e della trasmissione dei dati in funzione sia della ricezione sia dell’attuazione, ma che andrebbe indagato specialmente in riferimento alle interazioni tra operatori e dispositivi.

A questo proposito, occorre, in analogia alla manifattura, formare addetti che sappiano gestire creativamente queste interazioni, queste relazioni.

Ma è il tema della gestione predittiva, immateriale, del cantiere sul quale si gioca la vera partita, quella che ambisce a condizionare, o meglio a propiziare o a scongiurare, determinati accadimenti.

È, ormai, infatti, chiaro a tutti, dalla Commissione Europea ai website del Far East asiatico oppure della West Coast statunitense, che la scommessa riguardi la possibilità di orientare, se non persino di condizionare, attraverso una piattaformizzazione, luoghi produttivi aleatori quali sono i cantieri.

La prima, infatti, afferma: Construction industry in the European Union needs to follow the latest technological developments going beyond Building Information Modelling (BIM). Digital Building Twins should facilitate monitoring of activities and comparison of relevant data against the initially agreed planning. Recent advancements in computing power and deep learning algorithms will allow fully automated pipelines from data generation to processing, and from data capturing to advanced knowledge and decisions. Its adoption faces hurdles due to lack of open semantic interoperability between standards thus making it imperative to create global standards infrastructures.

Gli obiettivi esplicitati sono, del resto, i seguenti:

  • Automated progress monitoring allowing to verify that the completed work is consistent with plans and specifications;
  • Tracking of daily changes in an as-built model, allowing early detection of discrepancies;
  • Avoiding over-allocation of resources by dynamic prediction of requirements, thus reducing the need to move resources over long distances and improving time management;
  • Assurance of the safety of workers through a system of early detection and notification by applying artificial intelligence;
  • Quality assessment by image processing technologies should allow verification of structure conditions and detection of cracks or material displacement, triggering additional inspections;
  • Optimisation of equipment usage by advanced imaging and automatic tracking.

Tutto ciò comporta, tuttavia, che si inizi a ripensare, tra le parti sociali, non solo come il lavoro possa mutare natura nel settore, ma anche come la essenza delle imprese coinvolte nel cantiere possa, in esso e fuori da esso, cambiare: come plat-firm?

Al contempo, l’accresciuto rilievo della dimensione digitale fa sì che, non solo la Meccatronica in quanto tale, ma anche che i saperi legati, in generale, ad Automazione, Comunicazione, Informazione, divengano meno strumentali, maggiormente, dunque, essenziali, influenzando i fabbisogni di risorse umane che le imprese necessiteranno, ma, al contempo, incidendo sulla loro identità.

Allo stesso modo, i piani di investimento strumentali si faranno per le imprese vieppiù ingenti con riferimento alla acquisizione, stabilmente o temporaneamente, di dispositivi tangibili e di piattaforme immateriali, ma, soprattutto, occorre capire come i relativi oneri e onori (poteri negoziali) saranno distribuiti lungo la catena di fornitura.

È necessario, in particolare, comprendere in che maniera gli ecosistemi e le piattaforme digitali (tra cui ambienti di condivisione dei dati e gemelli digitali) potranno essere condivisi e utilizzati tra le controparti in causa.

Quali sono i profili di committenti, di imprese e di relazioni contrattuali che discenderanno dalla digitalizzazione del cantiere: Data- & Action-Driven?

L’impresa generale, già attualmente focalizzata sul coordinamento, come agirà, in quanto intermediatrice, ancor prima che contraente in senso proprio, tra committente e catene di fornitura, sulla piattaforma, come plat-firm?

A titolo esemplificativo, quale soggetto capitalizzerà la conoscenza cumulata, centralizzata o distribuita, relativa ai dati acquisiti tramite la sensorizzazione delle entità presenti e attive nei cantieri digitalizzati, sensorizzati e interconnessi?

Con quale ulteriore capacità di mettere a sistema i soggetti appartenenti alla catena di approvvigionamento, al fine di creare valore, in termini di Lean Construction e di relazioni industriali?

La stessa impresa contraente generale potrà essere affiancata o sostituita da una Technology Company, particolarmente in caso di assemblaggio di componenti prefabbricate, in grado di sovrintendere ai fattori della produzione grazie ai behavioural data?

La Construction Intermediating Plat-firm potrebbe essere un soggetto professionale/imprenditoriale inedito, capace di governare attraverso modelli di dati grandi commesse oppure una miriade di micro-interventi.

Ha ben detto recentemente Karim Khalifa, Buildings Innovation Director di Sidewalk Labs, che Google non è interessata a divenire una Construction Company, bensì a proporre al settore di fare new things.