Accademia del Calcestruzzo: nasce in Brianza la prima Scuola di Specializzazione per il Calcestruzzo

07/01/2020 2390

Calcestruzzo Preconfezionato: la Fondazione dell'Istituto Italiano per il Calcestruzzo apre una scuola tecnico professionale per formare le figure addette alla produzione e al controllo delle prestazioni e caratteristiche del calcestruzzo e delle sue materie prime.

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NASCE L'ACCADEMIA DEL CALCESTRUZZO

Lunedì 13 Gennaio 2020 sarà inaugurata a Renate, in Brianza, la prima Accademia del Calcestruzzo.

L'Accademia non nasce dal caso, non nasce da una scelta dell'ultima ora e parte da un grande impegno economico e di lavoro: è infatti il frutto maturo di 20 anni dedicati alla formazione di base dall’Istituto Italiano per il Calcestruzzo (IIC) presso le diverse Scuole per geometri in Lombardia, soggetti che hanno con l ’Istituto Italiano per il Calcestruzzo condiviso la necessità di far accedere gli studenti al mondo del lavoro attraverso uno specifico percorso formativo sul calcestruzzo, pratico, non un mero nozionismo scolastico, ma un vero e proprio contatto con la realtà del cantiere e delle costruzioni.

L'Accademia è quindi il completamento di un percorso, una iniziativa che Silvio Cocco, presidente della Fondazione dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, ha concepito non solo per formare i tecnici del calcestruzzo, ma ogni figura che opera nel processo che va dalla progettazione delle ricette, quindi di chi si occupa della produzione, trasporto e getto, e infine di chi deve fare i controlli. Questa è la vera grande novità, un'Accademia che per la prima volta si occupa di tutto il processo del Calcestruzzo Preconfezionato.

Come nasce l'Accademia del Calcestruzzo e perchè

Da cosa nasce questa iniziativa lo spiega direttamente Silvio Cocco:

"Le ultime vicissitudini del settore, vedasi il caso del ponte Morandi, e purtroppo anche altri casi simili, ci hanno convinto che, vi fosse la necessità di ampliare ed estendere i corsi anche al di fuori della scuola superiore portarli a livello universitario, e, perché no, interessare anche il mondo stesso del lavoro. Troppe posizioni lavorative sono vuote o occupate abusivamente da chi non ha alcun titolo per farlo; la produzione del calcestruzzo è troppo lunga e tortuosa ed in questo difficile percorso è abbandonata a se stessa, in cui i soli compagni di viaggio sono l’incompetenza, l’ingordigia del facile guadagno, tutto al più la presunzione di conoscere, che poi di fatto è il nemico peggiore.

A chi vuol investire su una centrale di betonaggio è richiesto solo di adenpiere a richieste burocratiche ... non è richiesto nulla altro: saper produrre un calcestruzzo è un optional, che mai è stato richiesto. 

SILVIO COCCO, nasce la FONDAZIONE dell'ISTITUTO ITALIANO per il CALCESTRUZZO

Le norme nazionali ed internazionali non bastano

Eppure in questi ultimi trent'anni tante le normative che sono state pubblicate a livello nazionale e internazionale e tanti gli obblighi previsti. Ma tutto questo non è stato sufficiente.

Come afferma il Presidente della Fondazione Cocco: "La normativa europea ci ha fornito tanti strumenti efficaci per produrre in qualità ma tutti puntualmente disattesi, volutamente disattesi.

Si pensi, per esempio, alla marcatura CE degli aggregati, che doveva essere la carta d’identità dell’aggregato. E' stata invece stravolta ed utilizzata da ognuno a proprio piacimento, o meglio, a propria convenienza di portafoglio. Oggi il documento che dovrebbe attestare la marcatura CE di un aggregato e le sue caratteristiche è stato dimenticato perché in pochi sanno di cosa si tratti e, soprattutto, a cosa serva; la marcatura CE non è stata abrogata, solo volutamente disattesa. 

Si pensi poi alla certificazione FPC, mai realmente attuata, motivo? oltre il 90% degli impianti di produzione non era certificabile. Quindi? Quindi non si è concesso un periodo per adeguare gli impianti e poi certificarli, si è preferito certificarli subito anche senza averne i requisiti, con promessa che si sarebbero dovuti adeguare entro un anno di tempo, sono passati tanti anni, tutti sono certificati, tutti sono rimasti come erano prima, ovvero non adeguati per ottenere la certificazione.

Controlli e relativi controllori? Inesistenti.

La certificazione FPC, oltre ad un impianto adeguato, dovrebbe prevedere di effettuare un controllo di prodotto in fabbrica, ovvero con tutti i mezzi necessari per poter effettuare un controllo di produzione veloce che avvenga, sottolineo, in fabbrica, quindi prima di compilare la bolla di consegna. La bolla di consegna è infatti il luogo dove si riportano le caratteristiche del prodotto venduto. Ma oggi, purtroppo, sarebbe più serio riportare in bolla di consegna le caratteristiche dei materiali caricati in autobetoniera, poiché il materiale finito, al momento della compilazione della bolla, non è stato prodotto in stabilimento come le linee guida ministeriali prevedono, ma solamente caricato in autobetoniera. La produzione viene effettuata di fatto da un terzo, l’autista della autobetoniera, figura oggi ricoperta ormai in quasi tutti i casi da padroncini senza nessuna competenza di produzione e tantomeno di controlli; commettendo non pochi reati al proposito. L’assenza del mescolatore nell’impianto (unicità tutta italiana) impedisce che si possano eseguire controlli in fabbrica."

Qualità del calcestruzzo: problema dei controlli

Il sistema normativo nazionale prevede per i calcestruzzi strutturali però anche un sistema di controllo, a cura delle direzioni lavori, che devono essere assunte da professionisti abilitati. 

Ma anche questo è oggi disatteso, come ci dice Silvio Cocco: "Quando il calcestruzzo arriva in cantiere, dovrebbe essere controllato dalla direzione dei Lavori, che poi dovrebbe sorvegliare  la posa in opera e la corretta stagionatura. Ma prima di avere i risultati dei controlli passeranno 28 giorni, quindi a costruzione già realizzata. Praticamente per conoscere le caratteristiche del calcestruzzo finale che ha viaggiato precedentemente dai produttori delle materie prime, poi dalla fabbrica del calcestruzzo, alle mani del padroncino della autobetoniera e finalmente, sotto il controllo del direttore dei lavori, nelle mani di chi lo pone in opera, ci vorranno 28 giorni.

Un viaggio lungo vero? ancora più lungo se si considera che questo calcestruzzo sia stato fatto senza controllo alcuno e quasi sempre messo nelle mani di chi non lo conosce."

La competenza delle persone è una priorità

A questo punto è chiaro il perchè Silvio Cocco abbia voluto creare l'Accademia del Calcestruzzo.

"L’Accademia del calcestruzzo nasce proprio per cercare di porre un argine a questo stato di cose; non sarà facile lo sappiamo, l’abbiamo già sperimentato, non è solo una lotta alla non conoscenza ma e anche una guerra a chi vuole questo stato di cose, perché in esso riesce a navigare meglio.

L’Accademia non vuole solo creare un tecnologo del calcestruzzo professionale, ma su questa professionalità costruire figure tecniche che mancano al nostro voler ben costruire come:

  • TECNICO certificatore specializzato in certificazione di Cementerie, Cave di estrazione aggregati, Centrali di  Betonaggio, Prefabbricatori.
  • TECNICO gestione totale impianto di betonaggio.
  • TECNICO Responsabile della qualità per Cave di estrazione aggregati, Centrali di betonaggio, Imprese di Costruzioni, Prefabbricatori.
  • TECNICO Commerciale specializzato per la vendita di calcestruzzo o calcestruzzi alle imprese di  Costruzione, e promotore dei calcestruzzi presso gli studi di progettazione e direzione lavori.

Queste quattro figure professionali mancano sul mercato e forse sono la causa principale del mal costruire sapere fare ed il saper controllare sono il massimo deterrente al mal costruire.

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All’avvio i corsi per “Tecnologo del calcestruzzo”

Ecco la presentazione dei primi corsi organizzati dalla Fondazione dell'Istituto Italiano per il Calcestruzzo 

Accademia del Calcestruzzo: un esempio da comprendere e ripetere

La decisione della Fondazione di dare vita a questa Accademia non ha solo l'obiettivo di fornire questi servizi. Il Presidente Cocco si augura "che questa mia iniziativa venga condivisa, copiata, divulgata, anche negli altri settori, chiediamo alla scuola di costruirci l’uomo colto, forte della sua cultura e che sia il mondo del lavoro a completare le sue conoscenze affinché possa entrare a far parte del mondo che produce con la più alta dignità e nel tempo giusto per vivere."