Gianni Bebi, una figura che ha lasciato il segno nel settore del calcestruzzo

Oggi mi hanno comunicato che è mancato Gianni Bebi.

Gianni era uno dei maestri italiani del calcestruzzo. Titolare per anni di Technobase, un piccolo laboratorio specializzato tra Bergamo e Brescia, non si coccupava solo di prove.

Per capirne la sua generosità basta guardare cosa aveva pubblicato nel suo profilo linkedin.


Dal 1972 mi interesso di problemi relativi al calcestruzzo, inteso come materiale e non come struttura. 

Ho a disposizione un laboratorio per le principali prove su calcestruzzo.

Tengo corsi personalizzati (max 4 persione) sulla tecnologia del calcestruzzo (corso teorico e pratico).

Sono in pensione e sono disposto a consulenze gratuite, sul materiale calcestruzzo, per giovani.


La formazione è sempre stata una sua passione. Quando ero in Atecap e poi agli inizi con la mia attività di editore gli ho sempre mandato mie persone a formarsi, tra cui anche la mia collega Stefania Alessandrini.

Con la mia casa editrice ha pubblicato un volume, che abbiamo reso disponibile gratuitamente (lo fece gratis) sul nostro sito: "Calcestruzzo in pratica". Ma resta memorabile il suo libro "BITUM", volume con in copertina un cane che mette il muso nel calcestruzzo (a simboleggiare quindi un "calcestruzzo da cani").

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"E' un giorno triste. Socio fondatore di ATE,  Gianni Bebi, se ne è andato senza avvisarci; ci ha lasciato una persona che univa conoscenza tecnica e normativa di altissimo livello a capacità tecnologica, tutto questo assieme ad una generosa pazienza nell’ascoltare e comprendere. Senza protagonismi,  sapeva comunicare la sua immensa competenza ed era piacevolissimo stare in cantiere con lui e un previlegio poter imparare da lui. I suo scritti, i suoi articoli sono attualissime “istruzioni per l’uso” di perché e di come si fa un buon calcestruzzo. Da rileggere in questi giorni.". Ing. Donatella Guzzoni  


"Gianni Bebi è stato un cultore del calcestruzzo. Nel rispetto della tecnologia di base è uno dei pochi che si è distinto. Non tanto per le competenze quanto per la numerosità dei suoi rapporti con produttori e imprese, annoverando esperienze e tanti lavori eseguiti. È stato anche uno dei padri delle tecniche statistiche da me studiate e apprezzate. Le sue esperienze lo facevano la persona ideale nei contenziosi, così come nelle innumerevoli questioni che purtroppo fanno parte nel DNA del calcestruzzo. Abbiamo fatto insieme convegni, discussioni sulla tecnologia di base, sulle ipotesi del perché quella cosa è avvenuta. Lo ricorderemo per la sue qualità, per l'educazione e la gentilezza con la quale interloquiva con me e con tutte le persone con le quali intratteneva rapporti." Roberto Marino


A un caro amico

Cividate al piano, Palazzolo, Romano di Lombardia, … sono paesi della bassa bresciana da cui provenivano molti “pavimentisti”. I loro camioncini, al pari di quelli colmi di muratori che provenivano dalle valli bergamasche e bresciane, procedevano numerosi, alle prime ore del mattino, fino quasi a dissolversi tra i banchi di fitta nebbia. Ed era ormai buio quando rientravano.

Gianni Bebi proprio da Cividate al piano veniva ma, da ragazzo, immaginava un futuro diverso. I circuiti elettrici erano la sua materia di studio. Poi, la vita, a volte si prende gioco delle nostre prime attenzioni e ci prospetta tutt’altro.

Ero negli uffici milanesi della Ready Mixed Concrete Italiana quando, nel 1968, incontrai due giovani cui affidare nostri nuovi laboratori di area. Incontrai prima Alberto Schiavi. Ne trassi impressione positiva ma non mi parve avere propensione per la tecnologia. Fu assunto dai colleghi, cui lo segnalai, per le vendite. Vidi poi Gianni Bebi. Non aveva diploma di geometra ma, che importava! (Io stesso non avevo avuto modo di applicare, sul lavoro, nozioni acquisite sui banchi di scuola). Gianni dimostrava curiosità, interesse, apertura mentale, caparbietà; era quel che serviva. Gli girai miei appunti, monografie che provenivano dalla sede inglese, il materiale tecnico di cui disponevamo. Egli assorbiva metodi di prova da Sergio Pittino, che mi aveva raggiunto un paio d’anni prima, studiava norme, si impegnava senza riserve.

Gianni, caparbio, sempre tranquillo, mai il tono di voce alterato, si impadroniva rapidamente della tecnologia del calcestruzzo e non aveva riserva alcuna nel collaborare, scambiare idee ed esperienze con i colleghi che, man mano, si aggregavano a noi e con cui ha sempre avuto un ottimo rapporto: Edoardo Mocco, Marco Spagliardi, Nicola Mazzenga, Loris Berti, solo per ricordarne alcuni.

Con Gianni accresceva anche il mio rapporto di amicizia personale. E di stima. Confidava con singolare dignità le forti ansie e preoccupazioni che condivideva con Vittoria ma non chiedeva sconti e non allentava mai la tensione e la dedizione al lavoro. Grande, nella sua umanità, forte nella sua dolcezza.

Nel 1975 Gianni e Alberto mi fecero parte della loro idea di creare un laboratorio di prove e consulenze. Poiché stavo lasciando Readymix, pur se non a tempo pieno, perlomeno nelle fasi iniziali, feci parte della squadra e costituimmo Technobase. Gianni era il deus ex machina del laboratorio e delle consulenze italiane, Alberto si occupava di aspetti amministrativi, io delle consulenze, prevalentemente all’estero.

In Italia erano anni di forte crescita del settore del preconfezionato. Nascevano molte nuove realtà e, con esse, il bisogno di non lasciarle all’improvvisazione mediante una buona assistenza professionale di stampo tecnologico. Gianni Bebi vuoi per la padronanza della materia ormai acquisita, vuoi per il suo indiscusso tratto umano, era in grado di fornire risposte alle attese.

Nel 1985 ho accettato una proposta di Italcementi, quindi ho ceduto a Gianni le mie quote di Technobase. Di lì a poco lo avrebbe fatto anche Alberto. Gianni, con pieno merito, proseguì l’attività ottenendone tutte le soddisfazioni professionali che la sua preparazione e la sua curiosità, mai sazia, hanno meritato. 

La profonda conoscenza del calcestruzzo, miscelata alla attività dei pavimentatori di cui pare intrisa la sua zona natale, gli ha consentito di svolgere un ruolo di forte promozione tecnica nello specifico settore, come attesta la sua lunga collaborazione con CONPAVIPER. 

La sua lunga militanza in CTE attesta poi la sua passione per la divulgazione della tecnologia del calcestruzzo che si è manifestata anche per il tramite delle sue pubblicazioni nonché, nella maniera riservata che era propria di Gianni, nelle lezioni che teneva ai giovani laureandi dell’Università di Brescia.

Ininterrotta è rimasta la nostra amicizia. Non ha necessitato di contatti frequenti, di forme palesi, di grandi conversazioni. Ma le nostre telefonate non erano il risultato di una forma. Con poche parole sentivo che Gianni mi leggeva ed io, credo, leggevo lui. Dopo che ha lasciato Technobase mi è parso che il gravame gestito per una vita intera gli avesse progressivamente affievolito le energie e ridotto quella carica che gli è sempre stata propria. Di sicuro ha dato il meglio di sé, in casa, sul lavoro, nei rapporti coi terzi, la pace dei giusti.

Lo voglio ricordare come credo gli faccia piacere, ponendogli il braccio sulle spalle, con affetto, con amicizia, con stima, con riconoscenza per il lungo percorso di vita che abbiamo fatto assieme. Ciao amico mio!

Un abbraccio forte e sincero alle sue Vittoria, Simona e Giorgia.

Piero Giovanni Zanco


Gianni Bebi è stato un sostenitore delle associazioni. Ai miei tempi era un costante supporto per ATECAP, e lo è sempre stato per CONPAVIPER e CTE.

Il settore porterà di lui un gran ricordo, del piccolo grande uomo, che ha saputo insegnare tante cose a molti di noi.


 

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