Progetto sì.. no.. solo se..: perché progettare le pavimentazioni industriali?

È la solita storia di sempre, un'ottima idea da attuare immediatamente, un'opposizione alla ragione da parte della non-cultura, un aggiustamento politico affinché tutto resti come prima.

Penso che si stia perdendo ancora una volta il treno per il buon costruire, per creare qualità programmata che si trasforma in economia concreta, a favore di chi, da sempre cerca, navigando nel mare dell’incompetenza e del facile equivoco, il facile guadagno.


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La progettazione del pavimento industriale: non se ne parla più?

Il pavimento industriale è struttura e come tale deve essere PROGETTATO in ogni suo particolare.

È struttura perché su di esso insistono carichi fissi e mobili, importanti o meno, ma pur sempre carichi. È struttura perché su di esso, con le macchine, fra gli scaffali o le aree di stoccaggio, si muovono persone che lavorano e la sicurezza del tutto deve essere affidata solo ad un progetto redatto da un professionista competente.

È impensabile concepire pavimenti industriali per carichi importanti per i quali è d’obbligo il progetto e pavimenti industriali per carichi leggeri dove il progetto non è necessario, questi ultimi saranno confinati ad ospitare una limitatissima schiera di utenze oppure saranno il rifugio dei soliti furbetti e, considerata la nostra consacrata abitudine al non controllo, vedi la certificazione FPC, contribuiranno come già detto, a creare quel prato chiaro scuro dove poi possono pascolare, come ben sappiamo, i SOLITI NOTI.

Il pavimento progettato e di conseguenza seguito in ogni fase della sua costruzione, sarebbe una grossa svolta per il settore conducendolo velocemente verso una riabilitazione professionale unica nella sua storia: darebbe un abito nuovo, un abito di grande professionalità e legalità conseguente a tutti gli operatori del settore.

Perché le associazioni di settore, con gran clamore, hanno prestato tanta attenzione, con convegni e alte manifestazioni alla sortita della proposta di pavimenti industriali progettati? E poi più nulla……… il silenzio assoluto …………..

Forse la cosa ha spaventato talmente tutti che si è preferito il silenzio nella speranza dell’oblio, nella speranza che tutto resti come da sempre vuole chi non sa e malgrado tutto riesce a fare.

Cosa significare progettare un pavimento

Personalmente ho avuto modo di sperimentare cosa significa il PAVIMENTO PROGETTATO con il mio sistema FLOORTEK-TENSOFLOOR già dal 2005.

Sono trascorsi ormai 15 anni, durante i quali ho avuto tutte le conferme, semmai ce ne fosse stata la necessità, di qual è il vero significato di una pavimentazione progettata, prima, durante e dopo l’esecuzione.

FLOORTEK è un pavimento in postensione ma il suo percorso è adattabile a ogni tipo di pavimentazione industriale.

FLOORTEK è un pavimento industriale progettato, il progetto investe ogni sua fase, dal concepimento al collaudo.

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Il volume del progetto e dei controlli

Dopo una prima indagine, dal progetto generale, al quale oggi ci allacciamo, nella speranza che in un domani prossimo, il progetto dell’opera preveda anche il progetto della pavimentazione industriale, il nostro staff tecnico interviene già sulla formazione del sottofondo, controllando i materiali impiegati e il sistema di formazione dello stesso, per poi, con le necessarie prove di piastra, convalidare la perfetta idoneità fornendo al progettista i dati necessari alla progettazione.

Questi includono la resistenza media del sottofondo, valore che assieme al coefficiente di attrito del piano di posa, ai carichi fissi, ai mobili previsti e alle escursioni termiche della zona, andranno a costituire i valori indispensabili per procedere nel progetto. Progetto che determinerà lo spessore della piastra e le relative armature con il loro preciso posizionamento.

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Il calcolo

Oltre la piastra: la progettazione del calcestruzzo 

Il Progetto non può limitarsi alla sola piastra senza prevedere un attento studio del Calcestruzzo da impiegare e per poter far questo è necessario conoscere la Centrale di Betonaggio deputata alla fornitura, qualificarne le caratteristiche, controllare le certificazioni dei materiali impiegati e perché no, validarne la curva granulometrica non sempre aggiornata ai materiali presenti al momento della fornitura.

Quindi la qualifica e poi il controllo del materiale che sarà fornito. Il produttore che avrà seguito tutte le operazioni di qualifica si impegnerà a garantire la continuità della qualità insieme certificata.

Dalla qualifica non mancherà uno specifico riferimento ai tempi di consegna, di lavorabilità, di inizio presa, logicamente compatibile con le condizioni atmosferiche, quindi temperatura e umidità.

Nel nostro caso, il servizio tecnico provvederà, se necessario, a intervenire per migliorare, modificare e adattare le caratteristiche basilari del calcestruzzo alle esigenze dei getti da eseguire evitando ogni sorpresa finale indesiderata, ovvero ferme restando le caratteristiche di progetto del calcestruzzo.

Dal progetto all'esecuzione, ogni operazione successiva seguirà pedantemente quanto in progetto: sia la centrale di betonaggio sia l’arrivo in cantiere del calcestruzzo, godranno del cosiddetto "PRESIDIO DEL GETTO”.

In assenza di controlli di qualità previsti dalla certificazione FPC, il nostro progetto prevede tecnici qualificati al carico delle autobetoniere e allo scarico; controllo su ogni arrivo e autorizzazione allo scarico solo dopo l'esito del controllo.

Tutte le operazioni sono certificate e fanno parte del dossier finale da consegnare assieme al progetto, alla Committente, al progettista, che oggi siamo noi, alla Compagnia di Assicurazione; già perché un pavimento così concepito, così progettato gode di una copertura assicurativa decennale di sostituzione d’opera totale.

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I controlli del calcestruzzo

È bello lavorare così: gli orari di lavoro sono rispettati, gli operai sono assicurati totalmente da ogni rischio e lavorano negli orari consentiti dal CNL, ma soprattutto sono coperti per la totalità da azienda ITALIANA, e molti sanno cosa intendo asserendo questo.

Questo protocollo di esecuzione io lo definisco PROGETTO, ovvero pavimento PROGETTATO e la sua validità è confermata dall’esecuzione di ben 2.000.000 di mq in 15 anni, tutti coperti da polizza di assicurazione mai attivata.

Un'enorme tranquillità per il nostro committente, ma soprattutto per la mia azienda.

Concludendo, amici che vi interessate di pavimenti industriali e che siete coinvolti a qualsiasi titolo, facciamo sì che il pavimento industriale sia solo progettato per l’interesse nostro e parimenti del committente. Il nostro è stato ed è un lavoro troppo duro spesso affidato alla sorte, il pavimento industriale di qualsiasi dimensione e portata restituirà a tutti noi dignità e soddisfazioni morali ed economiche.

Progettiamo il nostro lavoro perché progettiamo la nostra dignità.