Personale tecnico addetto alle prove non distruttive: aggiornata la UNI/PdR 56:2019

Aggiornamento e traduzione della UNI/PdR 56:2019, la Prassi di Riferimento che stabilisce le linee guida per la certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile (Certification of technical personnel in charge of non-destructive testing in civil engineering)

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La UNI/PdR 56:2019 si aggiorna e viene tradotta

Dopo la pubblicazione avvenuta lo scorso 3 maggio 2019, la prassi di riferimento UNI/PdR 56:2019 “Certificazione del personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile” è stata recentemente aggiornata e pubblicata in versione inglese.

Ricordiamo che la prassi di riferimento UNI/PdR 56:2019 definisce i principi, i criteri e le procedure per la gestione delle attività relative alla certificazione del personale tecnico di livello 1, 2 e 3 addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile, inclusi i beni culturali e architettonici, fatte salve le procedure già codificate da altre norme tecniche di settore. 

L’aggiornamento della UNI/PdR 56:2019, sviluppata da UNI con la collaborazione dell’Associazione scientifico e culturale  “Materials and Structures, Testing and Research” (MASTER), deriva essenzialmente dalla necessità di adeguare il documento ai chiarimenti e alle precisazioni contenuti nella Circolare Tecnica N° 03/2020 di ACCREDIA al fine di dare piena ed esaustiva attuazione dell’accreditamento, a fronte della UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012, ai sensi della UNI/PdR 56:2019.

Inoltre, considerato l’interesse degli enti di normazione ed accreditamento, degli organismi di certificazione (CABs) e delle stazioni appaltanti nazionali ed internazionali, si è ritenuto opportuno offrire la UNI/PdR 56 anche nella versione in inglese.

La UNI/PdR 56, nelle versioni in italiano e inglese, sono disponibili e liberamente scaricabili dal sito UNI, sezione Catalogo.

LEGGI L'APPROFONDIMENTO 

La certificazione del personale addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile: la UNI/PdR 56:2019
Da dove nasce, come si inserisce nel quadro normativo cogente e tanto altro... LEGGI L'ARTICOLO

La versione aggiornata è liberamente scaricabile dal catalogo dell'UNI. Vi segnaliamo, inoltre, che la UNI/PdR 56 è ora disponibile anche in versione inglese.


Che cos’è una prassi di riferimento UNI ?

Le prassi di riferimento sono documenti para-normativi che rientrano fra i prodotti della normazione europea così come definiti dal Regolamento UE n.1025/2012, elaborate da un numero ristretto di esperti, sotto la conduzione operativa di UNI.
Sono documenti che introducono prescrizioni tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione, in risposta alle esigenze del mercato.
Si tratta di una forma di pubblicazione particolarmente adatta ad argomenti innovativi, caratterizzati da un ridotto grado di consolidamento nella società, che va nella direzione auspicata di accrescimento della cultura dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per future attività di normazione che introducono prescrizioni tecniche fornendo una risposta tempestiva alle esigenze dei mercati in cambiamento.
L’idea di definire nel sistema UNI una forma di documento para-normativo nazionale nasce dalle iniziative già perseguite da ISO, CEN e numerosi enti di normazione nazionali (come l’inglese BSI, il francese AFNOR, ecc…) di disporre di una modalità di condivisione e formalizzazione di contenuti tecnici innovativi - spesso sulla base di documenti già consolidati in forma privata o consorziata - nella quale la limitazione del coinvolgimento delle parti interessate (e quindi del livello di consenso) sia funzionale alla rapidità dell’iter e al ruolo di trasferimento della conoscenza richiesto al mondo della normazione. 
Le prassi di riferimento sono disponibili e fruibili gratuitamente per un periodo non superiore a 5 anni, tempo massimo dalla loro pubblicazione entro il quale possono essere trasformate in un documento normativo (UNI, UNI/TS, UNI/TR). 

Di fatto, nella Circolare del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici - Servizio Tecnico Centrale n.633/STC del 3 dicembre 2019 “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti” di cui all’art. 59, comma 2, del D.P.R. n. 380/2001, viene richiesta tra i requisiti la certificazione della competenza di “Livello 3” (per il Direttore del Laboratorio) e di “Livello 2” (per gli Sperimentatori), nelle specifiche prove non distruttive oggetto dell’autorizzazione, rilasciata da organismo di certificazione accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012.

Nello specifico, i vantaggi di un sistema "armonizzato" introdotto dalla UNI/PdR 56 sono numerosi e possono essere riassunti in questi punti principali:

  • le competenze vengono verificate sulla base di evidenze oggettive;
  • la certificazione di terza parte garantisce indipendenza, imparzialità e trasparenza;
  • la certificazione delle competenze spinge il tecnico a possedere, mantenere e migliorare, con continuità nel tempo, la necessaria competenza.

Anche i benefici di un sistema di certificazione del personale sono palesi e consistono, principalmente, nel:

  • mettere a disposizione del mercato operatori qualificati in grado di operare professionalmente secondo norme tecniche nazionali ed internazionali riconosciute;
  • contribuire ad elevare gli standard di qualità di tutta la filiera di processo;
  • fornire evidenza oggettiva della corretta gestione aziendale del personale e dei processi di controllo;
  • attribuire credenziale tecnica oggettiva delle capacità del personale, requisito cogente ai sensi delle direttive comunitarie europee;
  • fornire un presidio legale a tutela della responsabilità dei laboratori/società che eseguono prove e controlli.

Infine, consentirà di avere contezza ed aggiornamento continuo delle certificazioni nella banca dati di ACCREDIA.