Cherchi: siamo certificati per i CAM, ma nessuno li richiede

COVID o non COVID è indubbio che la filiera del calcestruzzo dalla crisi del 2008 non ha saputo trovare le soluzioni per rigenerarsi. Produzione media per impianto al limite della sopravvivenza, prezzi del calcestruzzo senza margini, certificazioni obbligatorie che non fanno selezione, controlli in cantiere con criteri vetusti e spesso non eseguiti. Con INGENIO CA stiamo cercando di comprendere di più questi scenari attraverso numerose interviste. Oggi intervistiamo Donatello Cherchi, socio della Fratelli Cherchi Srl, di Benetutti in provincia di Nuoro, e che opera in Sardegna.

fratelli-cherchi-impianto-calcestruzzo-700.jpg


Non recuperati i volumi di calcestruzzo persi

Andrea Dari.

Caro Donatello, come ha reagito il mercato dell’edilizia al periodo di lockdown ? È stato possibile recuperare i volumi persi ? Si è trattato in genere del completamento di opere già iniziate o programmate prima dello stop o di nuove opere ?

Donatello Cherchi.

Nei mesi successivi al lockdown in mercato ha reagito in maniera positiva, quasi inaspettata in termini di produzione di mc di calcestruzzo, anche se rispetto all’anno precedente (riferito al quel periodo), non sono stati recuperati i volumi. I lavori alla riapertura hanno interessato soprattutto opere già iniziate ma non sono mancati i nuovi cantieri.

 

Andrea Dari.

Oggi si parla spesso di qualità del calcestruzzo, ma quasi mai si specifica cosa si intenda con questo termine “di qualità”. Per voi, in termini concreti, cosa significa poter essere definiti come fornitore di qualità ? Ed è solo un problema di prodotto ?

Donatello Cherchi.

Nel panorama isolano operano tanti piccoli  produttori di calcestruzzo ed alcuni di grandi dimensioni, con sette miei colleghi abbiamo fondato nel 2003 un consorzio che si chiama appunto “Calcestruzzo di Qualità della Sardegna” con lo scopo di promuovere la qualità del prodotto e di tutelare gli interessi degli aderenti, e differenziarci dal resto del mercato dove purtroppo operano dei produttori che non rispettano i requisiti minimi  come ad esempio la totale mancanza della certificazione FPC, anche se su questo tipo di certificazione c’ è molto da discuttere.

  

Andrea Dari.

L’innovazione corre anche nell’ambito del calcestruzzo. Oggi è possibile realizzare calcestruzzi autoriparanti, autocompattanti, drenanti, fibrorinforzati … insomma è possibile avere un catalogo di prodotti davvero specifici. In che modo vi aggiornate su queste tematiche tecniche ? Chi vi da un supporto dall’esterno per poter crescere giorno per giorno con le esigenze del mercato ?

Donatello Cherchi.

Su questo tipo di tematiche tecniche abbiamo il supporto di un tecnologo che ci segue da anni, inoltre alcuni nostri fornitori offrono assistenza tecnica in cantiere e organizzano dei corsi formativi utili per il nostro aggiornamento.

  

Andrea Dari.

Oltre alla resistenza meccanica e alla classe di consistenza, quale la prestazione speciale oggi è più richiesta ?

Donatello Cherchi.

Oltre alla resistenza meccanica ed alla classe di consistenza, sono ancora pochi quelli che chiedono la classe di esposizione ambientale, non parliamo di altre prestazioni.


fratelli-cherchi-calcestruzzo-700.jpg


I CAM: finora non richieste forniture idonee 

Andrea Dari.

Ogni impianto per poter vendere il proprio calcestruzzo deve avere un certificato FPC rilasciato da un organismo riconosciuto dal Consiglio Superiore dei LLPP. Questa certificazione è davvero utile per fare selezione tra i fornitori e qualificare il mercato ? In che modo dovrebbe essere migliorata a tuo parere ?

Donatello Cherchi.

Per la mia esperienza la certificazione FPC non si è dimostrata utile per arrivare a una vera selezione sul mercato. Perlatro, come già ho affermato, ad oggi operano ancora dei produttori che ne sono completamente sprovvisti e questo significa che nessuno - direttori lavori, imprese, committenti pubblici, controlla il rispetto delle norme, anche le più semplici comne quella dell'esistenza di un certificato FPC valido! A mio parere potrebbe essere migliorata solo se esistesse un unico organismo di controllo: dal momento che in tanti soggetti la possono rilasciare si persa la vera finalità della certificazione

 

Andrea Dari.

Il tema dell’economia circolare è sempre più importante, anche nel nostro settore. Vi arrivano richieste di calcestruzzi in cui sia sostituito del materiale inerte naturale con del riciclato ? Se sì arrivano per che tipo di forniture ?

Donatello Cherchi.

Quest’anno abbiamo ottenuto la certificazione con i CAM, ma al momento non sono arrivate richieste di questa tipologia di prodotti. Sono favorevole all’utilizzo di inerti riciclati nel calcestruzzo, a patto che si tratti di materiali idonei e non contaminati da altri materiali come gomme o plastica. Su questi aspetti c’è molto da lavorare e al momento il mercato non offre questo tipo di garanzie. 

  

Le figure che operano negli impianti dovrebbero avere un patentino

Andrea Dari.

La marginalità del settore continua ad essere il grande problema del calcestruzzo. I volumi sono radicalmente calati rispetto a 10 anni fa, non in equalizzerebbero modo gli impianti operativi, e se non ci sono margini mancano le risorse per investimenti in miglioramenti e innovazione.  C’è chi suggerisce di rendere più “veri” ed efficaci i controlli di accettazione, per spingere il settore a una maggiore selezione. Sarebbe utile ? È sufficiente ? Quale tipo di azione andrebbe condotta per poter dare maggiore valore al calcestruzzo ?

Donatello Cherchi.

Una soluzione potrebbe essere quella di rafforzare i controlli in accettazione, ma non basta: oggi chiunque può installare un impianto di produzione di calcestruzzo senza dover dimostrare alcuna qualifica o preparazione tecnica, e tutto questo è assurdo. Negli impianti dovrebbero essere obbligatoriamente presenti figure professionali che abbiano conseguito delle “patenti specialistiche” presso istituti accreditati.  

L’Atecap sta facendo uno sforzo notevole per qualificare il settore, chi opera seriamente non può  non far parte della associazione piu importante del calcestruzzo.

 

Andrea Dari.

Saresti favorevole a una norma che rende obbligatorio l’uso del mescolatore ? Perchè ?

Donatello Cherchi.

Non sono contrario all’utilizzo del mescolatore, ma non credo l’uso obbligatorio sia la soluzione ai problemi del settore, penso che sia importante la selezione, la scelta  di componenti di qualità che compongono la miscela e la garanzia del servizio al cliente, si può produrre calcestruzzo di qualità anche senza mescolatore, basta volerlo.

 


italian-concrete-days2020-01.jpg

A Napoli dal 14 al 17 aprile 2021 la terza edizione degli Italian Concrete Days di aicap e CTE. 

IL PIU' IMPORTANTE EVENTO TECNICO/SCIENTIFICO SUL CALCESTRUZZO IN ITALIA

Ecco le informazioni per partecipare agli Italian Concrete Days 2020 di aicap e CTE a Napoli