Superbonus e Finanza Green al centro del convegno di GBC Italia con Cottarelli e Sassoli

Il Superbonus al 110% è senz'altro "un’arma straordinaria" nelle nostre mani, uno strumento per rilanciare interi settori dell'economia.

Ovviamente da solo non può bastare, per questo occorre capire come farlo funzionare al meglio e come incastonarlo in ambito europeo. Anche perché, da qui ai prossimi anni, attraverso il Next Generation EU, dovremo stabilire non solo il nostro futuro, ma anche quello delle prossime generazioni. 

E proprio il Next Generation EU, o Recovery Fund come molti lo chiamano, è un tema centrale nella strategia dell’Unione Europa e dell’Italia, sia per il rilancio dell’economia dopo la crisi pandemica sia per realizzare concretamente gli obiettivi ambiziosi del Green Deal.

Riflessioni queste che sono state al centro dell'evento online "Dal Superbonus alla finanza green" organizzato da Green Building Council (GBC) Italia e a cui hanno assistito otre 2300 spettatori.

Al webinar, avviato dal Presidente Marco Mari, hanno partecipato anche il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, e l'economista Carlo Cottarelli.


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Un piano strategico per l'Europa che punti alla sostenibilità

"Dal Superbonus alla finanza green": poche parole che esprimono un pensiero in linea con il messaggio europeo che chiede di andare oltre l’emergenza e definire un piano strategico integrato che metta al centro la sostenibilità.

Un piano che guardi con attenzione al settore dell’ambiente costruito, alle filiere dell’edilizia e dell’immobiliare.

«Un concetto centrale per Green Building Council Italia che nasce proprio per sviluppare un’ambiente costruito che sia sostenibile, salubre e confortevole - ha detto Marco Mari, presidente di GBC Italia - il tema della finanza è un driver fondamentale, come lo è il taxonomy report formulato dall’Europa, infatti non parliamo solo di un imperativo ambientale, ma di un imperativo per una finanza che pensa sia al proprio rischio di credito sia al futuro e pensa anche a ridurre i rischi nel mondo del privato, mettendo al centro gli ambiti della sostenibilità».

In questo scenario, come ricordato dal presidente Mari, un altro elemento importante per la filiera dell'edilizia, è la Renovation Wave, letterlamente "l'Ondata di ristrutturazioni",  ossia il piano parte integrante del Green Deal europeo promosso da Bruxelles e che riguarda il settore edile.

«Grazie alla Renovation Wave, sulla filiera dell'edilizia è focalizzata la gran parte dei supporti economici che arriveranno - ha detto - ma questo significa che tutti i Paesi dovranno rendicontare ogni singolo euro per l’impatto ambientale, economico e sociale che sarà generato».

 

L'impatto della Renovation Wave sull'edilizia  

L’Europa che uscirà dall'emergenza in atto non potrà più essere quella di prima e oggi gli strumenti e i fondi messi a disposizone dall'UE, danno la possibilità di progettare una nuova Europa, più verde, equa e digitale.

«Salvare il pianeta non può essere considerato un optional - ha detto il Presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli -non si tratta solo di sviluppare buone pratiche ma di fare leva sulla lotta al cambiamento climatico per declinare una maggiore sostenibilità economica e sociale».

L'Unione europea ha l’ambizione di diventare il primo Continente a emissioni zero entro il 2050 e questo attraverso il Green Deal, un grande piano di investimenti che riguarda i trasporti, l’agricoltura, l’energia e l’edilizia.

Nel quadro del Green Deal e del Next Generation EU, la Commissione europea sosterrà una grande strategia, ossia la Renovation Wave, che prevede di raddoppiare il tasso di rinnovamento degli edifici nei prossimi dieci anni per ridurre le emissioni, stimolare la ripresa e ridurre la povertà energetica. 

«Entro il 2030 ben 35 milioni di edifici potrebbero essere ristrutturati migliorando la qualità della vita dei cittadini e le nostre città - ha affermato Sassoli - e saranno creati fino a 160mila posti di lavoro. Nell’Unione Europa gli edifici consumano circa il 40 per cento dell’energia e rilasciano circa il 36 per cento delle emissioni di gas serra associate ai consumi energetici, ma ogni anno solo l’un per cento è sottoposto a lavori di ristrutturazione».

 

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Come ricordato dal Presidente Sassoli, oggi quasi 34 milioni di europei non possono permettersi di riscaldare adeguatamente le loro abitazioni, per questo le politiche pubbliche che promuovono l’efficienza energetica mediante la ristrutturazione rappresentano una risposta concreta alla povertà energetica. 

«È quindi importante sviluppare politiche in grado, non solo di promuovere la sostenibilità dei materiali, di migliorare le tecniche, di incentivare la circolarità e il riutilizzo dei prodotti impiegati, ma soprattutto di favorire l’occupazione e aiutare le piccole e medie imprese a espandersi» ha sottolineato. 

Il presidente Sassoli ha poi evidenziato la necessità di valorizzare il patrimonio culturale del Paese.

«Il binomio paesaggio e patrimonio culturale è fortemente presente in Italia - ha aggiunto - ma la valorizzazione dei patrimoni edilizi ora degradati deve essere un imperativo che coinvolge l'Europa grazie anche all’azione dei singoli stati di protocollo energetico-ambientali come quelli del Green Building Council che sono stati messi a disposizone. In questo senso, oltre al Recovery Fund, anche la politica di coesione europea può essere un valido strumento che può sostenere le riforme legate all’efficienza energetica degli Stati membri».

Il Vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, ha sottolineato come in questo processo sia fondamentale il coinolgimento di più attori.

«Il tema dell’edilizia green è il fulcro della Renovation Wave - ha detto - ma se vogliamo che questa strategia sia efficace, occorre il coinvolgimento di tante categorie della nostra società, come pmi, professionisti, economistie comunità locali»

Nella bozza di piano nazionale che l’Italia dovrà presentare all’inizio del prossimo anno, per questa voce è previsto uno stanziamento molto consistente.

«Ammonterebbe a oltre 74 miliardi di euro, utilizzati per finanziare strumenti come il Superbonus al 110% che vogliamo estendere dal punto di vista dell’orizzonte temporale - ha annunciato Castaldo - infatti è stata un’iniziativa talmente in linea con gli obiettivi del Renovation Wave che la Commissione al suo interno l’ha misurata come best practice che dovrebbe essere introdotta in tutti gli Stati membri».

 

Il Next Generation EU e l'economia verde

Ma la sostenibilità ambientale è compatibile con la crescita economica?

Per l'economista Carlo Cottarelli, Direttore dell'Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica di Milano, «non esiste un’antiteticità tra crescita e sostenibilità».

«La sostenibilità ambientale è compatibile con la crescita economica - ha osservato - Paesi con reddito pro capite elevato vanno bene anche come performance ambientali. Nel lungo periodo si possono raggiungere emissioni zero traendone solo benefici, ma soprattutto, se non ci occupiamo oggi dell’ambiente non ci sarà domani per l’economia. Con il Covid, corriamo il rischio di dimenticarci dell’ambiente».

Cottarelli ha infatti ricordato come il tema ambientale fosse molto sentito negli anni '60, per poi passare in secondo piano negli '70, quando l’economia reale era in crisi: «quando l’economia reale va in crisi, siccome ci sono meno risorse, si dimentica l’ambiente»

Ed è proprio qui il grande merito dell'Europa.

«L’Europa ha avuto la capacità, a livello mondiale, di voler ricreare una possibilità di crescita per il Vecchio Continente facendo riferimento al piano europeo verde di cui si parlava prima del Covid, ossia il Green Deel europeo - ha spiegato Cottarelli - e il Next Generation European Union ha incoporato questo ideale di abbattimento delle emissioni del 55 per cento entro il 2030, infatti il piano prevede che il 37 per cento delle iniziative debba essere verdi».

 

Next Generation Eu: occorrerà certificare le proposte volte alla sostenibilità

Nella tavola rotonda che è seguita sono intervenuti il presidente di GBC Italia, Marco Mari e il vicepresidente Fabrizio Capaccioli, gli europarlamentari Fabio Massimo Castaldo ed Eleonora Evi, il sottosegretario Salvatore Margiotta, Alfonso Pecoraro Scanio e Claudia Segre, moderati da Fulvio Giuliani giornalista, Caporedattore RTL102.5.

«Il settore dell’edilizia potrà dare un enorme contributo nel raggiungimento degli obiettivi climatici - ha dichiarato Eleonora Evi, europarlamentare Membro Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare - I limiti del pianeta li abbiamo già superati da un pezzo. Il clima è impazzito. È evidente la crisi climatica e di natura. Ed è qui che si inserisce il green deal europeo, questa svolta ecologica della Commissione europea. Ci sono molte risorse messe a disposizione dalla UE. Ora dobbiamo avere il coraggio di prendere delle decisioni che avranno un peso storico. Dobbiamo usare le risorse nel modo più giusto, più equo e soprattutto più sostenibile a livello ambientale ed economico. Ed è qui che la tassonomia ha fatto capolino a livello europeo. Un regolamento che rappresenta probabilmente la prima e più ambiziosa legislazione al mondo che va a definire che cosa sia un investimento verde. Fornisce quindi parametri chiari per tutti gli Stati Membri e per tutti gli operatori economici. E questo è un passo fondamentale».

Alla tavola rotonda anche Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde:

«Occorre certificare e fare in modo che le proposte che verranno avanzate in Italia, e negli altri Paesi, per il Next Generation EU abbiano una effettiva validità per la transizione energetica, il contrasto al cambiamento climatico e la creazione di un modello di sviluppo davvero sostenibile per l'Europa».

Claudia Segre, Direttrice del Global Thinking Foundation, ha dichiarato:

«Come è possibile fare un salto normativo, strutturale e culturale quando dobbiamo affrontare dei limiti oggettivi nella urbanistica di oggi? Abbiamo un patrimonio urbano di stabili storici con dei limiti e dei vincoli. Abbiamo dei vincoli urbani nei piani regolatori che non permettono conversioni. Abbiamo i vincoli ambientali delle zone sismiche. C’è un disallineamento tra il catasto e quello che è depositato in Comune e molto spesso il Comune non solo è sprovvisto di dati, ma in più sono tutti dati cartacei perché il processo di digitalizzazione nei Comuni non è ancora arrivato. L’implementazione delle soluzioni urbane intelligenti si basano sulla capacità di tutti gli attori di essere messi insieme (urbanisti, architetti, ingegneri), nella responsabilità dei politici e quello che fa GBC Italia con i rating system, le certificazioni che sono fondamentali. Il problema è che dobbiamo lasciare alle nuove generazioni una mappa fattuale dove le buone pratiche si uniscano alle normative e alle linee guida per una costruzione che sia di rigenerazione. Un cambio di paradigma è necessario altrimenti il green new deal ce lo scordiamo».

Il vice presidente di GBC Italia Fabrizio Capaccioli ha chiuso i lavori ricordando che il Climate finance è uno strumento imprescindibile per contrastare il cambiamento climatico.

«Bisogna guardare all’edificio in maniera organica ed olistica. GBC Italia ha radici solide. I nostri standard si ispirano a quelli americani e sono molto robusti. Vorremmo essere un punto di riferimento per il futuro per le politiche energetico ambientali sia per lo sviluppo sia per la diffusione di questi principi».

Occorre certificare che le proposte che verranno fatte in Italia, ma anche negli altri Paesi, per il Next Generation EU abbiano una effettiva validità per la transizione energetica, il contrasto al cambiamento climatico e la creazione di un modello di sviluppo davvero sostenibile per l'Europa.

 

Il Superbonus e il Recovery Fund

Tra i partecipanti alla tavola rotonda, anche il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvatore Margiotta che ha dichiarato che «salvo soprese dell'ultima ora, il Superbonus al 110% non sarà in Legge di Bilancio».

Il senatore, tuttavia, ha ribadito l'intenzione del Governo di prolungare la misura.

«Il Superbonus è una delle poche misure che ha avuto un'accoglienza molto positiva, d'altra parte è veramente una di quelle norme win-win: ci guadagnano il cittadino, l'ambiente, la sicurezza, l'impresa e l'intero sistema economico italiano perchè naturalmente ciò determina un afflusso di economia, liquidità e Dio solo sa se ce n'è bisogno. Nel Recovery Fund abbiamo messo 20 miliardi di euro, in parte a copertura di quanto già si spenderà e in parte per allungarlo temporalmente. Per riassumere: partita molto aperta, legge buona e positiva, grande impegno della maggioranza attuale di finanziaria il più possibile».

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