Francesco Gaetano Caltagirone: l’industria del cemento è l’alfabeto del costruire

Interessante intervista a Francesco Gaetano Caltagirone Jr dedicata alla sfida sulla sostenibilità di CEMENTIR. L?intervista è uscita su borsaitaliana.it.

CEMENTIR è un importante produttore internazionale di cemento, con un giro d’affari da oltre 1,22 miliardi di euro e volumi di vendita da circa 30 milioni di tonnellate di prodotto (cemento, calcestruzzo e aggregati).

Un'azienda che quindi deve affrontare il tema della sostenibilità, considerato che l’industria del cemento è tra le principali produttrici al mondo di emissioni di anidride carbonica e "consumatrici" di energia. E' importante quindi comprendere le strategie che CEMENTIR sostiene e sosterrà per ridurre il suo impatto al cambiamento climatico. Avete insomma una grossa responsabilità, come gestite le istanze della sostenibilità in Cementir?

"Il cemento è anche la seconda materia prima dopo l’acqua. Siamo consapevoli della nostra importanza e per questo abbiamo sviluppato strategie per il presente e per il futuro. Il nostro nuovo piano industriale prevede investimenti green per 107 milioni di euro, che permetteranno anche di arricchire di 30 milioni di euro il margine operativo lordo. L’impatto ambientale è la nostra sfida principale e ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di ridurre del 30% entro il 2030 le emissioni di CO2 per tonnellata di cemento. Dovranno scendere sotto i 500 g di anidride carbonica per chilogrammo di prodotto. Seguiamo già da tempo un percorso virtuso, come dimostra il fatto che CDP abbia alzato a B il nostro rating".

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Nel corso dell'intervista  affrontato anche il tema delle fonti energetiche e del cambiamento verso soluzioni più sostenibili: "Per produrre il cemento si usano dei forni a 1.300 gradi, si bruciano le marne (rocce che contengono calcare e argilla), da cui si ottiene il clinker, la materia di base del cemento. Questi processi di combustione emettono circa 700 grammi di anidride carbonica per ogni chilogrammo di cemento, per circa due terzi derivano dalla materia prima e per il resto dalla combustione. Per abbattere queste emissioni bisogna però agire su più fronti. Ricorrendo a carburanti alternativi o utilizzando il metano al posto del carbone, per esempio. Nel nostro impianto in Belgio abbiamo avviato un ammodernamento che porterà dal 40 all’80% l’impiego di combustibili alternativi. In Danimarca prevediamo una parziale conversione dal carbone al gas naturale con un taglio del 20% delle emissioni di CO2 in loco, Aalborg sarà allacciata alla rete di gas dal 1° aprile 2022. Già oggi forniamo teleriscaldamento con calore di recupero a circa 36 mila famiglie danesi. Ovviamente l’accesso a una rete gas di prossimità è essenziale per questo genere di interventi. Un altro fronte è quello del prodotto. Se riduciamo il tenore di clinker nel cemento, riduciamo la CO2. Così abbiamo creato il nostro FutureCEM. È un tipo di cemento che riduce del 30% la CO2 in fase di produzione e sostituisce più del 35% del clinker con additivi a base di calcare e argilla calcinata mantenendo prestazioni simili a cementi strutturali come il Portland. Siamo anche membri dell’ECRA (European Cement Research Academy), un importante progetto per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. È una frontiera tecnologica importante, ma che ancora non permette soluzioni praticabili: stiamo vagliando le ammine in soluzione acquosa per la cattura di CO2, i sistemi di trasporto via rete gas della CO2 verso altre sedi di deposito, lo storage nei pozzi esausti e altre soluzioni, compreso l’idrogeno. Bisogna sempre calibrare con attenzione costi, benefici e impatti: una piccola variazione di prezzo può apparire insignificante, ma in alcuni mercati emergenti può invece rendere inaccessibile una risorsa vitale. Per questo bisogna anche misurare tutte le conseguenze di progetti, come la carbon-border tax della Commissione Europea o l’eliminazione delle quote gratuite assegnate alle industrie UE nel mercato ETS. Per esempio, con il CEMBUREAU (European Cement Association) stiamolavorando a proposte alternative di revisione del sistema ETS delle quote di CO2"

L'intervista prosegue anche su altri fronti, come la pruduzione di cemento in Cina, la sfida al COVID, il rapporto con fornitori e clienti. Per saperne di più ecco il LINK