Il Calcestruzzo Proiettato: Tecnologia e Controllo

Carlo Comin e Giorgio Estrafallaces, due grandi esperti di gallerie, hanno approfondito il tema dello Spritz beton toccando tutti i temi di interesse, dai materiali costituenti al mix design, dal confezionamento alla mesa in opera, fino ai controlli e a preziosi suggerimenti tecnici. 

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Calcestruzzo Proiettato, Spritz Beton, Shot Concrete

Dei tre nomi quello più utilizzato in Italia è sicuramente Spritz Beton, che ben da l'immagine del prodotto e la sua posa in opera. Ancora oggi quando lo sento richiamare non mi viene in mente l'immagine della lancia che spruzza il calcestruzzo contro una volta in roccia ma la faccia di Carlo Comin. Erano gli anni novanta, si stava parlando di alta velocità, di variante del valico, di tunnel europei di grandissima lunghezza e innumerevoli erano i convegni in cui vedevo Carlo parlare di qualità di realizzazione delle gallerie, del problema dei materiali in Italia, dell'uso dei Silicati ormai abbandonati nei Paesi a noi vicini, con immagini delle gallerie austriache, perfette, e delle gallerie italiane .... Per molti amici invece quando di parla di spritz beton l'immagine che viene in mente è quella di un altra persona, Giorgio Estrafallaces. Eh sì, perchè Giorgio è conosciuto non solo per la sua competenza e conoscenza della materia, ma anche per la grandissima attenzione che ha sempre dedicato ai controlli, ai numeri, ai particolari, garanzia quindi ma anche severo giudice di ogni galleria in cui è stato coinvolto.

Per questo motivo quando l'editore Atlante mi ha inviato il libro "Il Calcestruzzo Proiettato: Tecnologia e Controllo" me lo sono "passato" all'istante, perchè Carlo Comin e Giorgio Estrafallaces hanno approfondito il tema dello Spritz beton toccando tutti i temi di interesse, dai materiali costituenti al mix design, dal confezionamento alla mesa in opera, fino ai controlli e a preziosi suggerimenti tecnici. 

Spero quindi diventi parte integrante anche della vostra biblioteca tecnica.

 

 

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Perchè un libro sul Calcestruzzo Proiettato

Perché proporre un testo sulla tecnologia del calcestruzzo proiettato se in Italia si fatica a produrre un buon calcestruzzo normale che sia innanzitutto durabile?

In primo luogo perché esiste già una gran quantità di letteratura tecnica che spiega approfonditamente come si può progettare, produrre, consegnare e mettere in opera un buon calcestruzzo normale, mentre si constata un generale disinteresse per un prodotto- il Calcestruzzo Proiettato- considerato non essenziale per la statica delle costruzioni e quindi non meritevole di particolari attenzioni anzi, praticamente ignorato o considerato quasi di nicchia.  

Nei tempi recenti la tecnologia delle costruzioni e dei materiali ha compiuto notevoli progressi “nella teoria” a cui non si sono associati analoghi sviluppi “nella pratica”. Ciò a causa di una carenza del concetto di “etica del costruire”, etica che, al di là del rispetto delle innumerevoli e talvolta ridondanti Leggi che sono emanate o aggiornate spesso in modo non coordinato, deve presidiare la fondamentale esigenza di tutelare l’investimento pubblico e privato evitando false spese per la collettività nell’immediato (in fase realizzativa) e onerosi costi di manutenzione nel futuro (durante corso della vita nominale dell’opera).

 La qualità finale di una struttura è, infatti, determinata dalle caratteristiche dei materiali costituenti la miscela e dalle attrezzature di proiezione utilizzate ma “soprattutto” dall’adozione di corrette e rigorose modalità di posa in opera che contribuiscono a determinare la durabilità della struttura nel lungo termine.

Tornando quindi alla domanda iniziale e alle premesse successive, gli autori hanno provato a richiamare l’attenzione per un materiale o, meglio, un Processo che, specialmente nelle opere nascoste o in sotterraneo, è fondamentale per garantire la funzionalità e la durata dell’intero investimento evitando di intervenire con anticipati interventi manutentivi, come noto, deleteri per la regolarità dell’esercizio.

Per questo è quanto mai opportuno dedicare una particolare attenzione al Calcestruzzo Proiettato per il quale, negli ultimi 20 anni, la tecnologia ha compiuto notevoli progressi senza però riuscire a conferire a questo materiale la dignità strutturale che dovrebbe avere, anziché quella attuale di mezzo d’opera/struttura provvisionale, quasi “a perdere”, con funzioni di sola protezione delle maestranze e di supporto temporaneo nelle applicazioni sia all’esterno che in sotterraneo.

Le modeste caratteristiche prestazionali richieste al materiale in sede di progettazione, facilmente ottenibili utilizzando generosi dosaggi di acceleranti e i tempi ristretti di avanzamento dei lavori, non hanno favorito un approccio più professionale ed efficace alle modalità di confezionamento e soprattutto di posa in opera del Calcestruzzo Proiettato al fine di conferirgli caratteristiche strutturali al pari del calcestruzzo normale gettato e vibrato nei casseri. I requisiti e le normative da adottare per il Calcestruzzo Proiettato sono, infatti, paragonabili a quelle per il calcestruzzo normale e si trovano sia nelle Linee guida, come la EN 14487, sia nelle Specifiche Tecniche dei progetti (ma non tutti lo sanno).

Inoltre, nessuna competenza specialistica è riconosciuta alle maestranze addette alla posa in opera del CP i cui compiti rientrano pertanto nella genericità degli incarichi che l’operatore stesso è chiamato ad assolvere.

Un ruolo spesso affidato a operatori improvvisati, di scarsa cultura tecnologica, dotati di esperienze fai-da-te, solo di rado adeguatamente formati allo scopo, la cui abilità è valutata più sulla produzione oraria che sulla qualità finale del prodotto posto in opera. Al contrario, per poter assicurare al CP le prestazioni richieste minimizzando lo sfrido, l’usura delle attrezzature, il costo della posa in opera, è importante formare figure professionali specializzate qualificando il lancista attraverso appositi programmi comprensivi di lezioni teoriche, da condurre in aula, e di esercitazioni pratiche, in campo, al fine di verificare gli apprendimenti conseguiti riguardo alle tecniche di proiezione, agli aspetti ambientali e a quelli della sicurezza sul lavoro.

Il testo del Manuale descrive in modo sintetico, nei primi tre capitoli, dopo un excursus sulla sua origine, i principali aspetti della tecnologia del Calcestruzzo Proiettato, i materiali costituenti e le miscele da utilizzare in relazione allo specifico impiego (regole che non differiscono sostanzialmente da quelle da applicare al calcestruzzo normale). 

Il Capitolo 4 descrive le modalità di posa in opera e una particolare attenzione è dedicata alla formazione della fondamentale figura del Lancista cioè di chi deve provvedere alla corretta applicazione sul supporto.

Il Capitolo 5 tratta in dettaglio i controlli di conformità e i campi di applicazione; in particolare, sono trattati i controlli che il Direttore dei Lavori ha il compito/dovere di presidiare in ottemperanza alle disposizioni di legge e di capitolato. E su questo “dibattuto” tema dei controlli è opportuna una riflessione sull’esigenza di una efficace struttura di controllo, necessaria per prevenire comportamenti a volte irresponsabili degli esecutori che alterano i già labili equilibri nel rapporto tra produzione e qualità con gravi o irreparabili danni per la durabilità della struttura. Infatti è quanto mai urgente che tutti gli addetti ai lavori, Progettisti, Direttori dei Lavori, Imprese, Fornitori, Collaudatori ma in particolare le Stazioni Appaltanti, diano concreto impulso al processo di diffusione della cultura del “Controllo di Qualità” in merito alla quale si deve prendere atto che bisogna percorrere ancora un lungo cammino per passare dagli attuali approcci di tipo normativo/coercitivo (che producono solamente ipertrofia burocratica e immaturità etica) a una visione completa e sistematica di processi che devono assumere la dignità di vere e proprie discipline tecnologiche. 

 Il Capitolo 6, infine, illustra alcune delle più ricorrenti cause di Non Conformità alle prescrizioni contrattuali riscontrate nella pratica dei cantieri cercando di fornire dei suggerimenti efficaci per la loro risoluzione.

In definitiva, lo spirito che ha animato e sostenuto la stesura di questo libro risiede, infatti, nella volontà di mettere a servizio degli altri le conoscenze acquisite “sul campo”, relative a una tecnologia -il Calcestruzzo Proiettato- largamente diffusa nella realizzazione delle opere in sotterraneo ma non organicamente trattata in ambiti normativi e/o accademici. 

Lo scopo e l’auspicio degli autori è di fornire un contributo alla conoscenza e diffusione di questa tecnologia che, per quanto largamente impiegata, è spesso affetta da realizzazioni non conformi con esiti purtroppo nefasti per la durabilità delle opere, in particolare per le parti di opera non ispezionabili; tale aspetto per i gestori e gli utenti delle infrastrutture rappresenta, come già più volte richiamato, un sensibile rischio per gli inevitabili investimenti nella manutenzione e nella riparazione, oltre alle inevitabili limitazioni per l’esercizio.

Gli autori hanno, infatti, iniziato la prefazione con un auspicio più che un monito: 

“Un lavoro realizzato male si porta dietro una onerosa eredità non solo per chi lo ha commissionato ma soprattutto per le future generazioni che pagheranno i costi di continue e costosissime manutenzioni”

Il testo, predisposto anche sulla base delle esperienze dirette maturate sui cantieri, non intende declinare una sterile raccolta delle indicazioni normative vigenti (destinate peraltro ad essere modificate nel tempo), quanto rappresentare un ausilio per i tecnici interessati alle problematiche del calcestruzzo proiettato nel momento delle scelte − orientate, si spera – a privilegiare gli aspetti prestazionali e di durabilità del prodotto.

Schede sinottiche, foto, riferimenti normativi e bibliografici completano il testo per un più agevole approfondimento delle tematiche.”

 

Per ordinare il libro

Facile, basta contattare l'editore. Ecco la mail: atlante@atlanteimola.it