Effetti delle deformazioni imposte in getti massivi in calcestruzzo armato

Getti massivi in calcestruzzo armato

Getti massivi in calcestruzzo armato sono spesso frequenti nelle grandi opere dell’ingegneria strutturale. A tale categoria appartengono strutture o elementi strutturali di grandi dimensioni, con grandi superfici di esposizione all’ambiente esterno, per le quali il livello dello stato tensionale del calcestruzzo non rappresenta fattore primario. Fra queste possono ricordarsi le dighe, le grandi pile per ponti e viadotti e le relative basi fondali, i blocchi di ancoraggio per ponti sospesi, le piastre di fondazione di edifici alti. Relativamente a quest’ultimo caso, cui ci si riferirà nel prosieguo, si tratta di piastre di elevato spessore, dell’ordine di 2.5-5 m, aventi superfici in genere rettangolari, di migliaia di m2 e volumi anche superiori alla decina di migliaia di m3. Le elevate azioni trasmesse dalle sovrastrutture e la loro diffusione all’interno della massa di calcestruzzo necessitano di alti quantitativi di armature metalliche longitudinali, disposte su più strati , al lembo superiore ed inferiore della piastra, altamente congestionate nelle zone di maggiore impegno statico, di armature longitudinali disposte in minore misura in strati intermedi, associate ad armature verticali di varia morfologia costruttiva. Si viene così a formare un ordito spaziale la cui complessità, unita alla necessità di potere realizzare l’intera struttura senza dovere ricorrere a riprese di getto, richiedono di dovere procedere alla posa del calcestruzzo in modo continuo, senza interruzioni, fino al completamento della struttura.
 
Ciò risulta possibile soltanto utilizzando un calcestruzzo di tipo autocompattante, semplicemente mettendolo in opera attraverso l’impiego di più pompe alimentate da un flusso continuo di autobetoniere provenienti dalla officina di preconfezionamento. Un esempio di questo tipo di strutture, in particolare la piastra di fondazione della torre Nuovo Palazzo Uffici Regione Piemonte, avente altezza 206 m, è mostrato in Figura 1.
 
 
Figura 1. Vista generale della piastra di fondazione

I problemi più significativi riguardanti il progetto e la costruzione delle piastre di fondazione di edifici alti riguardano da un lato le proprietà del materiale calcestruzzo, dall’altro le modalità attraverso le quali si sviluppano nel calcestruzzo giovane livelli tensionali di trazione che ne possano pregiudicare la durabilità a causa dei fenomeni fessurativi, anche di cospicua entità, cui essi possono dare luogo.

Per quanto riguarda le proprietà del materiale, queste sono quelle tipiche di un calcestruzzo autocompattante, che devono essere accuratamente controllate durante tutto il periodo di esecuzione del manufatto onde garantire la omogeneità del getto e la costanza delle sue caratteristiche. Relativamente agli stati tensionali che possono manifestarsi nel calcestruzzo giovane, diverse e di differente natura sono le cause che ne sono alla base e la loro influenza e le mutue interazioni devono essere accuratamente studiate onde poterne prevedere con sufficiente affidabilità gli effetti, evitando che si possano ingenerare situazioni di danneggiamento del calcestruzzo, che siano tali da limitarne il livello prestazionale e la durabilità. 


Nell'ARTICOLO INTEGRALE si approfondiscono:

  • LA ANALISI DELLO STATO TENSIONALE DEL CALCESTRUZZO GIOVANE IN GETTI MASSIVI
  • LE SOLUZIONI APPROSSIMATE E LE MODALITÀ OPERATIVE PER PREVENIRE STATI FESSURATIVI NEI CALCESTRUZZI MASSIVI