La Digitalizzazione e il Decreto Semplificazioni: Note a Margine del Quadro Strategico

Approvato il Decreto legge 31 maggio 2021, n. 77 diventa chiaro il modello che Draghi vuole seguire nell'attuazione del PNRR. Molto interessante il commento del prof. Angelo Ciribini che solleva una questione importante: questa semplificazione modernizza i processi delle costruzioni ? Ecco il testo.

 

Decreto legge 31 maggio 2021, n. 77 - Semplificazioni: quale ruolo viene dato al dato e alla gestione del dato

Il cosiddetto Decreto Semplificazioni ha sollevato numerose e accese controversie su temi molto sensibili, quali, in primo luogo, il criterio di aggiudicazione secondo il massimo o maggior ribasso e l'estensione dei lavori subappaltabili, anche in termini qualitativi.

Minore clamore hanno destato le misure di premialità legate alla progettazione, per quanto riguarda l'Information Management, anche in relazione a quanto previsto dal D.M. 560/2017.

Bisogna, ancora, osservare come il ricorso all'appalto integrato sia stato intesa principalmente come modalità di accelerazione del procedimento tecnico-amministrativo (oggetto di altre misure, come l'esercizio dei poteri sostitutivi) anziché anche quale soluzione di integrazione delle ragioni ideative e di quelle realizzative nell'ottica della cultura industriale.

Naturalmente, la tematica si iscrive a pieno titolo su ciò che significhi il termine «semplificazione», anche nei riguardi della doppia conformità prevista originariamente per lo stato legittima per il Super Bonus 110%, così come per il ricorso alla Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA), per ciò che concerne il sistema di attribuzione di responsabilità.

Non si tratta, tuttavia, in questa sede di rivendicare la bontà di un approccio nei confronti di un altro, bensì di cercare di comprendere meglio il portato della cultura del dato (e, di conseguenza, della digitalizzazione) entro un orizzonte più vasto che implica esiti di lungo periodo, come, ad esempio, è evidente per la natura, ancora irrisolta, di GAIA-X, così come ha bene evidenziato il rapporto curato da ASTRID sulla Industria del Cloud.

E' palese, infatti, che, attraverso l'articolato quadro definito dal Decreto Semplificazioni, in coerenza con il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR), alcune esigenze prioritarie di realizzazione e di rendicontazione degli interventi previsti in esso (in buona parte relativi a edifici e a infrastrutture), vincolati temporalmente e sensibili legalmente, comportino trade off al cospetto delle aspettative di innovazione digitale, legate alla trasformazione del comparto.

E', tuttavia, opportuno rimarcare che il tema della accelerazione della conclusione dei lavori, che nel Decreto è menzionata in termini di premialità, potrebbe comportare un incremento del livello di rischio in funzione delle condizioni di sicurezza, a meno che non vi siano adeguate simulazioni (digitali) preliminari, realizzabili con il 4D BIM e i game engine, che ne dimostrino la fattibilità, eventualmente anche grazie al ricorso alla Smart Safety.

D'altra parte, sia l'opportunità di ridurre e di riqualificare le strutture di committenza, stazioni appaltanti e amministrazioni concedenti (l'anello mancante della riforma prevista, a suo tempo, dal DM 560/2017), sia gli intenti espressi nella Missione 1 del PNRR (a iniziare dai mille consulenti esterni posti a supporto della reingegnerizzazione delle procedure tecnico-amministrative della Pubblica Amministrazione), pongono in primo piano la velocità con cui possa avvenire la transizione del mercato e del comparto dalla sfera analogica a quella digitale.

La Digitalizzazione e il Decreto Semplificazioni: Note a Margine del Quadro Strategico

 

Occorre, peraltro, non dimenticare che, per quanto abbia a che fare coi contratti e coi lavori pubblici, tale riconfigurazione, supportata normativamente da alcune serie (UNI EN ISO 19650 e UNI 11337 per l'Information Management, UNI ISO 21500 per il Project Management), difficilmente potrà avere un compimento sul medio periodo semplicemente attraverso il reclutamento, a tempo determinato o meno, di profili professionali più giovani anagraficamente e maggiormente aggiornati tecnicamente, ovvero con meri processi aggregativi o con deleghe di committenza che spesso si limitino alla fase di aggiudicazione dei contratti.

Tutto questo poiché è palese come sia necessario assicurare una continuità dei flussi informativi sin dalle fasi embrionali del processo di investimento, traguardando immediatamente il ciclo di vita del cespite, missione che, d'altronde, esula dall'ambito di applicazione del PNRR e che, frequentemente, anche da parte degli operatori immobiliari privati, è posposta a criticità più ravvicinate.

Al contempo, un nesso solo indiretto sussistente tra i processi informativi e quelli decisionali indebolirebbe notevolmente l'efficienza e l'efficacia dei procedimenti tecnico-amministrativi rivolti al PNRR, così come tutti gli altri.

E' possibile, tuttavia, cercare di contestualizzare alcuni temi entro un quadro di policy che sono chiamate a confrontarsi con un quadro strategico comunitario ed europeo (considerando le attività promosse separatamente dal governo britannico).

Tali temi discendono sostanzialmente da alcune intenzioni e dal alcune misure contenute nella Renovation Wave Strategy, nella Flagship Renovate della Recovery and Resilience Facility e nello European Industrial Data Space, oltreché, appunto, nelle azioni facenti riferimento al Centre for Digital Built Britain, a cui il versante dell'offerta sta rispondendo, a livello continentale, con iniziative quali Alliance 2050.

Tutte le iniziative, e le strategie che le sottendono, sono improntate alla dialettica che intercorre tra la transizione ecologica e la trasformazione digitale per l'ambiente costruito digitalizzato e sostenibile, come è stato recentemente ricordato anche dal Commission Staff Working Document relativo all'Annual Single Market Report 2021, specialmente nella parte dedicata espressamente al settore della costruzione e dell'immobiliare.

Lo European Data Space rimanda, peraltro, a questioni ancora più cruciali, quali quelle relative al Cloud Comunitario, in rapporto a quello nazionale, previsto per la Pubblica Amministrazione, relativament, come già ramemntato, pure a GAIA-X.

Se, perciò, il quadro tematico e, soprattutto, concettuale appare ormai chiarito, come si può evincere anche dal Reference Architecture Framework (RAF) di DigiPLACE, oltreché dai rapporti curati da PwC  e da RINA per conto della DG GROW della Commissione Europea sulla evoluzione e sulla maturità digitale, nonché dalla costituzione di reti comunitarie di Accelerator e di Innovation Hub, legati anche a Horizon Europe e a Digital Europe Programme, resta il confronto con le diverse declinazioni della nozione di frammentazione che contraddistinguono il settore, le quali, di conseguenza, ripropongono la delicata questione dei processi di riconfigurazione.

La parcellizzazione degli attori del settore non è, infatti, solo dimensionale, bensì pure culturale, identitaria, organizzativa, procedurale, produttiva, e così via.

Tale atomizzazione non sembra, invero, poter essere attenuata così facilmente né rapidamente: per questa ragione, le forme della digitalizzazione e, in particolare, il ricorso alla sfera delle piattaforme (e, ancor più, della piattaformizzazione), sono considerate fondamentali per tentare una difficile conciliazione tra elementi strutturali, non emendabili con agilità, e prospettive evolutive.

In altre parole, l'ingresso degli operatori in un ecosistema digitale unificato (attraverso un sistema di piattaforme digitali), o meglio, in un sistema di ecosistemi digitali interconnessi, costituisce la premessa indispensabile per avviare il processo trasformativo, ovvero la transizione digitale.

Conseguentemente, partendo dalla considerazione che un simile ingresso sia attualmente assai modesto dal punto di vista quantitativo, a dispetto delle apparenze e da una ampia pubblicistica ispirata agli ambiti interagenti colla digitalizzazione (sostenibilità, circolarità, inclusione, equità, responsabilità), sono le modalità dell'avvicinamento alla ecosfera digitale a contare veramente.

Per prima cosa, ragionando sui grandi numeri degli attori e sulle loro micro e piccole dimensioni, occorrerebbe anteporre a tutto l'armamentario digitale acquisito, quanto alla sua mappatura (che, ovviamente, in questa sede non è necessario riportare) definitivamente acquisito, la trasmissione agli operatori di una profonda cultura del dato, poiché senza di essa non potrà avvenire una interiorizzazione della digitalizzazione che non sia meramente strumentale.

Da questo punto di vista, anche guardando al PNRR, un indicatore significativo dell'esito potrebbe essere costituito dal grado di acculturamento (operativo) digitale conseguito nelle catene di fornitura coinvolte negli investimenti in capitale fisso sociale, perché la trasformazione e la maturità digitali non si misura sulle punte e sui campioni, bensì sui ritardatari e, più in generale, sull'intero sistema.

E' palese, comunque, che la scelta operata nel PNRR di attribuire responsabilità al singolo soggetto attuatore ha precluso l'ipotesi di procedere per una industrializzazione per programmi, attuata, invece, dal governo britannico, che avrebbe abilitato entro una serie di economie (di scala, di scopo, di conoscenza) quadri giuridici di natura collaborativa e avrebbe innescato Digital Academy da Portfolio e da Programme Management, come avvenuto per i Mega Project nel Regno Unito, in grado di alfabetizzare e di acculturare le intere strategic supply chain.

Tale attribuzione di responsabilità appare, peraltro, relativa, non solo in virtù del possibile ricorso ai poteri sostitutivi, ma anche perché i soggetti attuatori possono avvalersi di diverse fattispecie di supporti a essi esterni.

In definitiva, avendo sempre ben presente il divario enorme che separa le più avanzate applicazioni digitali nel settore della costruzione e dell'immobiliare (l'Artificial Intelligence of Things ne è una formidabile icona) dal più elementare uso di applicativi di BIM Authoring, vi sono due direttrici fondamentali da perseguire nei confronti della Governance del PNRR (e, più in senso lato, della riforma legislativa del codice dei contratti pubblici):

  • la dimostrazione che le logiche digitali non esercitino un ruolo meramente strumentale in rapporto alla evoluzione dei criteri di circolarità, sostenibilità, decarbonizzazione, equità, inclusione dell'ambiente costruito, bensì che esse siano capaci di influire direttamente sulla loro essenza;
  • l'illustrazione delle potenzialità del dato rispetto a un sistema di monitoraggio, di rendicontazione e di controllo degli investimenti che, oltre a fare riferimento al sistema informativo reGIS, al Polo Nazionale Pubblico per la cloudificazione della Pubblica Amministrazione e alla «digitalizzazione» degli appalti pubblici legata alla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, possa essere supportata da una Piattaforma Digitale Nazionale del settore.

In altri termini, sarebbe oggi utile che i processi di evoluzione digitale del settore della costruzione e dell'immobiliare intersecassero senza mediazioni le nozioni di do not harm e di once only.

Affinché ciò accada, a prescindere dal trasferimento dalla dematerializzazione alla digitalizzazione, è chiaro che il dato, opportunamente strutturato e semanticamente arricchito, entri in forma proattiva nel processo decisionale.

Il fatto è che le tempistiche principali attinenti al PNRR, sostanzialmente ben antecedenti al 2026 (occorrerebbe, peraltro, analizzare accuratamente la distribuzione temporale tra investimenti finanziati con grant o con loan), oltreché la focalizzazione degli interventi sulla Capital Expenditure, imporrebbero una lettura attenta dei limiti cui l'innovazione digitale potrebbe soggiacere e delle razionalità legate al ciclo di vita dei cespiti.

In ogni caso, è evidente che alle due principali infrastrutture informative, legate alla rendicontazione (degli esiti quantitativi, temporali ed economici finanziari) e alla legalità, sarebbe auspicabile accostarne una terza, improntata alla qualità degli edifici e delle infrastrutture, ma anche delle catene di fornitura impegnate alla loro realizzazione.

E' per questa ragione che urgerebbe disporre della infrastruttura data dalla Piattaforma Digitale Nazionale e da alcuni prototipi di Gemelli Digitali per tipologie di beni immobiliari e infrastrutturali.


il dl Semplificazioni

Per leggere la sintesi del dl Semplificazioni ecco l'articolo che riprende il provvedimento punto per punto.

dl Semplificazioni: sintesi e testo del provvedimento del Consiglio dei Ministri