DigiPLACE: architettura e roadmap della futura “piattaforma” digitale europea delle costruzioni

Giovedi 27 maggio 2021 si è svolta la conferenza di chiusura del progetto H2020 - DigiPLACE per la definizione dell’architettura di riferimento (CSTB e POLIMI) e della roadmap (Ministeri delle Infrastrutture di Francia e Italia) della futura piattaforma digitale europea delle costruzioni.


 

Aspetti generali della piattaforma digitale europea delle costruzioni

Sei ore di intenso dibattito sul futuro della digitalizzazione nel settore delle costruzioni con rappresentanze di tutta la filiera, dagli enti pubblici ai progettisti, le imprese, i produttori di componenti e di macchinari, i gestori, l’ICT, ecc.

Al progetto si chiedeva di analizzare l’impatto di una piattaforma digitale di filiera sui seguenti 11 aspetti generali:

  1. Aumentare produttività e sostenibilità nell'industria europea delle costruzioni;
  2. Facilitare la diffusione di un linguaggio comune nel settore costruzioni;
  3. Spianare la strada alla crescita delle smart city e delle smart infrastructure;
  4. Rafforzare il ruolo dell'UE nell'ecosistema globale delle costruzioni;
  5. Favorire la collaborazione efficace ed efficiente tra le autorità pubbliche e l'industria;
  6. Implementare la valutazione del rischio e della sicurezza ... della sostenibilità;
  7. Mantenere ed estendere un ecosistema attivo delle parti, comprese le start-up e le PMI;
  8. Promuovere la diffusione della conoscenza e facilitare l'introduzione di pratiche digitali;
  9. Sondare contributi tangibili da parte dei principali attori europei ad impegnarsi attivamente nel processo di costruzione della piattaforma;
  10. Condivisione efficiente delle informazioni tra le parti interessate;
  11. Facilitare l'introduzione della ... trasformazione digitale delle costruzioni

 

I numeri di DigiPLACE

Il progetto ha avuto una durata di 18 mesi (più 3 di estensione per la pandemia da COVID 19), per un investimento complessivo di 1 milione di euro, su 19 beneficiari e 7 terze parti:

Beneficiari piattaforma DigiPLACE

Beneficiari piattaforma DigiPLACE

Ai lavori del progetto hanno dato il loro contribuito i membri di una nutrita ed eterogenea Stakeholder Community (più di 500 operatori pubblici e privati - Federcostruzioni /ANCE) e quelli di un Advisory Board di altissimo livello, guidato da McKinsey:

Advisory Board del progetto DigiPLACE 

Il progetto, in particolare, con i suoi 7 Work Packages e le sue 37 Deliveries,
digiplace_work-packages-e-deliveries-del-progetto-digiplace.jpg

Figura 1 - Work Packages e Deliveries del progetto Digiplace

 

risponde a tre domande, iniziali, all’epoca irrisolte o poco chiare nel mercato:

  1. cos’è una piattaforma digitale;
  2. come questa si interfaccia con il settore delle costruzioni e la sua filiera;
  3. quale potrà essere una sua architettura, conformazione, sotto il profilo comunitario.

Cos'è una piattaforma digitale

Punto primo. Il concetto di piattaforma assume oggi numerosi risvolti, creando non poca confusione tra gli operatori. Sono identificate come piattaforme le “Suite” di vari software, i servizi di storage cloud, i portali web, i sistemi aziendali di ERP o PLM, ecc. Il concetto di “piattaforma” per DigiPLACE è tutto questo ma soprattutto qualcosa di più “integrato”, “interagente”.

 

Piattaforme digitali

Figura 2 - Le piattaforme digitali

 

Come intende il settore il concetto di piattaforma

Punto secondo. Il settore delle costruzioni, come declina oggi al suo interno il concetto di piattaforma?

Storicamente, ed ancora oggi, la risposta di prima informatizzazione è, ed è stata, risolta ed assorbita da pacchetti software, tools, che traguardano la sfera della produzione di informazioni, produzione delle deliveries (consegne), sotto differenti aspetti, all’interno di ogni specifico processo/progetto (software di disegno, di calcolo, di scrittura, ecc.).

Successivamente, con l’introduzione del cosiddetto Building Information Modelling (BIM), e con una forte spinta pubblica e di mercato, negli ultimi anni, si è aperta la strada alla risoluzione della necessità non solo di produzione ma anche di gestione strutturata delle informazioni e della collaborazione tra gli operatori. E, quindi, alla necessità di condivisione tra le parti, per lo meno, delle delivery prodotte (consegne/file), attraverso degli ambienti specifici definiti come Common Data Environment (CDE). Seppure, nella loro attuale versione, riferibili più che altro ad ambienti di gestione File, più che dati, e rivolti alla gestione delle singola commessa (tender) o del singolo bene (immobile, asset) più che all’integrazione informativa di tutte le commesse e asset dell’organizzazione che sta a monte delle stesse. Tante delivery, raccolte in tanti CDE.

 

Produzione e gestione delle informazioni “digitali” nel settore costruzioni

Figura 3 - Produzione e gestione delle informazioni “digitali” nel settore costruzioni

 

Detto ciò, il settore comincia oggi ad esprime sempre più una esigenza non solo di collaborazione tra soggetti ma anche di integrazione tra e delle informazioni a più livelli, al di sopra delle singole commesse e dei singoli asset, sia a livello di singole organizzazioni (molteplicità di commesse e asset gestiti) sia a livello di più organizzazioni (pubblico e privato) e mercati (locale, nazionale, comunitario; ecc.).

Nasce quindi l’esigenza sempre più forte di superare il confine dei tools specialistici (produzione file) e dei CDE–BIM (gestione file, di asset o di commessa) ripensando ad un nuovo flusso informativo trasversale (multisettoriale, multidisciplinare, atemporale, ecc.) attraverso l’uso di “piattaforme” di gestione “dati” diverse da quanto attualmente disponibile. Esigenza che il mercato ICT non è ancora in grado di soddisfare e per la quale DigiPLACE ha definito una architettura di riferimento ed una roadmap di attuazione.

 

Quale architettura per la piattaforma digitale europea delle costruzioni

Punto terzo. Come si può allora applicare questa esigenza di digitalizzazione e non solo di informatizzazione della conoscenza nel settore delle costruzioni?

Ragionando in astratto il primo passaggio deve avvenire attraverso la migrazione da un approccio per “Documenti” – che avviene per processi sequenziali - tipico dell’epoca CAD (informatizzazione gestita a “stampa”), ad un approccio per “File” - che si ripropone per processi circolari - tipico del BIM (informatizzazione gestita per modelli ed ambienti di condivisione), sino ad arrivare ad un approccio finale per “Dati” – che si sostanzia per processi di interazione infinita in uno spazio diffuso, DATA SPACE (digitalizzazione della conoscenza).

 

Informatizzazione e digitalizzazione nelle costruzioni

Figura 4 - Informatizzazione e digitalizzazione nelle costruzioni

 

E come impatta questo approccio nella prassi corrente?

In termini di “attività” si passa da un approccio sequenziale focalizzato sulla rappresentazione 2D (CAD), su cui si innestano la graficizzazione solida 3D e la sostenibilità (solo energetica) 7D, ed a cui susseguono gli aspetti di costo (5D) e di tempo (4D), per arrivare, in fine, in modo assolutamente slegato dal contesto, all’esercizio (6D).

Ad un approccio circolare focalizzato sulla virtualizzazione 3D (BIM authoring) ), su cui si innestano la graficizzazione 2D e la sostenibilità (solo energetica) 7D, con i quali collaborano – senza una vera bidirezionalità - gli aspetti di costo (5D) e di tempo (4D), per definire e controllare quelli di esercizio (6D).

Fino ad un approccio che ponendo al centro la gestione (1D) contempla l’interazione di ogni attività (2, 3, 4, 5, 6 e 7D) simultaneamente nel tempo e nello spazio (DATA SPACE).

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Progetto DigiPLACE: il video della conferenza di chiusura