Ecco FIT FOR 55: 13 proposte della Commissione UE per la transizione digitale. Ma sono sostenibili?

Ursula von der Leyen imprime un'accelerazione al piano di sfida europea al cambiamento climatico presentando 13 proposte per centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55%. Eccole.

 

Che cos’è il pacchetto "Fit for 55"?

14 luglio 2021: presentato dal presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen il pacchetto di proposte "Fit for 55":

"L'economia dei combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti, servono nuovi modelli. Abbiamo mantenuto la promessa. L'Europa è il primo continente che presenta un'architettura globale per realizzare le nostre ambizioni climatiche con una tabella di marcia. Attribuire un prezzo al carbonio sarà il punto centrale che guiderà l'economia e sarà legato a un fondo sociale".

Il pacchetto Fit for 55 contiene 13 proposte legislative sull’energia e sul clima, che hanno lo scopo comune di mettere l’Unione Europea in condizione di centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 come previsto dalla Legge Clima.

Frans Timmermans: “‘Il tempo è fuor di sesto’: perché l’umanità non vive più entro i limiti del pianeta. Noi siamo nati per contribuire a raddrizzare questa situazione”.

Alcuni dei provvedimenti sono un aggiornamento della legislazione già esistente, per allinearla con il Green Deal e i nuovi target. È il caso della revisione dell’ETS, il mercato del carbonio europeo, o delle modifiche alla direttiva sulle energie rinnovabili (RED).

In altri casi, invece, il pacchetto Fit for 55 introduce una nuova legislazione: ad esempio la proposta di tassa sul carbonio alla frontiera (CBAM) o la nuova strategia forestale dell’UE. 

 

Si interviene sugli ETS

Lo scambio delle quote di emissioni sta funzionando. Negli ultimi 16 anni l’Ets ha consentito di ridurre del 42,6% le emissioni dalla produzione di energia elettrica e da industrie ad alta intensità energetica.


L’ETS ha limitato a un massimo complessivo le emissioni di circa 11 mila centrali energetiche e industrie in tutta Europa e ha creato un mercato per consentire a questi 11 mila enti di scambiarsi tra loro delle “quote” di emissioni, in modo che se un’industria inquina di più possa comprare quote da quelle che inquinano di meno, sempre all’interno del limite totale prestabilito, che si riduce di anno in anno.


Per questo si vuole intervenire su questo strumento per renderlo ancora più centrale per raggiungere gli obiettivi climatici.

La Commissione propone di abbassare ulteriormente il limite massimo generale delle emissioni e di aumentarne il tasso annuo di riduzione, di eliminare gradualmente le quote di emissioni a titolo gratuito per il trasporto aereo e di includere nell’Ets quelle del trasporto marittimo; viene inoltre istituito un mercato parallelo delle emissioni per ridurre quelle del trasporto stradale (responsabile del 20,4% di tutte le emissioni Ue) e degli edifici (che consumano il 40% di tutta l’energia).

 

Ogni anno il 3% degli edifici pubblici devono essere riqualificati

La Pubblica Amministrazione riqualifichi il 3% degli edifici ogni anno. L'obiettivo si accompagna ad un aumento della quota di rinnovabili nel mix energetico al 40% al 2030, dal 32% attuale.

Questo perchè il piano vuole intervenire più direttamente sulla produzione e l’uso di energia – che rappresentano il 75% delle emissioni Ue –, creando un obiettivo annuale vincolante più ambizioso di riduzione del consumo di energia. Alla luce di questo obiettivo si fisseranno i contributi nazionali raddoppiando praticamente l’obbligo annuo in termini di risparmio energetico per gli Stati membri.

Non solo, FIT for 55 propone la creazione di un fondo sociale per la sostenibilità degli edifici. Il presidente Ursula von der Leyen ha affermato che "Per molte persone è già difficile pagare i costi energetici" e per questo nascerà "il Fondo climatico sociale che non darà sostegno a chi ha poco reddito, ma sosterrà investimenti e innovazione" per rendere i sistemi di riscaldamento sostenibili "più accessibili" alla popolazione.


Per l’Ance si tratta di “un nuovo importante tassello per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e crescita sostenibile. C’è una forte spinta, infatti, alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati e il pacchetto potrebbe anche servire a rafforzare misure come il Superbonus. Ma occorre che le nuove regole vengano applicate in modo virtuoso evitando che si trasformino in nuovi adempimenti per le imprese”. 


Tutte le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 saranno a emissioni zero

Stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035. L'obiettivo sarà accompagnato dalla creazione di un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici.

In materia di ambiente "tutti i settori devono fare la loro parte, compreso quello automobilistico" e "molte aziende hanno già annunciato che investiranno in veicoli a zero emissioni" perché "le auto elettriche sono aumentate molto nell'Unione europea, quindi la domanda c'è" ha detto la presidente della Commissione europea.

Bisognerà inoltre, secondo Bruxelles, passare dalla tassazione dell'energia basata sui volumi a una basata sul contenuto energetico dei combustibili. La tassazione minima sulla benzina passerebbe da 0,359 a 0,385 centesimi al litro, quella sul gasolio da 0,330 a 0,419. Le imposte minime sull'elettricità caleranno da un euro a Megawatt/ora a 58 centesimi.

 

Una "tassa" sul contenuto di CO2 

Prevista l’introduzione di un nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Carbon border adjustment mechanism, Cbam), che fisserà un prezzo del carbonio per le importazioni di determinati prodotti per garantire che l’azione ambiziosa per il clima in Europa non porti alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio in altri Paesi più permissivi: da qui al 2025 il Cbam sarà in fase di rodaggio, e inizierà ad applicarsi al commercio di cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti ed energia elettrica

 

Energie rinnovabili

Per quanto riguarda invece le energie rinnovabili, la nuova direttiva fisserà l’obiettivo di «produrre il 40% della nostra energia da fonti rinnovabili entro il 2030», a fronte del 19,7% registrato nel 2019 (in Italia al 18% circa nello stesso anno).

 

Taglio emissioni trasporti-agricoltura

Gli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni da trasporto su strada, riscaldamento degli edifici, agricoltura, piccoli impianti industriali e gestione dei rifiuti dovranno aumentare dall'attuale 29% ad almeno il 40%, rispetto ai livelli del 2005. L'obiettivo per l'Italia aumenta dal 33% al 43,7%.

A differenza del precedente regolamento, che vedeva alcuni Paesi con target a zero, la Commissione europea propone che tutti gli Stati membri contribuiscano al raggiungimento dell'obiettivo a livello dell'Unione con tagli compresi tra il 10% e il 50% rispetto alle emissioni del 2005. 


Il nuovo Pacchetto Europeo Clima-Energia? Ecco perché è inadeguato a fronteggiare l’emergenza climatica

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Il piano europeo per abbattere le emissioni inquinanti ha suscitato la reazione di diverse associazioni, tra cui Legambiente che in sintesi giudica poco coraggioso il pacchetto di misure deciso dall'UE.

>>> Ecco perché  


 

Il comunicato ufficiale

MISURA PER 55 PACCHETTI SOTTO IL GREEN DEAL EUROPEO

Nel programma di lavoro della Commissione per il 2021, le revisioni e le iniziative legate alle azioni per il clima del Green Deal europeo e in particolare l'obiettivo di riduzione netta del 55% del piano degli obiettivi per il clima sono presentate nell'ambito del pacchetto Fit for 55.

Il Green Deal europeo, presentato nella comunicazione (COM(2019)640) dell'11 dicembre 2019, definisce una visione dettagliata per rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050, salvaguardare la biodiversità, istituire un'economia circolare ed eliminare l'inquinamento, mentre rafforzare la competitività dell'industria europea e garantire una transizione giusta per le regioni e i lavoratori interessati.

Con l'annuncio del Green Deal europeo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è impegnata a presentare un piano completo e responsabile per aumentare l'obiettivo di riduzione delle emissioni dell'Unione europea per il 2030.

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 17 settembre 2020, von den Leyen ha proposto di fissare l'obiettivo di riduzione al 55%, insieme a una revisione della legislazione dell'UE in materia di clima ed energia entro giugno 2021, un obiettivo di spendere il 37% dei 750 miliardi di euro NextGenerationEU recovery fund sugli obiettivi del Green Deal e l'intenzione di raccogliere il 30% del budget NextGenerationEU attraverso i green bond.

Lo stesso giorno la Commissione ha adottato la comunicazione "Rafforzare l'ambizione climatica dell'Europa per il 2030 - Investire in un futuro climaticamente neutro a beneficio dei nostri cittadini" (comunemente nota come Piano degli obiettivi climatici dell'UE per il 2030). Include anche un obiettivo aggiornato di riduzione delle emissioni per il 2030 del 55% netto rispetto ai livelli del 1990, dall'attuale obiettivo di riduzione delle emissioni del 40%.

La comunicazione si basa su un'ampia valutazione d'impatto e su una consultazione pubblica nella primavera del 2020. L'analisi conclude che l'attuale quadro politico è insufficiente. Senza modifiche all'attuale quadro politico e legislativo, la comunicazione della Commissione europea prevede solo una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2050.

Mentre la comunicazione sul Green Deal europeo faceva riferimento a processi legislativi e iniziative previste, il piano degli obiettivi per il clima fornisce alcuni esempi concreti di possibili modifiche da includere nelle revisioni di giugno 2021.

La Commissione sostiene che il raggiungimento dell'obiettivo rivisto con un quadro politico coerente per sostenere l'attuazione in tutti i settori renderebbe l'industria e le imprese europee "pionieri".

Ciò dovrebbe modernizzare l'economia, offrendo innovazione e un vantaggio competitivo, garantendo nel contempo la sicurezza e la resilienza dell'approvvigionamento energetico e benefici per la salute.

Il nuovo quadro finanziario pluriennale e l'UE di nuova generazione offrono un'opportunità per la transizione e la crescita dell'economia contemporaneamente. Secondo la comunicazione, è essenziale integrare l'azione per il clima in altri fondi e programmi e garantire una transizione giusta attraverso il meccanismo di transizione giusta.

 

Fit for 55: i nuovi obiettivi per una transizione sostenibile europea

Le seguenti iniziative sono state annunciate per il secondo trimestre (Q2) del 2021.

La Commissione ha annunciato un rinvio del lotto iniziale al 14 luglio 2021:

  • Revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS), compresi il settore marittimo, aereo e CORSIA, nonché una proposta per l'ETS come risorsa propria;
  • Meccanismo di adeguamento alle frontiere del carbonio (CBAM) e una proposta per il CBAM come risorsa propria;
  • Regolamento sulla condivisione degli sforzi (ESR);
  • Revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia;
  • Modifica alla direttiva sulle energie rinnovabili per attuare l'ambizione del nuovo obiettivo climatico per il 2030 (RED);
  • Modifica della direttiva sull'efficienza energetica per attuare l'ambizione del nuovo obiettivo climatico per il 2030 (EED);
  • Ridurre le emissioni di metano nel settore energetico;
  • Revisione del regolamento sull'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF);
  • Revisione della direttiva sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi;
  • Revisione del regolamento che fissa gli standard di prestazione delle emissioni di CO₂ per le nuove autovetture e per i nuovi veicoli commerciali leggeri.

Le seguenti iniziative sono annunciate per il quarto trimestre (Q4) del 2021:

  • Revisione della prestazione energetica della Direttiva Edifici (EPBD);
  • Revisione del Terzo Pacchetto Energia per il gas (Direttiva 2009/73/UE e Regolamento 715/2009/UE) per regolamentare i mercati competitivi del gas decarbonizzato.

Riferimenti:

  • Commissione europea, Comunicazione sul Green Deal europeo, COM(2019)640
  • Commissione europea, Rafforzare l'ambizione climatica dell'Europa 2030 - Investire in un futuro climaticamente neutro a beneficio dei nostri cittadini, COM(2020)562
  • Osservatorio legislativo del PE, fascicolo di procedura sul quadro per il raggiungimento della neutralità climatica, 2020/0036(COD)
  • Risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo, 2019/2956(RSP)
  • Commissione europea, Stato dell'Unione: la Commissione aumenta l'ambizione climatica e propone una riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030, comunicato stampa, 17 settembre 2020
  • Commissione europea, Programma di lavoro della Commissione 2021: Un'unione di vitalità in un mondo di fragilità, COM/2020/690

 


FIT for 55: Riflessioni di Marco Mari, presidente di GBC Italia

Un passo avanti importante, direi un tentativo di cambiamento della società, quello compiuto dalla Commissione Europea con il pacchetto “FIT for 55”. Si sono aggiornati provvedimenti in essere, compatibilizzandoli con il Green Deal e, in alcuni casi, introducendo nuovi input operativi, come gli sfidanti obiettivi richiesti alla PA alla quale è chiesto di dare l’esempio, con azioni di efficientamento energetico sui propri edifici a un ritmo costante del 3% ogni anno, per guidare la renovation wave, creare posti di lavoro e ridurre l’uso degli impatti energetico-ambientali. 

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Così Marco Mari, presidente di Green Building Council Italia, l'associazione italiana di riferimento per l'edilizia sostenibile, con oltre 330 tra aziende, associazioni e istituzioni socie espressione della intera filiera delle costruzioni e dell'immobiliare.

"Non possiamo che accogliere favorevolmente questa importante svolta che rappresenta un vero booster nelle politiche operative per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici che l’UE si è posta, in particolare perchè considerano in modo ampio i tanti impatti energetico-ambientali prodotti dagli edifici ponendoli nella corretta ottica del ciclo di vita degli edifici.

Abbiamo bisogno di rendere comuni e sempre più diffuse strategie coerenti, concrete e soprattutto ripetibili, che mirino ad una corretta applicazione dei dettami della sostenibilità e della misura delle prestazioni di impatto nella filiera edilizia e immobiliare. Ad oggi a livello internazionale i protocolli energetico ambientali (rating system) sono gli strumenti principali validati e utilizzati già in oltre 7 miliardi di mq di sviluppi immobiliari a livello mondiale e l’Italia con una forte accelerazione che vede in poco tempo ben oltre 16 milioni di metri quadri sta prendendo una posizione di assoluto rilievo.

Ma bisogna fare di più!

Ancora una volta veniamo richiamati alla necessità di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione, da un approccio degenerativo ad un nuovo approccio rigenerativo. Una trasformazione socioeconomica ancor prima che ambientale volta ad una nuova cultura dell’abitare Sostenibile che si prevede possa creare 1 milione di posti di lavoro green in più entro il 2030. L’Associazione, che ho l’onore di rappresentare, è fortemente impegnata dal 2008 nella definizione di strategie e strumenti che pongono al centro la persona e le azioni necessarie per consentire a tutti di vivere in luoghi resilienti, sostenibili e salubri.

Grazie a FIT for 55 viene definita la nascita del Fondo Climatico Sociale per ridurre la povertà energetica e per decarbonizzare l’ambiente costruito iniziando dai “sistemi edificio”, ovvero quei prodotti complessi e al contempo fonte del maggior impatto energetico e ambientale che ormai non possiamo più permetterci.

In Italia stiamo facendo passi avanti, ad esempio, anche con le strategie - lo studio nel più grande cantiere europeo di ricostrizione da dopo la seconda guerra mondiale, la ricostrizione post sisma del centro Italia, dobbiamo procedere però in modo che tali aree e procedi diventino pilota per soluzioni che abbiano una applicazione nazionale, sia in tema di semplificazione, sia in tema di garanzia delle prestazioni energetico ambientali dei nostri edifici.

Lo stesso SUPERBONUS, che ha avuto il pregio di dare un segnale iniziale in un momento di crisi, va integrato in una più ampia strategia che presenti la necessaria completezza, armonizzazione e sistematicità, con quanto di più coerente ed efficace richiestoci dai recenti provvedimenti europei, in modo da dare ancora più forza e legittimità alle azioni dei singoli Stati.

Sentiamo di avere avuto un ruolo importante in questo processo. GBC Italia è stata tra i firmatari della lettera inviata alla Commissione europea, agli inizi di giugno, dai leader europei del settore edilizio, in cui sollecitavano l’Unione Europea a dare priorit  alla decarbonizzazione dell'ambiente costruito e sostenesse un approccio Whole Life Carbon (WLC), ovvero che considerasse le emissioni di carbonio emesse nell’intero ciclo di vita dell’edificio.

La richiesta, in sostanza, aveva ad oggetto la richiesta di concrete azioni per la piena decarbonizzazione dell'ambiente costruito attraverso politiche ambiziose. A questo proposito il progetto europeo che ci vede attori principali, #BuildingLife, sta accelerando le ambizioni del Green Deal europeo nel settore dell'edilizia e dell’immobiliare, creando la prima risposta a livello regionale alla visione di un ambiente costruito a zero emissioni di carbonio incorporato e con sempre minori impatti energeticoambientali.

Con l’avvio a conclusione del negoziato G20 Ambiente, cui ci onoriamo di aver potuto efficacemente contribuire e con l'avvicinarsi della pre-COP26 per la quale stiamo lavorando ad una posizione importante che porti a discutere della centralit  delle filiere edilizia e immobiliare nel raggiungimento degli importanti obiettivi per il clima, emerge in modo sempre pi  evidente e concreto la nostra azione per supportare nella guida al cambiamento e alla trasformazione necessaria, con un serrato dialogo che coinvolge i responsabili politici nella necessaria e non pi  rimandabile presa di posizione per adottare concretamente un approccio WLC negli edifici e, tutto questo   in perfetta coerenza con qianto FIT for 55 prevede.

Siamo sempre più consapevoli che, senza una nuova cultura dell’abitare, capace di rigenerare i luoghi in cui viviamo, il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG’s), gli impegni presi nell’accordo di Parigi sul clima e, più in generale, la vita per come la possiamo conoscere oggi, saranno irreparabilmente compromessi.

La strada è lunga e non certo priva di asperità, ma GBC Italia è una Community motivata, resiliente e operosa e che sopratutto ha accettato la sfida accrescendo la nostra volontà  di agire per il bene dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione.”