La messa in sicurezza dei ponti: sfide tecniche, progettuali e di comunicazione

L’utilizzo del BIM per lo studio di fattibilità e per la progettazione di messa in sicurezza del viadotto Sente-Longo, opera realizzata negli anni Settanta.


 

Il viadotto Sente-Longo: una grande infrastruttura che sta per compiere 40 anni

Il viadotto Sente-Longo, sulla Strada Provinciale 86 Istonia, ha una lunghezza totale di 1.200 metri e un’altezza massima di 185 metri ed è costituito da una parte principale metallica con impalcato continuo a piastra ortotropa. Le quattro campate di luce 120m, 200m, 200m e 120m, poggiano su pile pluricellulari a calice, che raggiungono un’altezza fino a 175 m e consentono lo scavalco della gola del torrente Sente. La rimanente parte del viadotto è costituita da ordinari impalcati a quattro travi in c.a.p., poggianti su pile a stampella di altezza variabile da 10 a 50 metri.

Edificato fra il 1974 e il 1977 per migliorare il collegamento tra Molise e Abruzzo, a oggi il viadotto Sente-Longo resta una delle opere strutturali più imponenti e fra i ponti stradali più alti d’Europa.

Ispezioni dell’opera hanno evidenziato, oltre a varie carenze strutturali, anche un movimento franoso che ha provocato una rotazione alla base della pila 3 a sostegno degli impalcati in c.a.p., con conseguente spostamento in testa superiore ai 40 cm e pericolo di perdita d’appoggio dell’impalcato.

 

La messa in sicurezza del viadotto Sente-Longo con l'uso del BIMIl viadotto allo stato attuale e un dettaglio dello spostamento in testa della pila 3

 

Interventi necessari per la messa in sicurezza del viadotto

La progettazione degli interventi di messa in sicurezza e ripristino è stata affidata per gli aspetti strutturali all’ingegnere Umberto Di Cristinzi e alla sua società FEA Tecnica S.r.l., mentre gli aspetti geologici sono stati assegnati al geologo Errico Borrelli. La modellazione BIM è stata curata dal geometra Lorenzo Passarelli.

L’estrema precarietà statica determinatasi e la singolare configurazione geometrica dell’impalcato, con traverso arretrato rispetto agli appoggi, hanno imposto l’adozione di specifiche soluzioni per il sollevamento e il ripristino dell’opera.

 

Il metodo BIM per la modellazione, la verifica e la visualizzazione

L’intero progetto è stato sviluppato con metodologia BIM, utilizzando il software Allplan che ha supportato tutto il percorso progettuale: dallo studio preliminare successivo allo sviluppo del modello BIM dello stato di fatto, fino all’elaborazione dei modelli di officina delle singole attrezzature.

La complessità dell’intervento richiedeva di poter riscontrare la compatibilità delle opere progettate e delle modalità operative di installazione delle attrezzature con le dimensioni geometriche dell’esistente. Il modello BIM ha consentito di verificare la compatibilità delle attrezzature in progetto con l’esistente e reso facile la condivisione con la committenza delle fasi di lavoro, grazie a visualizzazioni altamente realistiche.

 

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La soluzione tecnica adottata

Nel progetto è stata prevista la realizzazione di una coronella di pali a rinforzo del pozzo di fondazione esistente e il ripristino degli appoggi, prevedendo l’utilizzo di specifiche attrezzature di sollevamento degli impalcati non canoniche, che, oltre a consentire il sollevamento, assicurano l’esecuzione dei lavori in sicurezza anche in caso di perdita di appoggio dell’impalcato in fase di esecuzione delle opere. 

 

La messa in sicurezza del viadotto Sente Longo con il BIM di AllplanAlcune fasi di simulazione del progetto esecutivo: creazione e messa in opera dei moduli di sollevamento e realizzazione dei baggioli di progetto, oltre al rinforzo del pozzo di fondazione della pila 3 con coronella di pali. Modellazione e rappresentazione 3D realizzate con il software Allplan.

 

Nel dettaglio, il progetto di recupero e messa in sicurezza degli impalcati prevede i seguenti passaggi:

  • demolizione delle velette laterali sul pulvino esistente, con l’apposizione di mensole metalliche per ampliare l’appoggio delle attrezzature di sollevamento;
  • posizionamento dei singoli componenti dei moduli di sollevamento, infilandoli dal basso e facendoli ruotare sull’asse verticale, quando necessario, nel punto di passaggio tra pulvino e traverso;
  • assemblate le coppie di sollevamento della singola trave - costituite da profili di sospensione, traverse di collegamento, tronchetti di contrasto e relativi spessoramenti - si procede al collegamento delle stesse con barre Dywidag, posizionando successivamente i martinetti per il sollevamento degli impalcati sulle traverse di collegamento e apponendo in ultimo le traverse di presidio. Solo a questo punto, con impalcato in sicurezza, vengono realizzati gli interventi di stabilizzazione al piede della Pila 3;
  • successivamente, con fondazioni rinforzate, vengono sollevati gli impalcati e demoliti i baggioli esistenti, realizzati i baggioli di progetto e sostituiti gli apparecchi d’appoggio;
  • il calaggio definitivo degli impalcati sugli apparecchi d’appoggio sostituiti conclude l’intervento, con il mantenimento in opera delle attrezzature di presidio fino alla stabilizzazione acclarata degli spostamenti della pila.

Questa metodologia, pensata per l’intervento sul viadotto Sente-Longo, nel frattempo è stata applicata con successo ad altre opere similari. 


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