Massetti radianti a basso spessore nell'ambito della riqualificazione

L’adeguamento degli edifici ai recenti standard sismici e ambientali, accelerato dai fondi statali, prevede nella maggioranza dei casi il rifacimento del pavimento e l’installazione di impianti radianti.

L’altezza del soffitto, la volontà di non modificare la posizione delle soglie e quindi l’altezza delle porte, il basso spessore del vecchio pavimento spiega la diffusione degli impianti radianti a basso spessore (o ribassati).


Massetti radianti ribassati secondo il Codice di Buona Pratica CONPAVIPER

La Rev. 4 del Codice di Buona Pratica Massetti è il primo documento in Italia che affronta e risolve il problema dei massetti radianti ribassati. L’argomento viene trattato nell’Allegato G.

Il Codice definisce massetti radianti a basso spessore quelli con spessore minimo sul tubo inferiore a 30 mm e li classifica in base alla tipologia costruttiva:

  • massetti radianti ribassati in aderenza;
  • massetti radianti ribassati a bassa inerzia;
  • massetti radianti ribassati su impianti tradizionali tipo A1 e A2 UNI EN 1264-1 e UNI EN ISO 11855-5: composti da uno strato isolante in EPS accoppiato ad una tecnologia per il fissaggio dei tubi.

È ovvio che le soluzioni riportate possono non essere conformi agli standard previsti in materia di conducibilità termica e acustica al calpestio interpiano. Lo spazio a disposizione costringe progettista e committenza a dover prendere delle decisioni che in questo articolo, come spesso succede, si presume diano precedenza al riscaldamento a pavimento.

Nel presente articolo si fa riferimento agli spessori “minimi” di pavimenti e massetti in conformità del paragrafo 6.3 della Rev. 4 del Codice.


Cosa si intende con il termine Sistema Pavimento

Il Sistema Pavimento è l'insieme degli strati compresi tra il supporto strutturale e la pavimentazione finale: sottofondo, strati resilienti, isolanti termici, massetto, impianti radianti, giunti di varia natura, rivestimento o pavimentazione, strati di desolidarizzazione, freno al vapore.


Massetti radianti ribassati in aderenza

Sono realizzati in aderenza al sottofondo con impiego di appositi promotori di adesione (tipo boiacca e resina vinilica o resina epossidica), se non diversamente indicato dal Progettista del Sistema Pavimento. Per questa tipologia il Codice considera esclusivamente la Classe di destinazione P1 (Allegato A della Rev. 4 del Codice).

 

Massetti radianti ribassati in aderenza

 

I massetti aderenti devono essere cementizi o a base di leganti speciali. Possono essere a base anidrite se si utilizzano appositi primer.

È possibile applicare le pavimentazioni ceramiche, lapidee e anche quelle lignee solo se in posa flottante purché siano verificate da parte del Progettista del Sistema Pavimento le condizioni seguenti:

  • sottofondo stagionato e asciutto;
  • assenza di umidità di risalita dagli strati sottostanti;
  • assenza di materiali igroscopici in corrispondenza del sottofondo.

Per altre finiture (resilienti, laminate, tessili e resinose), si consiglia una progettazione specifica.

Massetti di questo tipo possono essere realizzati esclusivamente su supporti meccanicamente resistenti: solaio, massetto pesante, pavimento, sottofondo pesante, alleggerito e leggero con massa volumica > 800 kg/m3.

Il massetto deve avere uno spessore minimo di 8 mm sulla tubazione. A tal fine occorre prestare molta attenzione all’esecuzione delle quote del sottofondo e a quella dei vincoli come altezza soffitto, pavimenti, soglie, ascensore, piatto doccia, scale, ecc., in quanto tale applicazione richiede elevata accuratezza da parte di tutti applicatori coinvolti.

Le tolleranze del sottofondo sono riportate nel Prospetto G1 della Rev. 4 del Codice. I valori riportati sono quelli raccomandabili in fase di progettazione ed esecuzione dei sottofondi. Capita comunque, soprattutto nelle ristrutturazioni, di trovare valori delle tolleranze ben più elevati e voler comunque realizzare massetti radianti ribassati in aderenza.

Evitare inoltre i rilievi puntiformi e la rugosità che vanno a minare la levigatezza della superficie del sottofondo.

Il pannello utilizzato per bloccare il tubo dell’impianto radiante deve essere incollato con colle che non rigonfiano: ad esempio quelle poliuretaniche non possono essere utilizzate.

Il massetto deve avere classe di resistenza nominale minima in conformità alla norma EN 13813, pari a C 30 F6 e non necessita di armatura. Per le altre prestazioni si fa riferimento ai valori riportati nell’Allegato A della Rev. 4 del Codice.

Si consiglia di prevedere l’utilizzo del giunto di dilatazione perimetrale senza bandella.

Questo tipo di soluzione consente spessori minimi del pavimento (escluso la pavimentazione) anche di 25 mm in funzione della tipologia di impianto radiante.

In caso che lo spessore a disposizione per il pavimento consenta di inserire un pannello di isolamento termico o acustico di basso spessore sotto il pannello dell’impianto radiante, si consiglia di resistere alla tentazione, in quanto occorrerebbe riprogettare gli spessori del massetto per compensare la cedevolezza degli strati aggiunti e la perdita di adesione tra il massetto e il sottofondo.

 

Massetti radianti ribassati a bassa inerzia

Questa tipologia di massetti ribassati sono utilizzati nelle ristrutturazioni, ma non solo. Recentemente, come suggerisce il nome, trovano applicazione nei casi in cui si vogliano ridurre i tempi di riscaldamento e raffreddamento della piastra radiante.

Massetti radianti ribassati a bassa inerzia

È possibile applicare ai massetti radianti ribassati a bassa inerzia le pavimentazioni ceramiche, lapidee e anche quelle lignee solo se in posa flottante purché siano verificate da parte dal Progettista del Sistema Pavimento le condizioni seguenti:

  • sottofondo stagionato e asciutto;
  • assenza di umidità di risalita dagli strati sottostanti.

Per altre finiture (resilienti, laminate, tessili e resinose), occorre una progettazione specifica.

Massetti di questo tipo possono essere realizzati esclusivamente su supporti meccanicamente resistenti: solaio, massetto pesante, pavimento, sottofondo pesante, alleggerito e leggero con massa volumica > 800 kg/m3.

Il massetto deve avere uno spessore minimo di 10 mm sulla tubazione in Classe di destinazione P1 e 15 mm in Classe di destinazione P2 (Allegato A della Rev. 4 del Codice). A tal fine occorre prestare molta attenzione all’esecuzione delle quote del sottofondo e a quella dei vincoli come altezza soffitto, pavimenti, soglie, ascensore, piatto doccia, scale, ecc., in quanto tale applicazione richiede elevata accuratezza da parte di tutti gli applicatori coinvolti. Le tolleranze del sottofondo sono riportate nel Prospetto G1 del Codice.

Evitare inoltre i rilievi puntiformi e la rugosità che vanno a minare la levigatezza della superficie del sottofondo.

I pannelli dell’impianto idraulico, che hanno la duplice funzione di fissaggio dei tubi e di isolamento termico, devono presentare tensione minima di compressione alla deformazione del 10% (σ10) pari a 400 kPa e devono essere incollati al sottofondo con colle che non rigonfiano: ad esempio quelle poliuretaniche non possono essere utilizzate.

Il massetto deve avere classe di resistenza nominale minima in conformità alla norma EN 13813, pari a C 30 F6 e non necessita di armatura. Per le altre prestazioni si fa riferimento ai valori riportati nell’Allegato A della Rev. 4 del Codice.

Occorre prevedere l’utilizzo del giunto di dilatazione perimetrale senza bandella.

 

Massetti radianti ribassati su impianti tradizionali

Questa tipologia di massetti radianti consente di applicare gli impianti tradizionali nelle ristrutturazioni lavorando sullo spessore del pannello e su quello del massetto. È possibile applicarli su spessori minimi del pavimento (escluso la pavimentazione) di 5 cm se si utilizzano pannelli di 1 cm.

 

Massetti radianti ribassati su impianti tradizionali

I massetti con impianti radianti tipo A1 e A2 UNI EN 1264-1 e UNI EN ISO 11855-5 sono assimilabili a massetti galleggianti che incorporano nello spessore elementi riscaldanti/raffrescanti (tubazioni in materiale plastico o serpentine elettriche). Nel perimetro di ogni ambiente deve essere presente una striscia perimetrale comprimibile che permetta le dilatazioni del massetto. Lo strato separatore, avente funzione di freno al vapore, deve essere posizionato al di sotto del pannello isolante del sistema radiante.

Si considerano esclusivamente le Classi di destinazione P1 e P2 (Allegato A della Rev. 4 del Codice). È possibile applicare le pavimentazioni ceramiche, lapidee e anche quelle lignee solo se in posa flottante. Si delega il Progettista del Sistema Pavimento per valutare l’efficacia di tali tipologie di massetti per la posa di pavimentazioni resilienti, laminate, tessili e resinose.

Il massetto deve avere uno spessore minimo di 20 mm sulla tubazione. A tal fine occorre prestare molta attenzione all’esecuzione delle quote del sottofondo e a quella dei vincoli come altezza soffitto, pavimenti, soglie, ascensore, piatto doccia, scale, ecc., in quanto tale applicazione richiede elevata accuratezza da parte di tutti applicatori coinvolti. Le tolleranze del sottofondo sono le medesime dei masseti radianti tradizionali.

Evitare inoltre i rilievi puntiformi e la rugosità che vanno a minare la levigatezza della superficie del sottofondo.

Il massetto deve avere classi di resistenza nominali minime pari a C 30 e F6, in conformità alla norma EN 13813. Per le altre prestazioni si fa riferimento ai valori riportati nell’Allegato A della Rev. 4 del Codice.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda
Allegato G della Rev. 4 del Codice di Buona Pratica.



Tutto quello che è necessario sapere sui Massetti, in poche parole

Massimo Bocciolini, coordinatore del Comitato Tecnico Massetti di Conpaviper, ha predisposto una serie di "pillole" partendo dal Codice di Buona Pratica sui Massetti CONPAVIPER con l'obiettivo di rendere disponibile in forma semplificata le informazioni essenziali sui massetti di supporto. Ecco l'elenco delle pillole pubblicate:


 

Il Codice di Buona Pratica CONPAVIPER

Oggi la quasi totalità dei massetti è realizzata da professionisti in grado di guidare i progettisti e le imprese nella realizzazione in cantiere del pavimento (o sistema pavimento), cioè di tutta la stratigrafia compresa tra il solaio ed il rivestimento, adeguandolo agli specifici vincoli di cantiere.

Negli ultimi anni i rappresentanti di questa categoria iscritti a Conpaviper hanno deciso di convogliare in un unico documento le informazioni sparpagliate in numerose norme e documenti tecnici nazionali ed internazionali, il “Codice di Buona Pratica per la progettazione, l’esecuzione e il controllo dei massetti”.

Con la quarta revisione del documento, gli associati Conpaviper hanno deciso di fare un ulteriore passo avanti: travasare le proprie conoscenze tecniche di cantiere trasformandole in caratteristiche misurabili ed oggettive ottenute dopo due anni di prove di cantiere realizzate su numerose tipologie di pavimenti. La rev. 04 Codice di Buona Pratica presenta numerose modifiche radicali rispetto a quella precedente: il documento non tratta solo di massetto di supporto ma con una visione operativa approfondisce l’intera stratigrafia del pavimento, introduce la funzione del progettista del sistema pavimento, apre all’utilizzo di massetti leggeri, fornisce requisiti per i sottofondi e parametri certi rilevabili da prove meccaniche eseguite in cantiere.

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Chi è il CONPAVIPER

CONPAVIPER è l’Associazione Italiana di Categoria delle Imprese di Pavimentazioni Continue e rappresenta le aziende che operano nell'ambito dei settori delle pavimentazioni industriali, dei rivestimenti resinosi e dei massetti di supporto.

CONPAVIPER è una libera associazione delle imprese che operano nei seguenti comparti:

  • Sottofondi e Massetti di supporto per Pavimentazioni
  • Pavimentazioni continue in Calcestruzzo, tra cui le Pavimentazioni Industriali
  • Pavimenti e rivestimenti in resina.

CONPAVIPER è un Ente, riconosciuto giuridicamente, che raggruppa, su base volontaria, più di 100 imprese di tutte le dimensioni, operanti nella realizzazione di pavimenti, nella produzione di materiali dedicati, nella fornitura di servizi e consulenze e progettazioni.

L'Associazione ha per scopo:

  • la tutela degli interessi dei propri iscritti, anche mediante assistenza ed informazione
  • la promozione di tutte le iniziative volte alla divulgazione e ad un sempre più ampio e corretto impiego dei pavimenti e rivestimenti ad uso industriale, impiegabili anche in campo civile
  • l'avviamento nelle forme più opportune di iniziative di sviluppo e ricerca per un continuo miglioramento tecnologico dei materiali, delle attrezzature e dei metodi applicativi
  • la stesura e la diffusione di testi ed opere scientifiche e letterarie specifiche del settore inerenti alle finalità perseguite dall'Associazione
  • la promozione di tutte le iniziative volte all'istruzione di tutte le figure coinvolte nell'attività della categoria di settore.

CONPAVIPER è socio di UNI.

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